Ospedali, il modulo per superare la lista d’attesa lunga
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13 Nov 2016
 
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Ospedali, il modulo per superare la lista d’attesa lunga

L’istanza con la richiesta da consegnare all’Azienda Sanitaria o Ospedaliera per poter usufruire di prestazione in regime di attività libero-professionale intramuraria.

 

Superare la lista d’attesa in ospedale è possibile: la legge lo consente ed è un diritto di ogni ammalato. In particolare, chi è costretto ad aspettare tempi superiori rispetto a quelli stabiliti dalla legge per una visita medica specialistica o un esame diagnostico, può chiedere che la stessa prestazione medica gli venga fornita nell’ambito dell’attività libero-professionale intramuraria (anche detta intramoenia) del singolo medico, senza costi aggiuntivi rispetto al ticket già pagato (ne abbiamo già parlato in Lista d’attesa in ospedale troppo lunga, che fare?). Ma procediamo con ordine.

 

 

Tempi di attesa negli ospedali

L’attesa di media nel pronto soccorso per l’accettazione è di 3 ore; i tempi invece per un eventuale ricovero vanno dalle 24 alle 36 ore. Una fotografia allarmante per il nostro Paese. Secondo il Ministero della Salute, lo scorso anno ben 11 milioni di persone avrebbero rinunciato alle cure del sistema sanitario nazionale a causa delle interminabili liste d’attesa. Ma cosa prevede la legge?

La legge fissa dei tempi massimi per le liste d’attesa. Eccoli:

 

Tempi massimi per le liste d’attesa

– visite medico-specialistiche: 30 giorni;

– accertamenti diagnostici strumentali come tac, risonanze magnetiche, gastroscopia, colonoscopia, ecografie, raggi, ecc.: 60 giorni.

 

 

L’alternativa alle liste d’attesa

Esistono delle alternative offerte al paziente in proporzione al suo bisogno. Una di queste è la possibilità di presentare un’istanza per prestazione in regime di attività libero-professionale intramuraria. In pratica, chi chiede una prestazione medico-specialistica o un accertamento diagnostico e si vede rispondere, dall’amministrazione, che i tempi di attesa superano rispettivamente i 30 e 60 giorni, può chiedere che quella medesima prestazione gli venga fornita in intramoenia, ossia in attività libero-professionale intramuraria, senza dover pagare il medico come “privato”, ma essendo tenuti a corrispondere solo il ticket.

Per far ciò è necessario presentare un’istanza al Direttore generale dell’Azienda sanitaria o dell’Azienda ospedaliera. La prima cosa da fare è scaricare il modulo cliccando qui.

 

Non si tratta certo di una novità. Però, lo sanno in pochi. Il modulo fa riferimento a una normativa del 1998 [1]. Tuttavia, nessuna Asl lo pubblica per quanto invece dovrebbe essere una procedura standard e immediata. A stabilirlo è la legge il cui testo abbiamo riportato qui in nota [1]: se un’Asl individua il tempo di attesa che non è quello massimo previsto dalla legge il cittadino ha la possibilità di chiedere la prestazione medica o diagnostica nei tempi previsti dalla legge (30 o 60 giorni) attingendo al canale della libera professione, quindi dell’intramoenia senza pagare altro che il ticket. E questa dovrebbe essere una procedura che le Asl dovrebbero attivare automaticamente, ma mai avviene così. Pertanto il cittadino è costretto a ricorrere alla richiesta con il modulo.

 

Dunque, al momento della prenotazione si ha diritto a conoscere la data in cui la prestazione richiesta verrà effettuata e il tempo massimo di attesa per quella prestazione. Se non viene comunicata la data, e il servizio si riserva di comunicarla successivamente, significa che la lista d’attesa è bloccata e che la prestazione non può essere garantita entro i tempi massimi stabiliti. A questo punto il cittadino può pretendere che la medesima prestazione gli sia fornita privatamente senza costi aggiuntivi rispetto al ticket.


[1] Dlgs 124/1998 art. 3 co. 13.

L’articolo 3 del decreto legislativo 129/1998 così stabilisce:

Articolo 3, Comma 10

Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le regioni disciplinano i criteri secondo i quali i direttori generali delle aziende unita’ sanitarie locali ed ospedaliere determinano, entro trenta giorni dall’efficacia della disciplina regionale, il tempo massimo che puo’ intercorrere tra la data della richiesta delle prestazioni di cui ai commi 3 e 4 e l’erogazione della stessa. Di tale termine e’ data comunicazione all’assistito al momento della presentazione della domanda della prestazione, nonche’ idonea pubblicita’ a cura delle aziende unita’ sanitarie locali ed ospedaliere.

