Assegno di mantenimento calcolato anche in base ai consumi dell’ex

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Quando il giudice fissa l’ammontare dell’assegno di mantenimento che uno dei due coniugi sarà tenuto a versare all’altro, deve fare in modo che il beneficiario conservi lo stesso tenore di vita che aveva durante il matrimonio (almeno tendenzialmente). Per far ciò, deve quindi verificare il reddito di quest’ultimo e, sulla base di esso, parametrarvi l’assegno di mantenimento.

 

Può però capitare che il beneficiario dichiari al giudice un reddito diverso (cioè inferiore) rispetto a quello di cui materialmente gode, al solo fine di ottenere un assegno superiore.

Per evitare situazioni di tale tipo, è intervenuta una recente sentenza della Cassazione [1] che ha chiarito un concetto tanto logico quando giusto.

 

L’assegno di mantenimento non va determinato solo in base al reddito dichiarato dal beneficiario, ma anche in base al suo tenore di vita effettivo. Pertanto, la somma dell’assegno va ridotta se, da un’analisi delle spese dell’ex coniuge, risulti che quest’ultimo conduca una vita di più elevato tenore.

 

La Cassazione ha ritenuto [1] inverosimile che il reddito dichiarato da una donna fosse inferiore rispetto alla rata del mutuo e delle spese mensili dalla stessa sostenute. Pertanto, presupponendo che la stessa vivesse anche con altri cespiti, la Corte le ha ridotto l’assegno di mantenimento.

 

In altre parole, il giudice, quando determina l’ammontare dell’assegno da versarsi in favore del beneficiario, deve anche verificare che il reddito da quest’ultimo dichiarato sia attendibile e veritiero e non sia incompatibile col tenore di vita di fatto tenuto quotidianamente.

 

 

[1] Cass. sent. n. 11414 del 06.07.2012.

 

 

 

 

 

 

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1 Commento

Francesco

31-07-2012

Mi sembra già una buona sentenza , bisogna lavorare di più per arrivare a non passare il divorzile specie se l’ex convive . Cordialità

 
 

Commenti

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