Casa in prestito, spettano i rimborsi per i lavori?
Lo sai che?
10 Nov 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Casa in prestito, spettano i rimborsi per i lavori?

In caso di comodato, le spese di manutenzione non sono rimborsabili salvo quelle necessarie e urgenti.

 

Chi vive in una casa datagli in prestito da un’altra persona può certamente fare migliorie all’immobile ed effettuare lavori di manutenzione, ma non ha diritto al rimborso di tali spese se prima non sono state concordate con il proprietario o se, diversamente, non è scritto nel contratto. Solo le spese necessarie e urgenti danno diritto comunque al rimborso anche in assenza di preventiva autorizzazione, come nel caso, ad esempio, della sostituzione di una caldaia per l’acqua calda all’interno dell’appartamento. È quanto chiarito dal Tribunale di Benevento con una recente sentenza [1].

 

Si chiama contratto di comodato ed è l’accordo con cui il titolare di un bene, anche immobile – nel nostro caso, l’appartamento – ne concede a un altro soggetto (cosiddetto comodatario) l’uso di norma gratuito. Il comodatario è quindi libero di utilizzare tale bene secondo le finalità concordate tra le parti con un accordo che non deve necessariamente essere scritto, nonostante abbia ad oggetto un immobile. Ad esempio, si verifica un comodato quando il padre concede al figlio di vivere in una propria casa prima che questi riesca a comprarne una propria: il semplice fatto di avergli affidato le chiavi dell’immobile crea, automaticamente e senza bisogno di atti o di forme particolari, un contratto di comodato verbale. Insomma, il comodato può risolversi in un semplice rapporto instaurato solo con comportamenti concludenti.

 

Capita, però, che se le parti non abbiano firmato un accordo scritto, molte delle condizioni del prestito dell’appartamento non sono definite e, allora, si verifichino incertezze. Nel nostro caso, il figlio potrebbe aver – negli anni – sostenuto delle spese per rendere abitabile la vecchia abitazione del genitore, facendo eseguire delle migliorie che ne hanno aumentato il valore anche da un punto di vista commerciale. Viene poi il momento di restituire l’immobile e, allora, il comodatario – che non può ovviamente “portare con sé” tutti i lavori di manutenzione eseguiti nel tempo – chiede almeno il rimborso dei soldi pagati alle varie ditte di ristrutturazione. Il papà, però, si oppone perché, non avendo mai dato un’espressa autorizzazione a tali lavori, né avendo mai promesso il rimborso dei soldi, non intende sborsare di tasca propria il denaro.

Chi ha ragione? Il figlio, che ritiene di dover quantomeno essere ricompensato per l’utilità procurata al padre o quest’ultimo che, invece, non ha mai acconsentito – almeno in modo ufficiale – alle spese?

 

Secondo il Tribunale di Benevento, il comodatario (in questo caso, il figlio) che decida di affrontare spese di manutenzione dell’immobile straordinarie e non necessarie ed urgenti, non ha diritto al rimborso, anche se le opere comportano miglioramenti.

Egli cioè può scegliere se provvedere o meno alla manutenzione, ma se decide di affrontare le spese, lo fa nel suo esclusivo interesse e non può pretendere il rimborso dal comodante.

 

In conclusione, solo le spese necessarie e urgenti eseguite senza alcuna preventiva autorizzazione danno diritto a rimborso; le altre, che comunque restano lecite e non possono essere contestate dal comodante-proprietario dell’appartamento, non consentono di esigere la restituzione dei soldi spesi.


La sentenza

Tribunale di Benevento – Sezione II civile – Sentenza 1 luglio 2016 n. 1713

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI BENEVENTO
SEZIONE SECONDA CIVILE
In persona del Giudice dott. Aldo De Luca ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nel giudizio iscritto al R.G.NR. 3008865/2009, avente ad oggetto: responsabilità contrattuale TRA
PI.SA. e IA.AN. (avv. Lu.D’A., giusta procura in atti)
Parte attrice

EIA.GI. (avv. Ta.So., giusta procura in atti)
Parte convenuta
CONCISA ESPOSIZIONE DELLE RAGIONI IN FATTO ED IN DIRITTO DELLA DECISIONE

1) 1. Con atto di citazione ritualmente notificato, gli attori, sulla premessa di aver detenuto in comodato gratuito l’immobile sito in Dugenta (BN), via (…), di proprietà di Ia.Gi. – padre dell’attore Ia.An. – convenivano in giudizio quest’ultimo per il rimborso dei costi sostenuti per i lavori eseguiti all’interno dell’immobile, integranti, a loro dire, vere e proprie migliorie.

2. Si costituiva in giudizio il convenuto chiedendo il rigetto della domanda, perché infondata in fatto ed in diritto, come in atti motivato. Sull’assunto che i lavori eseguiti dagli attori non erano stati da lui acconsentiti e lungi dall’aver apportato

Mostra tutto

[1] Trib. Benevento, sent. n. 1713/2016.

 

Autore immagine: Pixabay.com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti