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Lo sai che? Pubblicato il 21 dicembre 2016

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Lo sai che? Che succede a non pagare il bollo auto?

> Lo sai che? Pubblicato il 21 dicembre 2016

Il bollo auto è uno dei tributi più odiati: tuttavia, esiste e non resta che pagare per non incorrere in spiacevoli conseguenze. Come fare? Cosa si rischia in caso contrario?

Quella sul bollo auto è una delle tasse più contestate ed evase di sempre: a conferma di ciò, basti pensare che sarebbero oltre 90.000 gli Italiani che hanno firmato una petizione su Charge.org per chiederne l’abolizione. Per ora, sembra proprio che più che una richiesta o un desiderio sia piuttosto un miraggio, dal momento che, eliminando il bollo auto, il Governo perderebbe circa 5 miliardi di euro. Non resta che rassegnarsi: il bollo va pagato. In questo articolo, cercheremo di capire che succede in caso contrario e quali sono le conseguenze – notevoli – a cui si va incontro.

Bollo auto: cos’è?

Prima di tutto, vediamo cosa si intende esattamente quando si parla di bollo auto: detto anche tassa automobilistica, è un tributo regionale al cui versamento devono provvedere tutti coloro che possiedono un veicolo (moto o macchina che sia), così come indicati dal Pubblico Registro Automobilistico (Pra). Attenzione: il pagamento va effettuato in virtù della sola proprietà di una o più auto; il fatto che la si usi o meno per circolare non ha alcuna rilevanza. Della serie: “hai voluto la bicicletta? Pedala!”

L’importo dovuto dipende dalla potenza del veicolo, espressa in kw oppure in cavalli, e dal suo impatto ambientale, fermo restando che ogni regione italiana ha dei parametri di riferimento: ne consegue che l’ammontare del tributo da versare annualmente può variare da una regione all’altra. Ad ogni modo, si tratta di dati che l’automobilista può verificare in qualsiasi momento grazie allo strumento di calcolo online messo a disposizione dall’Aci o dall’Agenzia delle Entrate [1].

Il bollo auto può essere pagato presso un ufficio postale, l’Aci, un’agenzia di pratiche automobilistiche, le tabaccherie Lottomatica e, in alcune regioni, anche online. Il pagamento deve essere effettuato entro l’ultimo giorno utile, cioè l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza, se si tratta di veicoli già circolanti, mentre, per quelli nuovi, entro l’ultimo giorno del mese di immatricolazione; se la pratica è avvenuta negli ultimi dieci giorni del mese, è consentito pagare entro quello successivo.

 

Bollo auto: che succede se lo pago in ritardo?

Una dimenticanza è sempre possibile: se ci si accorge che il termine per il pagamento è scaduto, non c’è da preoccuparsi. Pagare in ritardo è, infatti, possibile, grazie alla previsione del cosiddetto ravvedimento operoso che può intervenire entro un anno. Naturalmente, se da un lato la legge consente di provvedere in ritardo, dall’altro vi ricollega delle sanzioni. Nel dettaglio:

  • se il pagamento avviene entro i primi 14 giorni, si applica una sanzione sull’imposta pari allo 0,1% per ogni giorno di ritardo: facendo due calcoli, pagando all’ultimo momento, al quattordicesimo giorno, la sanzione sarà dello 1,4%;
  • se il pagamento avviene dal 15° al 30°, giorno, la maggiorazione da pagare è pari all’1,5%, con una riduzione della sanzione, quindi, di 1/10;
  • se il pagamento avviene dal 30° al 90° giorno, la sanzione è pari all’1,67%;
  • se il pagamento avviene dal 90° giorno a 1 anno, la sanzione è pari al 3,75%.

Scaduto l’anno, addio ravvedimento operoso: le conseguenze del mancato pagamento saranno ben più gravi, con l’applicazione di una multa vera e propria pari al 30% più un interesse dello 0,5% per ogni sei mesi di ritardo.

Bollo auto: e se non lo pago?

Chiaramente, ancora più incisivi sono gli effetti di un pagamento mancato: la Regione, che è l’ente titolare del credito, provvede ad inviare una richiesta di pagamento con accertamento dell’imposta evasa, entro tre anni decorrenti a partire dall’anno successivo a quello in cui il pagamento doveva essere effettuato. Ad esempio, se il bollo deve essere pagato a gennaio 2016, l’accertamento deve avvenire entro il 31 dicembre 2019.

