Vacanza rovinata: il tour operator deve offrire alternative
Lo sai che?
11 Nov 2016
 
 

Vacanza rovinata: il tour operator deve offrire alternative

Se uno o più servizi del pacchetto vacanza tutto compreso sono inutilizzabili, il tour operator deve offrire soluzioni alternative oppure risarcire i turisti.

 

Quando si acquista da un tour operator un pacchetto turistico con formula tutto compreso  può capitare che, durante il soggiorno nella località turistica prescelta, si verifichino eventi che impediscono al turista di fruire di alcune delle attività e dei servizi inclusi nel prezzo.

In questi casi il pericolo è che la vacanza sia irrimediabilmente rovinata.

 

 

Le carenze del tour operator

Se questo accade per colpa del tour operator, ad esempio per via di sue carenze organizzative o per la scarsa qualità dei servizi offerti, allora esso, in quanto organizzatore della vacanza, sarà ritenuto responsabile e dovrà risarcire i danni.

In questo caso sarà necessario verificare se ci siano state difformità fra gli standard qualitativi dei servizi promessi o pubblicizzati dal tour operator e quelli realmente offerti [1].

 

 

Gli eventi imprevedibili e inaspettati

Se, invece, la vacanza è rovinata da eventi imprevedibiliinevitabili, come disastri naturali oppure incidenti causati da intervento umano, la legge prevede che il tour operator non possa essere considerato responsabile del fatto che i suoi clienti improvvisamente non possano più trascorrere le proprie vacanze nella località prescelta o non possano godere di alcuni specifici servizi, come ad esempio il mare e le spiagge [2].

Il tour operator, quindi, sarà giustificato esclusivamente per quanto riguarda la sua improvvisa impossibilità di garantire la prosecuzione della vacanza, nei luoghi colpiti dagli eventi inaspettati e inevitabili oppure di garantire lo svolgimento di tutte quelle attività che facevano parte dell’offerta di vacanza prospettata, al momento dell’acquisto.

 

 

Le soluzioni alternative

A carico del tour operator rimane comunque l’obbligo di adoperarsi per offrire ai propri clienti delle soluzioni di vacanza alternative a quella divenuta ormai in tutto o in parte irrealizzabile, che consentano loro di raggiungere ugualmente il proprio scopo di piacere [3].

Il turista, infatti, sceglie di acquistare un pacchetto vacanza perché è allettato dalle proposte commerciali del tour operator e dagli standard qualitativi che esso gli garantisce e il suo fine è quello di trascorrere una vacanza che soddisfi tutte le sue aspettative.

Nel caso dei pacchetti turistici con formula «tutto compreso», questo fine è considerato addirittura il motivo fondamentale che spinge il consumatore ad acquistare la vacanza e pertanto, ognuna delle attività e dei servizi turistici, di cui si compone il pacchetto, diventa un elemento essenziale per la sua completa soddisfazione.

Perciò, se improvvisamente il turista si trova nella condizione di non poter più fruire di uno o più servizi, inclusi nel prezzo del pacchetto acquistato, il tour operator sarà sempre obbligato a proporre al turista soluzioni di vacanza alternative, che abbiano lo stesso livello qualitativo o addirittura un livello superiore a quella originario. Persino nel caso in cui questa impossibilità sia dovuta ad eventi straordinari e inevitabili [4].

Se non rispetta quest’obbligo, il tour operator dovrà rimborsare al turista una somma di denaro, corrispondente alla differenza fra il tipo di vacanza originariamente prevista e quella concretamente effettuata, oltre a eventuali ulteriori danni [5].

 

Un caso esemplare di danno da vacanza rovinata è quello di un consumatore che acquista da un tour operator un pacchetto vacanza tutto compreso, per un soggiorno presso una località marittima.

Durante il soggiorno, si verifica un evento imprevedibile e inevitabile, come ad esempio una tempesta che distrugge le strutture balneari oppure ad esempio un incidente occorso ad una petroliera, che causa uno sversamento di petrolio in mare, a causa del quale alcuni servizi inclusi nel pacchetto turistico, come ad esempio il mare e le spiagge, diventano impraticabili.

In questo caso il tour operator non è responsabile del fatto che i turisti non possano più godersi il mare e le spiagge di quella specifica località, nella quale è avvenuto disastro, perché esso non poteva far nulla per prevedere o evitare che si verificasse l’evento da cui scaturisce questo disagio.

Tuttavia il tour operator dovrà comunque garantire ai suoi clienti una soluzione alternativa per la prosecuzione della vacanza, ad esempio offrendo loro di proseguire il soggiorno presso un altro villaggio o struttura turistica, sito in un’altra località marittima.

È importante sapere che qualsiasi proposta alternativa dovrà avere lo stesso livello di qualità previsto per la vacanza originaria, oppure addirittura un livello superiore e dovrà anche prevedere la possibilità di fruire delle stesse attività e degli stessi i servizi.

Altrimenti, se non è in grado di garantire tutto ciò, il tour operator dovrà rimborsare ai clienti una somma in denaro, corrispondente alla parte di vacanza che essi hanno acquistato, ma di cui non hanno potuto godere, oltre a eventuali ulteriori danni che essi hanno subito.

Di fronte ad un rifiuto, il consumatore potrà agire legalmente per vedersi riconosciuto quanto gli spetta.

Se, invece, il tour operator ha carenze organizzative o strutturali, che di fatto impediscono ai clienti di fruire di alcuni dei servizi inclusi nel pacchetto vacanza «tutto compreso» oppure se questi servizi sono disponibili, ma la loro qualità è scadente, a differenza di quanto promesso al momento dell’acquisto del pacchetto (come accade ad esempio nel caso di una struttura turistica con camere sporche o fatiscenti oppure di una struttura con servizio mensa di pessima qualità) il tour operator sarà considerato direttamente responsabile del disagio causato ai turisti e pertanto sarà obbligato a rimborsarli, per avergli rovinato la vacanza.


[1] Questo dispone l’articolo 43 del Codice del turismo, Decreto legislativo 23.05.2011 n° 79.

[2] Questo dispone l’articolo 42 del Codice del turismo.

[3] Questo dispone l’articolo 46, comma secondo, del Codice del turismo.

[4] In quest’ultimo caso, però, il fatto che i servizi siano di qualità superiore a quelli originariamente acquistati dal turista, non autorizza il tour operator a chiedergli il pagamento di un sovrapprezzo.

 

Autore immagine: Pixabay

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti