Facebook, come far cancellare video e foto offensive
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9 Nov 2016
 
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Redazione
 


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Facebook, come far cancellare video e foto offensive

Anche Facebook è un «hosting provider», cioè un fornitore di spazio web: pertanto non solo deve rimuovere i link a video e immagini offensive e lesive dell’onore, ma anche impedire che tornino online.

 

Che puoi fare se, qualche malintenzionato pubblica su Facebook un video o un’immagine offensiva, allo scopo di infangare la tua reputazione? La prima cosa da fare è, ovviamente, segnalare l’accaduto a Facebook con l’apposita funzione che il social network mette a disposizione dei propri utenti (di cui parleremo a breve): si tratta di una comunicazione diretta al personale di Facebook che vaglierà la tua contestazione e provvederà immediatamente alla rimozione del video o della foto.

Ma c’è anche un’altra novità: Facebook non è tenuto solo a eliminare il singolo video o immagine, ma anche qualsiasi altra condivisione o salvataggio dello stesso materiale. Così, immaginiamo che qualche altro utente del social network abbia salvato il medesimo video e poi lo abbia, a sua volta, ripubblicato sulla propria bacheca: Facebook, in questo caso, è obbligato a controllare che il medesimo contenuto offensivo non torni più online. È quanto chiarito dal Tribunale di Napoli con una recente e innovativa decisione. Ma procediamo con ordine.

 

 

Come segnalare un abuso su Facebook

Tutti i comportamenti degli utenti di Facebook che violino non solo le norme giuridiche, ma anche le regole di un vivere civile, pacifico e corretto, possono essere segnalati ai gestori della piattaforma affinché intervengano per rimuovere post, immagini o video offensivi. Dunque, se qualcuno ha usato Facebook per screditarti, denigrarti, offenderti, infangare la tua reputazione con ingiurie e diffamazioni di ogni tipo, puoi segnalare l’abuso direttamente a Facebook senza dover chiedere l’intervento delle autorità. Di solito, innanzi alle violazioni più conclamate, Facebook opera con una certa rapidità. Ricordati però sempre di salvare il contenuto lesivo (puoi fare un video o una fotografia col tuo cellulare o eseguire uno screenshot), in modo da poter, in un successivo momento – dopo che il contenuto non sarà più visibile online e non ci sarà il rischio di diffusione dello stesso – denunciare l’accaduto direttamente alla Procura della Repubblica).

 

Per segnalare il comportamento offensivo di una persona nei tuoi confronti, vai sulla pagina del profilo del responsabile e cliccare sulla voce Segnala/Blocca che si trova in fondo a sinistra oppure, se la persona in questione ha già adottato il nuovo profilo in stile Diario (Timeline), clicca prima sull’icona dell’ingranaggio collocata in alto a destra e poi su Segnala/Blocca.

 

In questo modo puoi bloccare preventivamente la persona in modo che non possa più contattarti su Facebook e segnalare il suo comportamento scorretto ai responsabili del social network. Tutto ciò che devi fare è mettere i segni di spunta accanto alle opzioni relative al tipo di comportamento scorretto perpetrato (es. «Questo/a amico/a mi disturba» oppure «Questo profilo finge di rappresentare qualcun altro» o «è falso») e al tipo di blocco che vuoi applicare nei confronti della persona selezionata (es. Blocca [Nome Cognome]) e clicca su Continua per completare l’operazione.

 

Puoi anche segnalare l’abuso di un singolo post, immagine o video. È molto semplice: vai col mouse sul contenuto incriminato, clicca sulla freccia in alto a destra del post e seleziona l’opzione Segnala post. Nel successivo menu che compare in evidenza puoi optare tra le seguenti scelte:

  • Mi dà fastidio o non è interessante
  • Ritengo che non dovrebbe essere su Facebook
  • È spam

 

 

Se Facebook non cancella o il video ritorna online

Come abbiamo detto in apertura, il tribunale di Napoli [1] ha ricordato tutti i doveri che incombono sulla piattaforma contenente contenuti postati dai propri utenti. Il discorso quindi vale per Facebook, Instagram, Linkedin, Twitter, YouTube, ecc. La società proprietaria del social non ha un obbligo di preventivo controllo di ogni contenuto, per cui non può filtrare in anticipo tutto il materiale che viene caricato dai propri utilizzati: ne deriverebbe, oltre a problemi di censura, anche un costo eccessivo sia in termini di tempo che di risorse per il relativo proprietario. Ma quest’ultimo deve comunque intervenire a seguito di ogni segnalazione di abuso. In pratica, Facebook è tenuto a vagliare la fondatezza della segnalazione e, se non provvede a rimuovere il video o la foto o il post, sarà responsabile e potrà essere citato in giudizio per un risarcimento del danno.

 

Inoltre – ed è questo il punto essenziale della sentenza in commento – in caso di plurime condivisioni di link o di successivi caricamenti dello stesso video/immagine ad opera di ulteriori utenti del social network, la vittima dell’abuso non è tenuta (come invece si è ritenuto sempre sino ad oggi) a indicare ogni singolo link con il contenuto incriminato. Il compito di individuare eventuali “doppioni” ed evitare che il video/immagine torni di nuovo online spetta a Facebook e non alla vittima che si può limitare solo a indicare uno dei link incriminati e non tutti.

 

Dunque se il video torna online con un link diverso da quelli segnalati, Facebook è costretto a rimuoverlo da sé, senza richiesta dell’interessato. Se questo non succede, la società americana deve risarcire un cospicuo danno alla vittima.


La sentenza

Tribunale di Napoli Nord, sez. II Civile, ordinanza 3 – 4 novembre 2016
Presidente Sinisi – Relatore Buffardo

Letti gli atti ed i documenti di causa,
Sciogliendo la riserva assunta all’udienza del 5 ottobre 2016

premessa:

– che con ricorso depositato in data 20.9.2016 Facebook Ireland Ltd. (di seguito anche “Facebook Ireland”), in persona del legale rappresentante pro tempore, ha proposto reclamo avverso l’ordinanza, resa in data 10.08.2016, con la quale il Tribunale di Napoli Nord, in composizione monocratica dott.ssa M.M. – a definizione del procedimento iscritto al n. R.G. 6312/2015, ha, tra l’altro, accolto la domanda proposta ex art. 700 c.p.c., da T.A.C. nei confronti di Facebook, ordinando “a Facebook l’immediata cessazione e rimozione dalla piattaforma del social network di ogni post o pubblicazione contenente immagini (foto e/o video) o apprezzamenti riferiti i specificamente alla persona della ricorrente”, contestualmente fissando “in € 100,00 la somma dovuta alla ricorrente ai sensi dell’art. 614 bis c.p.c. per ogni violazione o inosservanza dell’ordine che precede nonché per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del provvedimento, a partire dal ventunesimo giorno dalla comunicazione del presente provvedimento e

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[1] Trib. Napoli, ord. 3-4.11.2016

 


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