Articolo 3, Comma 11

In caso di mancata definizione da parte delle regioni dei criteri e delle modalita’ di cui al comma 10, il Ministro della sanita’ vi provvede, previa diffida, tenendo conto dell’interesse degli utenti, della realta’ organizzativa delle aziende unita’ sanitarie locali ed ospedaliere della regione, della media dei tempi fissati dalle regioni adempienti. I direttori generali provvedono a determinare il tempo massimo di cui al comma 10 entro trenta giorni dall’efficacia del provvedimento ministeriale. Le determinazioni del Ministro cessano di avere effetto al momento dell’esercizio dei poteri regionali di cui al comma 10.

Articolo 3, Comma 12

Le regioni disciplinano, anche mediante l’adozione di appositi programmi, il rispetto della tempestivita’ dell’erogazione delle predette prestazioni, con l’osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi:

a) assicurare all’assistito la effettiva possibilita’ di vedersi garantita l’erogazione delle prestazioni nell’ambito delle strutture pubbliche attraverso interventi di razionalizzazione della domanda, nonche’ interventi tesi ad aumentare i tempi di effettivo utilizzo delle apparecchiature e delle strutture, ad incrementare la capacita’ di offerta delle aziende eventualmente attraverso il ricorso all’attivita’ libero-professionale intramuraria, ovvero a forme di remunerazione legate al risultato, anche ad integrazione di quanto gia’ previsto dai vigenti accordi nazionali di lavoro, nonche’ a garantire l’effettiva corresponsabilizzazione di sanitari dipendenti e convenzionati;

b) prevedere, anche sulla scorta dei risultati dell’attivita’ di vigilanza e controllo di cui all’articolo 32, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, idonee misure da adottarsi nei confronti del direttore generale dell’azienda unita’ sanitaria locale o dell’azienda ospedaliera in caso di reiterato mancato rispetto dei termini individuati per l’erogazione delle prestazioni ai sensi del comma 10;

c) imputare gli eventuali maggiori oneri derivanti dal ricorso all’erogazione delle prestazioni in regime di attivita’ libero-professionale intramuraria alle risorse di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni ed integrazioni, con conseguente esclusione di ogni intervento finanziario a carico dello Stato;

d) prevedere correzioni al regime di partecipazione al costo come definito nei commi 3 e 4 secondo i criteri desumibili dal comma 13.

Articolo 3, Comma 13

Fino all’entrata in vigore delle discipline regionali di cui al comma 12, qualora l’attesa della prestazione richiesta si prolunghi oltre il termine fissato dal direttore generale ai sensi dei commi 10 e 11, l’assistito puo’ chiedere che la prestazione venga resa nell’ambito dell’attivita’ libero-professionale intramuraria, ponendo a carico dell’azienda unita’ sanitaria locale di appartenenza e dell’azienda unita’ sanitaria locale nel cui ambito e’ richiesta la prestazione, in misura eguale, la differenza tra la somma versata a titolo di partecipazione al costo della prestazione e l’effettivo costo di quest’ultima, sulla scorta delle tariffe vigenti. Nel caso l’assistito sia esente dalla predetta partecipazione l’azienda unita’ sanitaria locale di appartenenza e l’azienda unita’ sanitaria locale nel cui ambito e’ richiesta la prestazione corrispondono, in misura eguale, l’intero costo della prestazione. Agli eventuali maggiori oneri derivanti dal ricorso all’erogazione delle prestazioni in regime di attivita’ libero-professionale intramuraria si fa fronte con le risorse di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni ed integrazioni, con conseguente esclusione di ogni intervento finanziario a carico dello Stato

 


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Commenti
13 Nov 2016 Giuseppe Miscali

Interessantissimo! Purtroppo però è Impossibile scaricare il modulo. Ho provato tantissime volte, ed ogni volta la risposta e: “Impossibile visualizzare la pagina”. Saluti Giuseppe Miscali

 
14 Nov 2016 Giorgio Pinelli

il modulo è incongruente in molti punti! Probabile formattazione sbagliata.

 
19 Nov 2016 Elisabetta Trevisani

Interessantissimo!
Ma la domanda è: se l’Azienda sanitaria non risponde nemmeno all’istanza di cui al fac simile pubblicato, il cittadino come può veder riconosciuti i propri diritti? Deve agire giudizialmente depositando decreto ingiuntivo?