Ci deve essere un medico sull’ambulanza?
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11 Nov 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Ci deve essere un medico sull’ambulanza?

La presenza di un medico a bordo di un’ambulanza non sempre è obbligatoria: decide la centrale operativa in base alla gravità dell’emergenza.

 

Già star male non è una bella avventura. Ma dover chiamare un’ambulanza e scoprire che a bordo non c’è un medico può destare qualche perplessità. Non c’è una legge che dica che ci deve essere un medico sull’ambulanza. Perché le chiamate di soccorso sono diverse una dall’altra. Tocca, quindi, a chi riceve quella telefonata decidere se è il caso di inviare un medico insieme all’ambulanza o di far salire a bordo soltanto dei volontari che si occuperanno, se fosse il caso, del trasporto del malato in ospedale.

 

 

Posso pretendere che ci sia un medico sull’ambulanza?

In teoria no. Non è chi fa la telefonata al numero di emergenza a decidere o a pretendere. E’ l’operatore che riceve la telefonata (preparato, per carità) a valutare l’entità dell’urgenza e, di conseguenza, a decidere chi deve salire a bordo dell’ambulanza. Dire al telefono «mio marito si sente male, gli gira la testa, ha la nausea»” non è come dire «mio marito ha perso i sensi, non mi risponde più, ha un forte dolore al petto». Sicuramente nel primo caso partiranno in ambulanza i volontari, addestrati per intervenire a dovere sul posto. Nel secondo caso, invece, insieme all’ambulanza partirà la cosiddetta auto medica, con a bordo un dottore.

 

 

Chi c’è a bordo di un’ambulanza

Così come ci sono emergenze ed emergenze, per il Ministero della Salute ci sono anche ambulanze ed ambulanze. Esistono quelle di trasporto di primo soccorso, a bordo delle quali non ci deve essere obbligatoriamente un medico. Ci saranno sicuramente l’autista e almeno due soccorritori in possesso di abilitazione di livello avanzato, cioè preparati per prestare una prima assistenza al malato sul luogo da cui è stata ricevuta la richiesta di intervento. Esistono, poi, le ambulanze di soccorso avanzato, che prevedono già la presenza di un medico, e le ambulanze di rianimazione. A bordo di queste ultime è obbligatoria la presenza del medico in possesso della specializzazione in anestesia e rianimazione, oppure dell’attestato di frequenza e superamento del corso di emergenza – urgenza [1] o, ancora, un medico specializzato nella patologia manifestata dalla persona bisognosa di soccorso. L’anestesista-rianimatore, insieme ad un infermiere professionale, deve trovarsi sempre anche a bordo dell’elisoccorso.

 

 

Quando non ci deve essere un medico sull’ambulanza?

Oltre al caso già citato, cioè quello del trasporto di primo soccorso, il medico non è obbligato a salire sull’ambulanza quando l’Asl attiva la modalità del cosiddetto «rendez vous», che consente al medico di recarsi sul luogo dell’intervento con i propri mezzi. Oppure, quando l’intervento può essere affrontato da personale paramedico debitamente addestrato per sostituire, in certe situazioni, un dottore. In altre parole, il medico arriverà sicuramente ad assistere un malato se quest’ultimo si trova in codice rosso o codice giallo (quelli in cui ci può essere pericolo di vita), mentre per un codice verde, quello meno grave, interverrà sicuramente il personale paramedico.

Comunque, in caso di presunto codice rosso o codice giallo, il medico non arriva sul luogo da cui è stato richiesto l’intervento proprio sull’ambulanza ma sull’auto medica, un secondo veicolo che accompagna l’ambulanza. Si tratta di un Mezzo di Soccorso Avanzato (Msa), a bordo del quale viaggiano (oltre all’autista) un dottore, un infermiere e l’attrezzatura necessaria per il primo intervento. La decisione di far uscire l’auto medica insieme all’ambulanza spetta alla centrale operativa che ha ricevuto la chiamata di emergenza in base alla descrizione del quadro clinico. La centrale, infatti, può decidere di inviare solo l’ambulanza senza medico, di far uscire entrambi i mezzi di soccorso o di inviare soltanto l’auto medica con a bordo il dottore. Sarà quest’ultimo a decidere se chiamare un’ambulanza per il trasporto in ospedale o se limitarsi a prescrivere una terapia lasciando il paziente a casa.

