Passaporto: rilascio negato
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13 Nov 2016
 
L'autore
Emanuele Carbonara
 


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Passaporto: rilascio negato

Viaggi all’estero: se non abbiamo pagato una multa non possiamo ottenere il passaporto; se abbiamo un figlio minore poi, la legge prevede restrizioni.

 

Il rilascio del passaporto viene negato in determinati casi stabiliti dalla legge. Ad esempio anche se non abbiamo pagato una semplice multa o ammenda, non potremo ottenere la consegna di questo documento. Inoltre, molti non sanno che, se siamo madri o padri di figli minori, avremo bisogno dell’assenso dell’altro genitore per chiedere e ricevere il passaporto: questa disposizione, lungi dal voler creare inutili oneri burocratici, è prevista esclusivamente per tutelare il minorenne. Vediamo nel dettaglio cosa dice la legge.

Il passaporto: cos’è e come richiederne il rilascio

Il passaporto è un documento di riconoscimento, il cui possesso è necessario per recarsi all’estero. Infatti, solo per viaggiare all’interno dell’Unione europea o in altri Stati che hanno aderito a specifici accordi (come la Norvegia) è sufficiente la carta d’identità. Il passaporto ha durata decennale. Quando scade, esso non si rinnova, ma occorre chiederne all’autorità competente il rilascio di uno nuovo. La domanda per ottenere il passaporto può essere fatta presso la Questura del luogo di residenza, presso i Commissariati di polizia o, se nel proprio paese non sono presenti questi uffici, presso il comando dei Carabinieri o gli uffici comunali.

 

Recentemente, la Polizia di stato ha predisposto un sistema che consente di evitare le lunghe code presso le strutture menzionate. Si tratta della richiesta online del passaporto: in pratica, tramite il sito della Polizia di stato, l’utente può prenotare luogo, data e ora di consegna del documento. In questo modo, basterà recarsi presso l’ufficio selezionato, nel giorno e all’ora stabiliti, per ricevere il passaporto senza fare la fila. Inoltre, tramite Poste italiane, è possibile ottenere il documento direttamente a casa o al proprio ufficio, usufruendo così del servizio di consegna a domicilio (attivo dal 27 ottobre 2014).

Rilascio del passaporto: quando viene negato?

La legge stabilisce i casi in cui il passaporto non può essere rilasciato [1]. Vediamo quali sono:

  1. persone sottoposte a potestà genitoriale (quindi minorenni) o a tutela: per tali soggetti occorre, rispettivamente, l’assenso dei genitori, del tutore oppure l’autorizzazione del giudice tutelare (ad esempio in caso di separazione dei i coniugi);
  2. genitori di figli minori: in questo caso occorre l’assenso dell’altro genitore del minorenne o, in mancanza, l’autorizzazione del giudice tutelare. Non rileva il fatto di essere separati, divorziati, sposati o conviventi: la norma è infatti prevista per tutelare il minore. L’altro genitore, quindi, deve firmare l’assenso davanti al pubblico ufficiale. Se impossibilitato a firmare personalmente, bisogna presentare un documento di assenso (disponibile sul sito della polizia) al rilascio del passaporto, insieme ad un documento di assenso all’espatrio: entrambi gli vanno firmati in originale;
  3. persone che devono espiare una pena restrittiva della libertà personale (carcere, arresti domiciliari ecc.). Il rilascio verrà negato anche se la pena è stata sospesa: infatti, lo Stato italiano ha l’esigenza di rendere effettiva ed esigibile la sanzione irrogata, evitando così eventuali fughe all’estero del condannato;
  4. persone che non hanno pagato una multa o un’ammenda, a meno che non intervenga il nulla osta dell’autorità che gestisce l’esecuzione della sentenza. Il nulla osta, però, non può essere concesso se la multa o l’ammenda sono state convertite in una misura restrittiva della libertà personale o se la loro conversione importerebbe una pena superiore a 1 mese di reclusione o a 2 mesi di arresto;
  5. persone sottoposte ad una misura di sicurezza detentive o a misure di prevenzione (ad esempio sorveglianza speciale o divieto di soggiorno in uno o più comuni o province);
  6. persone residenti all’estero che, richiedendo il passaporto dopo il 1 gennaio dell’anno in cui compiono il ventesimo anno di età, non hanno regolarizzato la propria posizione in relazione all’obbligo del servizio militare.

[1] Art. 3, L. n. 1185/1967.

 

Autore immagine: Pixabay

 


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