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Lo sai che? Pubblicato il 10 dicembre 2016

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Lo sai che? Carta di circolazione: a cosa serve e come leggerla

> Lo sai che? Pubblicato il 10 dicembre 2016

L’automobilista diligente non solo deve tenere sempre nel cruscotto la carta di circolazione ma deve saperla anche leggere. Questa guida fornisce un aiuto in tal senso.

“Salve, favorisca patente e libretto!”. È la tipica frase con cui ogni automobilista viene accolto a un posto di blocco per un classico controllo. Per libretto si intende la carta di circolazione, documento indispensabile per la circolazione su strada di auto, moto e rimorchi.

Carta di circolazione: cos’è?

Di cosa si tratta esattamente? Si può pensare alla carta di circolazione come una specie di carta d’identità del veicolo il cui obiettivo è quello di attestarne l’idoneità alla circolazione. In pratica, una radiografia delle caratteristiche tecniche e amministrative del mezzo e di quelle del suo proprietario. Attenzione: il documento in questione non sostituisce né rappresenta titolo di proprietà; la proprietà si può rintracciare esclusivamente nel certificato di proprietà del veicolo stesso.

Del suo rilascio si occupa la Motorizzazione Civile (l’ente che gestisce le pratiche burocratico-amministrative relative al trasporto civile), al momento dell’immatricolazione di un veicolo nuovo; a seguito di passaggio di proprietà di un’auto usata deve essere aggiornata attraverso il rilascio di un tagliando adesivo da collocare sul retro del libretto.

Esso si compone di quattro pagine fronte-retro, dense di informazioni: emissioni inquinanti, pneumatici omologati, i consumi dichiarati, dimensioni e una serie di codici identificativi delle specifiche del mezzo.

Carta di circolazione: come si legge?

L’automobilista diligente saprà che non basta tenere pronta la carta di circolazione nel cruscotto per essere in regola in caso di controlli. È molto importante saperla leggere, attribuendo il giusto significato a tutti i codici che vi sono:

  • A – spazio in cui è riportata la targa dell’auto
  • Bdata di prima immatricolazione
  • C – sezione riservata ai dati del proprietario o intestatario. Nello specifico: C.1.1 e C.1.2 – dati intestatario della carta di circolazione; C.2.1 e C.2.2 – nome e cognome del proprietario del veicolo; C.3 – persona fisica che può utilizzare il mezzo oltre al proprietario; C.3.1, C.3.2, C.3.3 – nome, cognome e indirizzo del soggetto

Pagina 2: è dedicata all’elencazione delle caratteristiche del veicolo

  • 1marca
  • 2modello
  • 3 denominazione commerciale
  • Enumero d’identità del veicolo o numero del telaio (vedi paragrafo successivo)
  • Fmassa
  • 1massa massima ammissibile: in pratica, la massa complessiva che il veicolo può raggiungere a pieno carico
  • 2massa massima ammissibile del veicolo in servizio nello Stato di immatricolazione
  • 3massa massima ammessa dell’insieme
  • Gmassa del veicolo in servizio carrozzato in kg
  • H – durata di validità, se non illimitata
  • Idata di immatricolazione alla quale si riferisce il libretto
  • Jcategoria del veicolo; J.1 – destinazione e uso; J.2 – carrozzeria
  • Knumero di omologazione. L’omologazione è l’atto con cui l’autorità competente verifica che un tipo di veicolo risponde alle prescrizioni tecniche previste dalla normativa.
  • Lnumero di assi, la cui principale funzione è quella di contenere, guidare e dirigere le ruote
  • Minterasse che indica la distanza tra l’asse di una ruota anteriore e l’asse della ruota posteriore posta sullo stesso lato
  • N – per i mezzi di massa superiore alle 3.5 tonnellate, indica la ripartizione della massa sui vari assi, identificati come N.1; N.2; N.3; N.4; N.5
  • O massa massima ammessa a rimorchio: nel dettaglio, O.1 – rimorchio frenato (espresso in kg); O.2 – rimorchio non frenato (espresso in kg)
  • Pmotore: nel dettaglio, P.1 – cilindrata; P.2 – potenza massima in kilowatt; P.3 – tipo di alimentazione (benzina/diesel); P.4 – regime in giri/min al quale è espressa la potenza; P.5 – numero di serie del motore
  • Qrapporto peso/potenza per i motocicli, riportato in Kw/kg
  • Rcolore
  • Sposti a sedere; S.1 – numero di posti a sedere compreso il conducente; S.2 – numero di posti in piedi eventualmente disponibili
  • Tvelocità massima
  • Urumorosità in decibel; U.1 – a veicolo fermo; U.2 – regime motore in giri/min; U.3 – a veicolo in marcia
  • Vemissioni inquinanti: nel dettaglio, V.1 – anidride carbonica; V.2 – idrocarburi; V.3 – ossidi di azoto; V.4 – idrocarburi + ossidi di azoto; V.5 – particolato (per motori diesel); V.6 – regime di assorbimento per motori diesel (in giri/min); V.7 – anidride carbonica; V.8 – consumo dichiarato in litri/100 km nel ciclo misto; V.9 – classe di emissioni inquinanti (Euro 1, Euro 2, Euro 6, ecc…)
  • Wcapacità del serbatoio

