Ape, regali alla banca da 1000 a 21000 euro
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11 Nov 2016
 
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Noemi Secci
 


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Ape, regali alla banca da 1000 a 21000 euro

Anticipo pensionistico, interessi del prestito e costo dell’assicurazione: il pensionato può arrivare a pagare anche 21000 euro in più.

 

Un “regalo” alle banche, che può arrivare a costare al pensionato anche 21.000 euro: è quanto emerge dalle simulazioni relative all’Ape, il nuovo anticipo pensionistico. Si tratta della possibilità di ricevere un trattamento anticipato, sino a 3 anni e 7 mesi prima che maturi l’età per la pensione di vecchiaia, grazie a un prestito bancario, che fa dà “ponte” tra l’uscita dal lavoro e la liquidazione della pensione vera e propria.

Il prestito viene erogato da una banca convenzionata non tutto in una volta, ma sotto forma di rate mensili: l’Ape mensile sarà pari, al massimo, al 90% della futura pensione, anche se la misura minima e massima del trattamento dovranno essere stabilite, con precisione, da un dpcm (decreto del presidente del consiglio dei ministri). La futura pensione dovrà essere pari ad almeno 1,4 volte il trattamento minimo, cioè a circa 702 euro e l’anticipo dovrà avere una durata minima di 6 mesi.

Il prestito dovrà essere restituito in rate ventennali e non sarà a tasso zero; inoltre, dovrà essere obbligatoriamente stipulata un’assicurazione per il rischio di premorienza del pensionato. Anche i costi dell’assicurazione e gli interessi dovranno essere stabiliti a parte, ma, in base a quanto reso noto, la penalizzazione media della pensione dovrebbe aggirarsi intorno al 4,7% per ogni anno di anticipo. In pratica, significa che, se Tizio va in pensione 3 anni prima, la pensione gli viene diminuita di circa il 14%: quindi, se l’importo lordo del trattamento lordo è pari a 1.000 euro al mese, con l’Ape diminuisce a circa 860 euro mensili.

Tradotto in “soldoni”, vuol dire che chi ha diritto a una pensione pari a 1.000 euro, oltre a restituire tutti gli importi anticipati, riconoscerà alla banca e all’assicurazione 1.000 euro in più oltre agli importi finanziati, per un anticipo minimo di 6 mesi; riconoscerà, invece, un massimo di 7.000 euro, in caso di anticipo pari a 3 anni e 7 mesi.

Gli importi raddoppiano, nel caso di una futura pensione pari a 2000 euro mensili e vengono triplicati se la pensione ammonta a 3000 euro, con un “regalo” alla banca di oltre 21.000 euro. Ma vediamo subito i calcoli nel dettaglio.

 

 

Ape: quanto perdi se la tua pensione è pari a 1.000 euro

Se la tua futura pensione ammonta a 1.000 euro e l’anticipo netto percepito è pari a 850 euro per il solo periodo minimo di 6 mesi, oltre a restituire i 5.100 euro che ti sono stati prestati dovrai dare alla banca altri 1.010 euro, perché l’importo totale da restituire è di 6.110 euro. Questo, considerando una penalizzazione del 4,7%, in base a quanto previsto.

Se, con la stessa pensione, richiedi un anticipo di 3 anni e 7 mesi, devi restituire un totale di 43.788 euro circa, di cui soltanto 36550 euro sono relativi all’Ape anticipata: il “regalo”, qui, è dunque molto più consistente e pari a 7.238 euro.

 

 

Ape: quanto perdi se la tua pensione è pari a 2.000 euro

Se la tua futura pensione ammonta a 2.000 euro e l’anticipo netto percepito è pari a 1.700 euro per il solo periodo minimo di 6 mesi, oltre a restituire i 10.200 euro che ti sono stati prestati dovrai dare alla banca altri 2.020 euro, perché l’importo totale da restituire è di 12.220 euro. Questo, sempre considerando una penalizzazione del 4,7%, in base a quanto previsto.

Se, con la stessa pensione, richiedi un anticipo di 3 anni e 7 mesi, devi restituire un totale di 87.576,67 euro circa, di cui soltanto 73.100 euro sono relativi all’Ape anticipata: il “regalo”, qui, è dunque pari a 14.476,67 euro.

 

 

Ape: quanto perdi se la tua pensione è pari a 3.000 euro

Se la tua futura pensione ammonta a 3.000 euro e l’anticipo netto percepito è pari a 2.550 euro per il solo periodo minimo di 6 mesi, oltre a restituire i 15.300 euro che ti sono stati prestati dovrai dare alla banca altri 3.030 euro, perché l’importo totale da restituire è di 18.330 euro. Questo, sempre considerando una penalizzazione del 4,7%, in base a quanto previsto.

Se, con la stessa pensione, richiedi un anticipo di 3 anni e 7 mesi, devi restituire un totale di 13.136,5 euro circa, di cui soltanto 10.965 euro sono relativi all’Ape anticipata: il “regalo”, qui, è dunque pari a 21.715 euro.

Naturalmente, i costi e i guadagni di banche e assicurazioni aumentano ulteriormente all’aumentare della futura pensione: in queste proiezioni si è voluto inserire un tetto limite della futura prestazione pari a 3.000 euro in quanto probabilmente sarà stabilita una soglia massima di trattamento per accedere all’Ape volontaria, anche se non è stato reso noto ancora nulla di certo in merito.

 

 

Credito d’imposta per recuperare gli interessi e i premi

Parte del “regalo” alle banche e alle assicurazioni, comunque, si può recuperare grazie al riconoscimento di un credito d’imposta. Secondo il testo della Legge di bilancio 2017, difatti, a fronte degli interessi sul finanziamento e dei premi assicurativi per la copertura del rischio di premorienza corrisposti, è riconosciuto all’interessato un credito di imposta annuo, nella misura massima del 50% dell’importo pari a un ventesimo degli interessi e dei premi assicurativi complessivi.

Il credito d’imposta non è tassato ed è riconosciuto dall’Inps per l’intero importo, rapportato a mese, a partire dal primo pagamento del trattamento di pensione. L’Inps recupera il credito rivalendosi sulle ritenute da versare mensilmente all’erario nella sua qualità di sostituto d’imposta.

 

 

Ape sociale

Nessuna penalizzazione, invece, per chi aderisce all’Ape sociale, in quanto l’anticipo, in questo caso, costituisce una prestazione di assistenza che non deve essere restituita, non un finanziamento bancario.


 


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Commenti
12 Nov 2016 Renato

Credo che pochi saranno interessati all’APE. Oltre a mandare la gente in pensione con 6 anni di ritardo e conseguente furto perché di questo si tratta, vogliono far guadagnare le banche. In definitiva quello che uno dovrà pagare per 20 anni sarà per 3 anni e 7 mesi poco più di 1/3 della pensione ( se poi contiamo il credito di imposta , sarà pari a circa il 17%.