Bolletta del gas, come funziona autolettura e contatore
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13 Nov 2016
 
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Bolletta del gas, come funziona autolettura e contatore

Consumi stimati, comunicati con l’autolettura o verificati con il controllo del contatore da parte del dipendente della società del gas o elettrica?

 

Quando si tratta di verificare la bolletta della luce o del gas c’è sempre una gran confusione: vuoi perché a volte i contatori indicano un consumo inferiore rispetto a quello riportato sulla fattura, vuoi perché lo stesso contatore sembra non funzionare correttamente, vuoi infine perché la società della luce o del gas ha effettuato un calcolo presuntivo dei consumi del tutto incongruo. Tuttavia, stando a una sentenza del giudice di Pace di Salerno, la società elettrica o del gas deve effettuare, almeno una volta all’anno, la lettura del contatore, inviando un proprio addetto. In sintesi, la regola resta sempre quella dell’autolettura del contantore da parte dell’utente, in mancanza della quale la società fornitrice può procedere ad addebitare i consumi stimati sulla base delle precedenti fatture; resta però obbligata a effettuare il conguaglio almeno una volta all’anno sulla base di una verifica “personale” del contatore almeno una volta all’anno.

 

 

Come avviene il controllo dei consumi della luce e del gas?

Quanto abbiamo appena detto è la sintesi delle istruzioni del Garante dell’Energia Elettrica e del Gas (AEEG) [1]. L’Authority, in particolare, ha stabilito che il controllo dei consumi avviene tramite la lettura del contatore (definito anche gruppo di misura) da parte dell’impresa di distribuzione.

Il fornitore utilizza i dati di lettura trasmessi dal distributore ai fini della fatturazione con la stessa periodicità con cui devono essere effettuati i tentativi di lettura. Se il contatore si trova all’interno dell’unità immobiliare è necessaria la presenza e la collaborazione dell’utente.

 

All’utente con potenza disponibile non superiore a 16,5 kW (che non abbiano già un contatore elettronico con telelettura), il fornitore deve permettere di effettuare l’autolettura del proprio contatore, mettendo a disposizione strumenti che gli consentano di comunicare il proprio consumo (ad esempio numero verde, cartolina postale, indirizzo di posta elettronica, ecc.).

La comunicazione dell’autolettura da parte del cliente non libera il distributore dall’obbligo di effettuare le letture periodiche secondo le scadenze previste.

 

L’autolettura è valida ai fini della fatturazione, salvo il caso in cui il dato comunicato sia inverosimile rispetto alla media dei precedenti consumi: in questo caso il cliente deve essere informato e il fornitore procede alla stima del consumo.

 

In caso di contatore:

• tradizionale (o di contatore elettronico non ancora attivato) per la rilevazione dei consumi per fasce orarie, il distributore deve compiere un tentativo di lettura almeno una volta all’anno per i clienti con potenza disponibile non superiore a 16,5 kW (in pratica, tutti o quasi i clienti domestici); almeno una volta al mese per i clienti con potenza disponibile superiore a 16,5 kW;

• elettronico attivato per rilevare i consumi per fasce orarie, per i contatori con potenza disponibile non superiore a 16,5 kW, la lettura va effettuata almeno 1 volta al mese.

Se l’utente non effettua l’autolettura, il fornitore determina un consumo stimato in base al quale procede alla richiesta di pagamento. Tuttavia, il pagamento in base al consumo stimato è considerato in acconto ed è dunque fatto salvo il conguaglio (a credito o a debito dell’utente).

 

 

Che succede se il contatore non funziona?

Se l’utente ritiene che il contatore non funzioni regolarmente deve richiedere al fornitore un controllo [3]. Se ciò dovesse essere vero, la società è tenuta a ricostruire i consumi registrati erroneamente. L’utente dovrà pagare solo quanto effettivamente consumato sulla base di quanto verrà accertato in modo scientifico e con coerenza logica.

 

Se il guasto richiede l’immediata sostituzione del contatore, questa può avvenire soltanto con il consenso scritto dell’utente che, presa visione dei consumi registrati al momento della sua sostituzione, li sottoscrive.

 

 

Che valore ha la bolletta?

La bolletta costituisce prova delle registrazioni riportate se l’utente non le contesta; nel caso contrario, il gestore ha l’onere di fornire la dimostrazione della corrispondenza delle registrazioni in essa riportate a quelle del contatore centrale [4].

 


[1] Art. 3 Delib. AEEG 200/99, art. 6.2 All. B Delib. ARG/elt 199/11, Delibera n. 156/2007.

[2] Art. 6 Delib. AEEG 229/2001.

[3] Artt. 9, 10 e 11 Delib. AEEG 200/99.

[4]Cass. sent. n. 10313/2004.

 


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