Diabete, rinnovo patente dopo quanti anni?
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13 Nov 2016
 
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Diabete, rinnovo patente dopo quanti anni?

Se il medico curante certifica che il malato di diabete sta bene ed esclude complicanze il rinnovo della patente va fatto solo ogni cinque anni e non entro un termine più breve.

 

I malati di diabete devono rinnovare la patente entro termini più brevi rispetto a quelli dei propri coetanei: tutto dipende dalla gravità della malattia accertata dalla Commissione Medica. Il codice della strada, in proposito, stabilisce [1] che «l’accertamento dei requisiti psichici e fisici nei confronti dei soggetti affetti da diabete per il conseguimento, la revisione o la conferma delle patenti di categoria A, B, BE e sottocategorie, è effettuato dai medici specialisti nell’area della diabetologia e malattie del ricambio dell’unità sanitaria locale che indicheranno l’eventuale scadenza entro la quale effettuare il successivo controllo medico cui è subordinata la conferma o la revisione della patente di guida».

 

Avuto il certificato diabetologico, il conducente che chiede il rinnovo della patente, ma sia affetto da diabete, lo presenta all’Ufficio dell’Unità Sanitaria Locale territorialmente competente, cui sono attribuite funzioni in materia medico-legale, per l’espressione definitiva del giudizio di idoneità alla guida. In Commissione medico locale vanno solo i soggetti con complicanze evolutive tali da rendere a rischio la guida, per i quali il diabetologo non indica la durata del rinnovo.

 

Per le patenti A,B, BE la durata della patente è di non più di 5 anni se il diabetico è in trattamento con insulina o ipoglicemizzanti orali insulino-stimolanti.

Non ci sono invece limiti al rinnovo della patente per chi è solo in trattamento dietetico o con farmaci che non inducono ipoglicemie gravi che abbiano un buon controllo, senza complicanze: per loro il rinnovo della patente avviene secondo le regole generali previste per tutti gli altri automobilisti.

 

Torniamo al caso dell’automobilista diabetico in trattamento con insulina o ipoglicemizzanti orali insulino-stimolanti. Se il medico curante esclude complicanze e certifica che il controllo glicemico è adeguato, la motorizzazione deve concedere la patente almeno per cinque anni. Diversamente, se vuole ridurre la validità della patente a un tempo inferiore deve motivarlo, ossia deve spiegare perché vanno disattese le conclusioni alle quali è giunto il medico di fiducia dell’interessato. Lo ha chiarito il Tar Lazio con una recente sentenza [2]. Quando il rischio è basso e questo viene accertato dal sanitario di fiducia dell’automobilista, non vi sono ragioni per ridurre a meno di cinque anni la validità della patente del diabetico. E ciò anche se la terapia prescritta dal medico è caratterizzata dalla possibilità di indurre ipoglicemie gravi. Diversamente, la Commissione Medica deve motivare con precisione le ragioni per cui intende dissentire dal parere del medico. L’istruttoria della commissione medica deve infatti essere sempre adeguata.

 


[1] Art. 119 cod. str.

[2] Tar Lazio, sent. n. 6688/16.

 


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