Cattivo odore degli animali del vicino: cosa fare
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10 Nov 2016
 
L'autore
Emanuele Carbonara
 


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Cattivo odore degli animali del vicino: cosa fare

Nei rapporti di vicinato può accadere che gli animali del nostro confinante rendano l’aria irrespirabile e malsana: ecco come comportarsi in questi casi.

 

Se gli animali del vicino emanano cattivo odore, la prima cosa da fare è segnalare il fatto alla Asl territorialmente competente, presentando un esposto in carta semplice. La struttura sanitaria interverrà inviando un tecnico, il quale verificherà di persona la situazione e scriverà un verbale. Inoltre, se la puzza è intollerabile, potremo denunciare il nostro vicino per il reato di «getto di cose pericolose»: egli potrà subire un arresto e una piccola ammenda. Vediamo nel dettaglio come comportarsi se ci troviamo in questa situazione.

Cattivo odore dagli animali del vicino: l’esposto alla Asl

Mettiamo il caso che il nostro vicino sia proprietario di animali di qualunque genere e che dal suo recinto o giardino provenga un puzzo intollerabile (ad esempio per via degli escrementi). Come tutelarsi? In questi casi, spesso non basta avvertire il nostro confinante del problema, che potrebbe continuare a riproporsi quotidianamente. Cosa fare dunque per risolverlo in modo definitivo?

 

La prima cosa da compiere è presentare un esposto alla Asl territorialmente competente. Questa struttura, infatti, è abilitata a ricevere le segnalazioni in merito a inconvenienti e a situazioni di rischio igienico-sanitario. L’esposto va presentato in carta semplice direttamente presso la Asl. Occorre descrivere nel dettaglio la situazione, fornendo tutti i dati necessari (generalità proprie e del vicino, indirizzo ecc.) e sottolineando che il cattivo odore è intollerabile. All’invio dell’esposto seguirà una risposta della struttura sanitaria, tramite una lettera che ci informerà di tutti i dettagli del procedimento appena avviato (nome del tecnico che effettuerà l’accertamento, tempo in cui presumibilmente verrà concluso l’iter e così via).

 

Quindi, il personale tecnico nominato dalla struttura sanitaria effettuerà una ispezione sul posto, in modo da verificare di persona (e in veste ufficiale) la situazione. All’ispezione potranno partecipare tutti gli interessati, eventualmente accompagnati dai propri consulenti tecnici. Tutte le operazioni compiute e i risultati raggiunti verranno raccolti in un verbale. La Asl adotterà quindi i provvedimenti opportuni, segnalando il fatto, se necessario, all’autorità giudiziaria. Il verbale redatto nell’ispezione potrà essere utilizzato per presentare una denuncia all’autorità giudiziaria, in modo che il proprietario degli animali sia sottoposto a procedimento penale. Vediamo come.

Il cattivo odore degli animali può configurare reato

Il verbale redatto dal tecnico Asl può essere utilizzato come prova a supporto di una denuncia penale. Potremo quindi denunciare il nostro vicino, in modo che egli sia sottoposto a procedimento penale per il reato di «getto di cose pericolose»[1]. Eventualmente poi, potremo costituirci parte civile nel processo (ossia comparire come soggetti danneggiati), per ottenere un risarcimento in denaro.

 

La Cassazione [2] ha infatti stabilito che se il cattivo odore proveniente dagli animali del vicino supera la normale tollerabilità, egli commette il reato sopracitato. Infatti, il reato di getto di cose pericolose è configurabile anche nel caso di immissioni olfattive, che rendano l’aria irrespirabile e non salubre. Il requisito fondamentale perché il reato si realizzi è costituito dal fatto che la puzza deve superare la normale tollerabilità: solo in questo caso essa può considerarsi molesta. In poche parole, è necessario che il fetore sia oggettivamente insopportabile, ovvero che tutta la collettività lo avverta come tale (non basta quindi che il tanfo risulti fastidioso solo per una persona particolarmente sensibile, mentre per tutti gli altri no). La valutazione è effettuata dal giudice caso per caso.

 

A questo proposito la Cassazione afferma che, per provare in giudizio che la puzza supera la normale tollerabilità, non è necessario che il livello inaccettabile delle esalazioni venga accertato formalmente da un tecnico competente: sono invece sufficienti le testimonianze di tutti i vicini, che dichiarino che il cattivo odore è insopportabile.

 

Le pene previste per il reato in questione sono l’arresto fino ad un mese e l’ammenda fino a 206 euro.


In pratica

Se dagli animali del vicino provengono cattivi odori, occorre:

segnalare il problema al proprietario, in modo da cercare una soluzione pacifica;

se il problema non viene risolto, inviare un esposto alla Asl, chiedendo l’ispezione sanitaria di un tecnico: quest’ultimo redigerà un verbale. La Asl adotterà i provvedimenti necessari;

si può inoltre sporgere denuncia penale nei confronti del vicino (utilizzando il verbale a supporto): il proprietario degli animali commette reato se la puzza supera la normale tollerabilità.

[1] Art. 674 cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 45230/2014 del 03/11/2014.

 

Autore immagine: Pixabay

 


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