Se neppure questo, serve a scuotere dal torpore l’automobilista, a questo punto ci penserà l’Agente della riscossione: proprio così, l’importo viene iscritto a ruolo. Che significa? Che al debitore moroso verrà notificata una cartella di pagamento – su cui è riportata la data in cui il bollo è dovuto – e l’ente di riscossione procederà ad incassare quanto dovuto, attraverso:

  • il pignoramento del conto corrente, a condizione che, nel caso in cui sullo stesso venga accreditato lo stipendio, avvenga solo per le somme che eccedono la misura di tre volte l’assegno sociale, quindi da 1.345,56 euro in su;
  • il pignoramento della pensione, nei limiti di 1/5 (si garantisce, cioè, un minimo che non può essere in alcun caso pignorato);
  • il pignoramento dello stipendio, in una misura che dipende dall’entità dello stesso: 1/10 per stipendi fino a 2.500 euro, 1/7 per stipendi fino a 5.000 euro, 1/5 per stipendi da 5.000 euro in su;
  • il pignoramento di beni mobili.

Non si può, invece, procedere:

  • al pignoramento della casa o di altri beni immobili, possibile esclusivamente il debito supera 120.000 euro;
  • all’ipoteca sulla casa, possibile solo in presenza di un debito superiore a 20.000 euro.

Se il bollo non viene pagato per più di tre anni consecutivi, la vettura verrà radiata d’ufficio dal Pra. In sostanza, l’automobilista si ritroverà con la carta di circolazione e la targa dell’automobile ritirate. Per evitare che ciò accada, egli deve mettersi in regola con i bolli arretrati, entro 30 giorni dalla notifica della richiesta di pagamento da parte della Regione titolare del tributo.

Bollo auto: è vero che l’Agente per la riscossione può bloccare il veicolo?

L’Esattore può anche decidere per il fermo auto. Non solo è possibile ma è altamente probabile: le conseguenze non solo di poco conto, considerato che non si può più circolare. Come risolvere? Una “possibilità di salvezza” c’è: il debitore può chiedere e sperare di ottenere dall’Agente per la riscossione la rateazione del debito: un bollo pagato a rate, in sostanza. Ma… c’è un “ma”: chiaramente il fisco dovrà tutelarsi e, per farlo, concederà sì la sospensione del fermo, a patto che il debitore dimostri di aver pagato la prima rata. La cancellazione definitiva avverrà solo con il pagamento dell’ultima rata.

Giova ricordare che, in caso di fermo ma anche di furto o demolizione dell’auto, il bollo non va pagato. Occorre, però, un passaggio importante: il titolare deve recarsi al Pra e dichiarare la perdita di possesso del veicolo.

Bollo auto: si prescrive e quando?

Il termine di prescrizione per il bollo auto è di tre anni, a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui l’imposta deve essere pagata. Nel caso in cui sia stata notificata una cartella di pagamento, i tre anni decorrono dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui la cartella è stata consegnata. La prescrizione, in tal caso, produce effetti importanti: l’Agente della riscossione, infatti, non ha più la possibilità di recuperare il suo credito, non potendo più procedere a pignoramenti, né a fermo auto. Da questo momento in poi tali misure sono illegittime e il contribuente può impugnarle dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale.

Il termine di prescrizione è di 10 anni nell’ipotesi in cui la richiesta di pagamento sia stata impugnata davanti al giudice e il contribuente abbia perso la causa: i 10 anni decorrono dalla data della pubblicazione della sentenza.

note

[1] L’Agenzia delle Entrate ha predisposto, sul proprio sito, un servizio (al momento disponibile solo per Marche, Sicilia, Valle d’Aosta, Friuli Venezia e Giulia, Sardegna) con cui è possibile verificare se il bollo auto è stato regolarmente pagato.

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1 Commento

antonio assaiante

11 gennaio 2017 alle 18:57

salve non ho pagato negli ultimi 3 anni il bollo auto e non ho ricevuto nessun richiesta di sollecito possono ugualmente cancellarmi dal pra senza un avviso? grazie mille

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