Carta di circolazione: cos’è il numero di telaio?

In numero di telaio, detto anche codice Vin (Vehicle Identification Number), è una sorta di carta d’identità dell’auto, che consente di individuare con precisione la nazione dove è stata prodotta, la casa costruttrice, l’anno di produzione, lo stabilimento in cui è stata costruita, il modello di auto, la tipologia di carrozzeria, il motore, la trasmissione e gli optional installati.

È composto da una sequenza di 17 caratteri (numeri e lettere): ad ogni cifra corrisponde una determinata informazione. In particolare, i 17 caratteri del codice Vin possono essere scorporati in 3 parti: Wmi, Vds, Vis.

  1. Wmi (World Manufacter Identifier): è il codice costruttore ed è composto dai primi tre caratteri. Serve a identificare il paese della casa costruttrice e il costruttore (Fiat, Alfa Romeo, Ford, ecc…). La seconda e terza cifra, insieme, identificano il codice internazionale del costruttore.
  2. Vds (Vehicle Descriptor Section): è composto da 6 a 8 caratteri, dal quarto all’undicesimo del codice Vin, e serve per identificare il modello dell’auto, lo stabilimento in cui è stato prodotta ed eventuali altre caratteristiche.
  3. Vis (Vehicle Identifier Section): identifica con precisione il singolo veicolo (numero di serie). È composto dagli ultimi 6, 7 o 8 caratteri.

Carta di circolazione: quando viene ritirata?

A seguito di un controllo da parte delle Forze dell’Ordine, non sono rari i casi in cui il libretto venga ritirato. Perché? Vediamo i principali motivi.

  1. Revisione scaduta: si tratta di un obbligo stabilito dalla legge per garantire che sulle strade italiane circolino veicoli sicuri, in buono stato di manutenzione e che rispettino le norme sull’inquinamento. Tale controllo può essere effettuato indifferentemente presso la Motorizzazione Civile o le officine autorizzate dal ministero dei Trasporti con scadenze che variano da uno a quattro anni in base alla data di immatricolazione dell’auto;
  2. mancato aggiornamento dei cambi di proprietà o residenza;
  3. utilizzo non autorizzato del mezzo: ad esempio, Tizio ha una Fiat Panda omologata per il trasporto di quattro persone ma ne trasporta cinque.

In tutti questi casi, non solo si procederà al ritiro della carta di circolazione ma verrà anche elevata una multa, la cui ricevuta di pagamento servirà per provvedere al ripristino del libretto. Nel frattempo, gli agenti forniranno una documentazione provvisoria, per poter guidare l’auto solo verso una determinata destinazione, come ad esempio casa o luogo di lavoro.

 

Carta di circolazione: è possibile circolare con la fotocopia?

Circolare con una fotocopia della carta di circolazione può portare all’elevazione di una multa. Per questo, è buona norma conservare a casa la fotocopia del libretto e tenere a bordo del veicolo l’originale.

Carta di circolazione: le novità

Dal 1° luglio 2016, la carta di circolazione nel è stata sostituita dal nuovo documento unico di circolazione, comprensivo anche del certificato di proprietà dell’auto. In tal modo, un unico documento attesta sia la proprietà del veicolo che le sue caratteristiche.

Fino a qualche mese fa, quindi, quando si acquistava un nuovo veicolo, l’acquirente aveva l’onere di pagare una somma di 9 euro alla Motorizzazione Civile e un’altra somma pari a 27 euro al Pra, per il rilascio del certificato di proprietà. Oggi, invece, per il documento unico basta una somma complessiva di 29 euro. Dunque, meno burocrazia e meno costi di emissione.

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