Come so quanto c’era sul conto del defunto?
Lo sai che?
11 Nov 2016
 
L'autore
Marco Borriello
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Come so quanto c’era sul conto del defunto?

Conto corrente del defunto: l’erede subentra al correntista e ha diritto di accesso alla documentazione bancaria. Il limite temporale dei dieci anni.

 

Dopo la morte di una persona, è importante ricostruire il suo patrimonio, anche se può risultare problematico farlo.

Da un lato è abbastanza facile conoscere i possedimenti immobiliari del defunto (terreni, appartamenti, ecc). Magari proprio il genitore ci ha lasciato le copie dei titolo di proprietà e in mancanza, con una semplice visura ipocatastale, possiamo sapere ogni cosa sullo stato immobiliare del medesimo.

Dall’altro lato, è invece, in genere più complicato conoscere lo stato dei cosiddetti “liquidi”. A tale riguardo, conoscere a quanto ammonta il patrimonio lasciato dalla persona cara non è l’unico dei  motivi validi, che giustificano l’interesse verso la movimentazione bancaria del defunto.

 

Soddisfare la descritta esigenza, ad esempio accedendo al conto corrente del proprio genitore, è altresì importante per stabilire se sono stati fatti dei versamenti a favore dell’uno o dell’altro erede: si tratta d’informazioni non di poco conto, che possono influire sulla determinazione in concreto delle quote ereditarie. Esse potrebbero persino rivelarsi decisive per impugnare un testamento e le disposizioni in esso contenute.

Ebbene, poiché, difficilmente, la persona deceduta conservava il proprio danaro nel materasso, sappiamo che esso è solitamente depositato presso le banche, dove, per motivi di riservatezza, le informazioni sono oltremodo protette, a meno che non siano richieste dal titolare del conto.

 

 

Mio padre è morto: posso accedere al suo conto?

Se siete degli eredi, vi trovate a tutti gli effetti nella posizione di poter accedere ad ogni informazione bancaria relativa al conto corrente del defunto.

Ad esempio, dopo la morte del proprio genitore, l’erede che vuole accedere ai dati riguardanti i contratti bancari in origine intestati al deceduto, ha diritto ad avere tutte le informazioni relative all’istituto bancario in questione, comprese anche quelle riguardanti le generalità di eventuali terzi cointestatari dei contratti in esame.

Infatti, la legge prevede, in materia di dati personali relativi alle persone decedute, il diritto di accesso a favore di chiunque via abbia interesse [1]. Tra questi, ovviamente, vi sono gli eredi.

Nello specifico, altresì, la normativa in vigore stabilisce che colui che a qualunque titolo succede al cliente di una banca, ha diritto di ottenere copia della documentazione inerente alle operazioni degli ultimi dieci anni [2].

Tali disposizioni non sono oggetto di controversia. La banca, a volte, pretende dal richiedente di dimostrare la propria qualità di successore, ma l’erede, dimostratosi tale, non può vedersi negato il proprio diritto di accesso. Ragion per cui, basta presentare un richiesta scritta all’istituto in questione, è il gioco è fatto.

 

La descritta pacifica interpretazione e applicazione della normativa in materia, è stata, altresì più volte confermata dalle decisioni in merito del Garante della Privacy [3], investito del ricorso alternativo alla tutela giurisdizionale previsto dalla legge [4].

 

In conclusione, l’unico limite al diritto di accesso ai dati bancari del defunto, è soltanto solo quello temporale del decorso del termine decennale. Ciò vale anche per i conti cosiddetti estinti, rispetto ai quali l’istituto di credito in questione non può certamente cancellare o distruggere la relativa documentazione, dovendo invece, conservare il tutto, sempre per dieci anni.


[1] Art 9 Dlgs. 196/2003.

[2] Art. 119 Dlg. 385/1993.

[3] Garante della Privacy decisioni del 08.10.2003 – 03.04.2002.

[4] Art. 145 Dlg. 385/1993.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti