L’attestazione di conformità nelle procedure esecutive col Pct
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12 Nov 2016
 
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L’attestazione di conformità nelle procedure esecutive col Pct

Processo civile telematico (Pct), come cambiano le attestazioni di conformità del titolo esecutivo.

 

Nell’ambito delle procedure esecutive, le attestazioni di conformità sono disciplinate dall’art. 518 c.p.c. (espropriazione mobiliare presso il debitore), dall’art. 543 c.p.c. (espropriazione mobiliare presso terzi) dall’art. 557 c.p.c. (espropriazione immobiliare) e dall’art. 521bis c.p.c. (pignoramento e custodia di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi). Tali norme prevedono che il creditore debba depositare nella cancelleria del tribunale competente per l’esecuzione, oltre che la nota di iscrizione a ruolo, anche le copie conformi del titolo esecutivo, del precetto, dell’atto di pignoramento e della nota di trascrizione (nei soli casi delle espropriazioni immobiliari e dei beni mobili registrati).

 

Ci sono anche altre norme aventi ad oggetto le attestazioni di conformità, che possono essere utilizzate nelle procedure esecutive, ma queste appena menzionate, sono le uniche che riguardano le attestazioni di conformità nelle procedure espropriative.

 

Orbene, con riferimento a tali norme, va subito detto che queste pongono alle attestazioni di conformità una specifica finalità. Ed infatti, in ogni articolo sopra menzionato, vi è esplicito riferimento al fatto che l’attestazione di conformità viene eseguita ai soli fini della iscrizione a ruolo della causa.

Tale finalità, ad esempio è indicata nell’art. 518 c.p.c., in cui si legge testualmente “ … Il creditore deve depositare nella cancelleria del tribunale competente per l’esecuzione la nota di iscrizione a ruolo, con copie conformi degli atti di cui al periodo precedente, entro quindici giorni dalla consegna. La conformità di tali copie è attestata dall’avvocato del creditore ai soli fini del presente articolo”, ma anche nell’art. 543 c.p.c., nell’art. 557 c.p.c. e nell’art. 52bis c.p.c.

Ne consegue che l’avvocato del creditore, non può attestare la conformità di un titolo esecutivo per finalità diverse (ad esempio iscrizione di ipoteca) da quelle del mero deposito telematico finalizzato alla iscrizione a ruolo della causa.

 

Oltre a questo limite funzionale, rappresentato dalla mera iscrizione a ruolo della causa, è da evidenziare anche l’esistenza di un limite soggettivo.

Tale limite è costituito dal soggetto, che viene abilitato per legge ad effettuare l’attestazione di conformità del titolo esecutivo, del precetto, del verbale di pignoramento e della nota di trascrizione.

Ed invero in ognuna delle norme sopra richiamate, si fa esclusivo riferimento all’avvocato del creditore.

 

Questo vuol dire che l’attestazione di conformità non è valida nel caso in cui il soggetto che effettua la stessa non riveste il ruolo di avvocato al momento in cui redige la propria attestazione.

 

Si pensi all’ipotesi in cui il legale venga a conoscenza della revoca del mandato da parte del proprio cliente (il creditore procedente) in ritardo (magari per un disguido

postale) e successivamente alla iscrizione a ruolo della procedura espropriativa, e tale revoca abbia ad oggetto proprio la attività espropriativa.

 

In tal caso, la procedura risulterebbe irregolare, in quanto chi ha effettuato le attestazioni di conformità non ne aveva il potere.

 

Ulteriore limite è rappresentato dall’oggetto della attestazione di conformità. Ed infatti la attestazione di conformità potrà riguardare solo ed esclusivamente il titolo esecutivo, l’atto di precetto, il verbale di pignoramento e la nota di trascrizione.

Ne consegue che non è possibile attestare la conformità dei documenti che si offrono in comunicazione, come ad esempio, la certificazione notarile ex art. 567 c.p.c.

 

Dall’analisi delle norme appena citate, ne consegue che le attestazioni di conformità, cui fanno riferimento gli art. 518, 543, 557 e 521bis del codice di procedura civile, soffrono di una limitazione funzionale (la mera iscrizione a ruolo della procedura esecutiva) e di limiti soggettivi ed oggettivi.

 

Come già esposto sopra, vi sono altre norme che nel disciplinare le attestazioni di conformità trovano applicazione nella procedura espropriativa.

A questo proposito, non può non menzionarsi, l’art. 16decies del D.L. 179/2012, conv. in L. 221/2012, il quale stabilisce che “Il difensore, il dipendente di cui si avvale la pubblica amministrazione per stare in giudizio personalmente, il consulente tecnico, il professionista delegato, il curatore ed il commissario giudiziale, quando depositano con modalità telematiche la copia informatica, anche per immagine, di un atto processuale di parte o di un provvedimento del giudice formato su supporto analogico e detenuto in originale o in copia conforme, attestano la conformità della copia al predetto atto. La copia munita dell’attestazione di conformità equivale all’originale o alla copia conforme dell’atto o del provvedimento”.

