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Lo sai che? Pubblicato il 10 novembre 2016

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Lo sai che? Prendere le cose buttate nel cassonetto è reato?

> Lo sai che? Pubblicato il 10 novembre 2016

Nonostante la possibile lesione della privacy, i rifiuti gettati nella spazzatura non sono più di nostra proprietà ma del Comune: quindi, frugare nella spazzatura è furto ma nei confronti dell’amministrazione.

Cosa rischia chi fruga nella spazzatura? Quali sono le sanzioni previste per chi invade la nostra privacy, rovistando nei cassonetti alla ricerca di oggetti e, tra questi, trova bollette strappate con il codice fiscale dell’utente, vecchie foto e altri documenti importanti?

Come abbiamo già spiegato, in passato, nell’approfondimento Frugare nella spazzatura altrui è reato – a cui rinviamo per ogni maggiore dettaglio su ciò che non troverete in questo articolo – chi prende cose buttate nel cassonetto commette reato di furto, ma non nei confronti di chi ha buttato il sacchetto di plastica con la spazzatura, ma del Comune. Questo perché, nel momento in cui buttiamo i rifiuti, questi diventano di proprietà del Comune medesimo (se così non fosse, del resto, l’amministrazione non potrebbe neanche procedere al riciclo ed eventualmente guadagnarci senza la sicurezza che noi non possiamo chiedere una percentuale!).

Per comprendere meglio come stanno le cose, immaginiamo di essere scesi di casa e di aver buttato dell’immondizia nel relativo cassonetto pubblico, magari facendo attenzione anche a rispettare la differenziata. Allontanandoci vediamo però delle persone che rovistano nella spazzatura e che, in particolare, aprono proprio i sacchetti di cui solo un minuto prima ci eravamo sbarazzati. Allora torniamo indietro e chiediamo loro di lasciare quello che hanno preso nel cassonetto. Niente da fare: loro ci rispondono che quegli oggetti non ci appartengono più e che fanno ora più comodo a loro. Ci scaldiamo e ne nasce una discussione.

Chi ha ragione? Le due persone che fanno leva sul fatto che quegli oggetti, essendo stati ormai abbandonati e lasciati nella spazzatura, non appartengono più a nessuno o comunque non certo a noi che abbiamo deciso di disfarcene? Oppure noi? Che non vogliamo invasioni della nostra privacy, che qualcuno conosca i nostri segreti domestici, finanche le cose che abbiamo gettato e che, anzi, pretendiamo che queste siano mandate solo al macero dal Comune? Cosa prevede la legge?

La soluzione non è così scontata come sembra. Sentite. Quando ci liberiamo della spazzatura nei cassonetti, quella spazzatura diventa di proprietà del Comune. Chi vi fruga dentro e porta via qualcosa, non porta via qualcosa di nostro, ma dell’ente locale. Dunque, a tutto voler concedere, il reato di furto c’è, ma nei confronti del Comune. Reato, che prevede la reclusione fino a 3 anni e una multa da 154 a 516 euro. Anzi, in questo caso scatta anche l’aggravante per aver rubato cose esposte alla pubblica fede, ossia che si trovano in mezzo a una strada.

Quando vediamo rubare qualcuno nei cassonetti, possiamo solo limitarci a informare il Comune, a fare cioè una semplice segnalazione: solo il Comune, infatti, può avviare azioni penali. Cosa che, tuttavia, difficilmente farà, posto che, spesso, dietro questo triste “reato” si nascondono situazioni di forte disagio economico contro le quali difficilmente si vuol reagire proprio per non infierire troppo.

Allora spetta a noi stare molto attenti, quando buttiamo i nostri rifiuti nella spazzatura, a non lasciare tracce della nostra vita privata, a strappare per bene i fogli che possono contenere i nostri dati personali, della nostra famiglia, le foto il cui possesso potrebbe ledere la nostra privacy. Difatti, una volta liberatici della spazzatura, non ne siamo più i legittimi proprietari.

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1 Commento

giovanni cascelli

11 novembre 2016 alle 05:48

a Roma i cassonetti vengono visitati da una miriade di persone di nazionalità per lo più romena,da anni ed anni e nessuno dice nulla,,i preposti volgono gli occhi altrove…i reperti vengono venduti negli improvvisati mercatini all’alba,in disprezzo delle norme sanitarie….il degrado ha raggiunto a Roma un apice insopportabile ma chi deve controllare ….se ne guarda bene dall’intervenire

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