Multa autovelox, cosa contestare?
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11 Nov 2016
 
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Multa autovelox, cosa contestare?

Multe per eccesso di velocità rilevate da autovelox, ecco come fare ricorso al giudice di pace e come impugnare il verbale.

 

Ormai possiamo dirlo senza incertezze: se l’autovelox non è tarato la multa è nulla. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale dell’anno scorso [1] che ha dichiarato illegittimo il codice della strada, rendendo obbligatoria la periodica revisione degli strumenti elettronici di controllo della velocità, non c’è giudice che, almeno su questo punto, non accolga i ricorsi degli automobilisti. In sostanza, al multato spetta solo impugnare la multa eccependo la mancata taratura dell’autovelox da parte dell’amministrazione (farebbe, tuttavia, meglio a fare prima un’istanza di accesso agli atti amministrativi all’organo accertatore per verificare l’effettiva omissione, onde evitare costi inutili di giudizio e trovarsi poi dinanzi alla prova contraria).

 

Obbligo di taratura periodica anche per il Tribunale di Benevento che, più di recente [2], ha illustrato come contestare le multe con autovelox. Le amministrazioni hanno il dovere di sottoporre a verifiche puntuali e costanti tutti gli autovelox, altrimenti non possono utilizzarli o, se lo fanno, le multe per eccesso di velocità sono nulle. E ciò vale anche per gli apparecchi attivati manualmente dalla Polizia Stradale e per quelli provvisti di una sistema di “autodiagnosi”. La sola omologazione della ditta costruttrice dell’apparecchio non basta perché si tratta di una verifica effettuata una sola volta, all’atto del primo utilizzo dell’autovelox. Invece lo strumento di controllo elettronico della velocità, in quanto di precisione e spesso trasportato di strada in strada dalle auto della polizia, può essere soggetto a involontarie manomissioni, squilibri che ne possono pregiudicare il corretto funzionamento. Se anche una normale bilancia del mercato rionale – dice la Corte Costituzionale – è soggetta a taratura periodica, non si vede perché non debba esserlo anche l’autovelox.

 

Non importa che non esista alcuna legge ad imporre la taratura periodica degli autovelox: quello che dice la Corte Costituzionale è legge e, quindi, diventa obbligatorio su tutto il territorio nazionale. Secondo la Consulta «appare del tutto irragionevole la prospettata discriminazione, poiché l’assenza di verifiche periodiche di funzionamento e di taratura è suscettibile di pregiudicare l’affidabilità metrologica a prescindere dalle modalità di impiego delle apparecchiature destinate a rilevare la velocità». Essendo evidente che «il mantenimento nel tempo dell’affidabilità metrologica delle apparecchiature è un profilo che interessa anche i meccanismi di autodiagnosi che appaiono suscettibili, come le altre parti delle apparecchiature, di obsolescenza e deterioramento (…)». La costante manutenzione e taratura annuale dell’autovelox «si giustifica anche in considerazione del particolare valore probatorio che essi assumono sul piano processuale», posto che la foto dell’apparecchio comporta « un’inversione dell’onere della prova», imponendo al cittadino dimostrare il non corretto funzionamento. Giusto allora garantire a ogni automobilista, attraverso la taratura periodica, l’attendibilità di tali apparecchiature, attendibilità che viene garantita proprio dal controllo annuale.

 


[1] C. Cost. sent. n. 113/2015.

[2] Trib. Benevento sent. n. 154/16 del 24.06.2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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