 

Saremmo tutti più tranquilli se, ad ogni richiesta di intervento, ci fosse un medico sull’ambulanza? Sicuramente sì. La stessa domanda se la pongono i sanitari addetti ai lavori. Tant’è che in tempi recenti l’Ordine dei Medici ha preso posizione con un documento inviato al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Poche righe il cui sunto è: «Gli atti medici non possono essere affidati ad infermieri e di fronte a ogni malato in condizioni critiche, o potenzialmente tali, deve essere attivato il medico che deve essere presente di persona per valutare con una sua diagnosi il da farsi». Ecco, «in condizioni critiche, o potenzialmente tali». Questo è il punto. Se chi chiama per chiedere un’ambulanza non è in grado di spiegarsi bene, o perché non riesce a focalizzare bene il problema o perché troppo agitato, l’emergenza può essere sottovalutata e l’ambulanza partirà senza un medico, sperando che Dio la mandi buona al malato. Al contrario, la centrale operativa può mandare due mezzi con tanto di medico a sirene spiegate per uno starnuto riuscito male.

 

Ma il volontario che risponde al telefono è perseguibile se sbaglia? Purtroppo per lui sì. Il volontario, in quanto incaricato di pubblico servizio [2] è chiamato a rispondere delle sue azioni in ambito penale, civile, amministrativo o disciplinare, a seconda del danno che abbia provocato.

Ad ogni modo, la gestione del sistema di emergenza sanitaria spetta alle Regioni. Che, spesso (per non dire sempre) lamentano problemi di budget. Pochi soldi, pochi contratti. E questo dice tutto.


[1] Art. 66 e all. P del DPR 270/2000.

[2] Art. 358 cod. pen.

 


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Commenti
11 Nov 2016 luca cimino

ma perchè parlate di volontari e paramedici? i secondi in Italia non esistono mentre la maggior parte del personale in servizio sui mezzi di soccorso è personale dipendente, al “centralino” inoltre è per legge obligatoria la presenza di un infermiere. aggiungo anche che l’invio del medico ad ogni richiesta di ambulanza è uno spreco di energie, ci sono codici gialli che sono gestiti tranquillamente dall’infermiere. sarebbe opportuno ricordare alla popolazione che un mal di pancia o un raffreddore devono essere trattati dal medico di famiglia e con prodotti da banco in farmacia senza chiamare l’ambulanza per farsi portare in ospedale

 
12 Nov 2016 Daniele Cereda

Egr. Dott. Garcia, lavoro nel mondo del soccorso preospedaliero italiano da circa 22 anni,ho all’attivo 5 anni di lavoro all’estero sempre nel medesimo contesto,un titolo accademico in ing. e prossimo a quello in medicina, ritengo quindi di aver eil minimo sindacale di curriculum per potermi pronunciare:non so chi siano le Sue fonti, ma reputo debba rivederle alla luce di quanto prodotto, perchè nello scritto che propone non c’è quasi nulla di rispecchiante la realtà odierna italiana di soccorso. Sarebbe troppo lungo qui puntualizzare ogni singola imprecisione, ma davvero, si fidi, nulla di quanto esposto corrisponde alla realtà italiana che, per inciso, non è omogenea e ad oggi si presenta con 20 varianti differenti a livello organizzativo. Cordiali saluti Daniele Cereda

 
14 Nov 2016 Massimo Di Benedetto

Per rispondere in maniera semplice alla domanda di questo contributo: la responsabilità dell’invio del mezzo appartiene alla centrale operativa che riceve la richiesta di soccorso. È l’infermiere di centrale operativa che risponde alla chiamata e che attiva i mezzi necessari. Il cittadino ha il diritto di chiamare il servizio di emergenza e di ricevere la giusta risposta alla sua richiesta che può variare dal mantenimento del paziente a domicilio fino all’invio di mezzi di soccorso avanzati che a seconda dell’azienda sanitaria locale può prevedere la presenza di un medico, di un infermiere o di entrambi.

 
14 Nov 2016 Massimo Di Benedetto

Ribadisco in maniera diversa il concetto della prima parte del mio commento: è pericoloso scrivere di un argomento in maniera approssimativa, getta più insicurezza e confusione nel cittadino che giustamente poi si trova spiazzato quando è costretto ad utilizzare i servizi di emergenza.