Rottamazione cartelle Equitalia 2016-2017, cosa cambia
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12 Nov 2016
 
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Rottamazione cartelle Equitalia 2016-2017, cosa cambia

Passa da 4 a 5 il numero di rate entro cui rottamare; la sanatoria si estende anche agli atti del 2016, agli avvisi di addebito dell’Inps e agli accertamenti esecutivi delle Entrate.

 

Dopo il voto in commissioni Bilancio e Finanze alla Camera, cambia non di poco il decreto legge sulla rottamazione delle cartelle di pagamento Equitalia, arricchendosi di maggiori possibilità per il contribuente: tra queste spiccano l’estensione della sanatoria anche a tutte le cartelle del 2016 e l’estensione delle rate a cinque. Ma procediamo con ordine.

 

Come tutti i decreti legge, anche quello di recente approvato dal Governo sulla cosiddetta definizione agevolata delle cartelle di pagamento – meglio conosciuta come «rottamazione» o «sanatoria» deve essere convertito in una legge del Parlamento, che ne approvi il testo, eventualmente apportando modifiche. L’approvazione deve intervenire entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto legge sulla Gazzetta Ufficiale, termine durante il quale, comunque, il Dl è già efficace e vincolante.

 

Nel caso della nuova – e discussa – normativa sulla rottamazione delle cartelle di pagamento – ci troviamo nella “fase 2”, quella cioè della conferma, da parte dei due rami del Parlamento, del testo approvato dall’Esecutivo. Le Camere, come detto, potranno apportare modifiche e queste sono già evidenti. La prima è, appunto, quella sulla possibilità di estendere la rottamazione anche a tutti i ruoli consegnati tra il 2000 e il 2016 (nella versione uscita dal Governo, invece, la deadline era fissata al 31 dicembre 2015).

 

Il secondo aspetto di rilievo è la data di presentazione della richiesta di adesione: ci sono due mesi in più per pensare alla eventuale convenienza della sanatoria per la propria posizione, posto che il termine per il deposito dell’istanza non è più il 23 gennaio ma il 31 marzo 2017.

 

Il terzo punto è l’estensione del numero di rate massime entro cui pagare il debito rottamato, che passa da quattro a cinque. Un termine che non porta grossi benefici soprattutto per chi deve pagare debiti consistenti.

Resta fermo che i pagamenti dovranno essere effettuati per il 70% delle somme complessivamente nell’anno 2017 e per il restante 30 nell’anno 2018. Il pagamento dovrà essere effettuato, distintamente in ciascuno dei due anni, in rate di pari ammontare, nel numero massimo di tre nel 2017 e due nel 2018. Per i pagamenti rateali, gli interessi sono dovuti nella misura del 4,5% a partire dal 1° agosto 2017.

Chi ha presentato domanda di definizione agevolata delle cartelle di pagamento riceverà, da Equitalia, entro il prossimo 31 maggio 2017, indicazioni sull’ammontare complessivo delle somme dovute per la definizione, nonché quello delle singole rate e il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse, attenendosi a questi criteri:

– per l’anno 2017, la scadenza delle singole rate è fissata nei mesi di luglio, settembre e novembre;

– per l’anno 2018, la scadenza delle singole rate è fissata nei mesi di aprile e settembre.

 

Non in ultimo, la rottamazione viene estesa agli accertamenti direttamente esecutivi dell’Agenzia delle Entrate e agli avvisi di addebito dell’Inps, anche se le relative somme non sono state affidate in riscossione a Equitalia. Il che estende la platea degli interessati.


 


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Commenti
13 Nov 2016 Fortuna Giuseppe

o delle cartelle di pagamento
non so se mi puo aitare

 
13 Nov 2016 mario albanese

buonasera ma le cartelle emesse prima del duemila cosa sucede