 

Tale norma giova sicuramente a colui che, munito di titolo esecutivo, vuole intervenire in una procedura esecutiva.

In tali casi, infatti, il creditore che intende effettuare l’intervento in una procedura esecutiva, oltre all’atto di intervento (che verrà depositato come atto principale), potrà depositare telematicamente, la copia conforme del titolo esecutivo in suo possesso.

 

Non sfuggirà ai più attenti che mentre la attestazione di conformità del creditore procedente è finalizzata alla iscrizione a ruolo della procedura esecutiva, e quindi potrebbe esautorare la propria efficacia, nel momento in cui la causa è iscritta a ruolo, la attestazione di conformità dell’interventore, seppure finalizzata al deposito telematico della copia informatica, anche per immagine, di atto o provvedimento formato su supporto analogico, rende la copia depositata telematicamente equivalente all’originale.

 

Ne consegue che, stando al tenore letterale della norma, l’interventore non avrà bisogno di depositare l’originale del proprio titolo esecutivo, salvo eventuali querele di falso, finalizzate ad inficiare la attestazione di conformità effettuata.

 

Ritornando all’art. 16decies del D.L. 179/2012, conv, in L. 221/2012, va subito precisato che, nell’ambito delle procedure espropriative, tale articolo può trovare un utile applicazione, non solo nel caso dell’intervento, ma anche in altre ipotesi.

Si pensi, ad esempio, al caso di una opposizione agli atti esecutivi o all’esecuzione, che abbia ad oggetto un atto di precetto notificato in via cartacea a mezzo Ufficiale Giudiziario, unitamente alla copia esecutiva di una sentenza.

In tale ipotesi l’opponente potrà iscrivere a ruolo la propria opposizione, depositando la copia informatica dell’atto di precetto e della sentenza notificati, munita di attestazione di conformità.

 

Un’ulteriore ipotesi in cui può trovare applicazione l’art. 16decies del D.L. 179/2012, conv, in L. 221/2012 è quella in cui si intende depositare, in un procedimento di opposizione, una sentenza originariamente cartacea, che, ad esempio, abbia annullato il titolo esecutivo sulla cui base si è attivata la procedura espropriativa.

 

Insomma, non vi è alcun dubbio che, quando si deve depositare telematicamente un atto od un provvedimento, originariamente su supporto cartaceo, si potrà attestarne la conformità ai sensi del citato art. 16decies e depositarne la copia informatica anche per immagine.

 

Un’altra norma riguardante le attestazioni di conformità, che potrebbe trovare applicazione nell’ambito delle procedure espropriative, è l’art. 16bis, comma 9 bis del D. L. 8 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221 il quale stabilisce che “Il difensore, il consulente tecnico, il professionista delegato, il curatore ed il commissario giudiziale possono estrarre con modalità telematiche duplicati, copie analogiche o informatiche degli atti e dei provvedimenti di cui al periodo precedente ed attestare la conformità delle copie estratte ai corrispondenti atti contenuti nel fascicolo informatico”. Ed infatti, un atto od un provvedimento, contenuto in altro fascicolo informatico, ben potrebbe essere depositato nella procedura espropriativa.

 

In tali casi va però osservato che difficilmente si ricorrerà ad una attestazione di conformità, in quanto vi è la possibilità di poter depositare sic et simpliciter il duplicato informatico di un atto o di un provvedimento, che, come già esposto altrove, non necessita di alcuna attestazione di conformità.

 

Occorre evidenziare, fin da subito, che il Legislatore non ha indicato, in nessuna delle norme sopra citate, il contenuto che deve rispettare una attestazione di conformità. Tale mancanza è dovuta alla circostanza che le attestazioni di conformità, sia delle copie analogiche che delle copie informatiche, in virtù e per effetto della loro finalità o del loro utilizzo, devono rispettare solo determinati limiti soggettivi ed oggettivi. Ad esempio, l’art. 16bis, comma 9 bis del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221, stabilisce che solo il difensore, il dipendente di cui si avvale la pubblica amministrazione per stare in giudizio personalmente, il consulente tecnico, il professionista delegato, il curatore ed il commissario giudiziale “…possono estrarre con modalità telematiche duplicati, copie analogiche o informatiche degli atti e dei provvedimenti di cui al periodo precedente ed attestare la conformità delle copie estratte ai corrispondenti atti contenuti nel fascicolo informatico”.

 

Ne consegue che coloro i quali non rivestono le suddette qualità non possono attestare alcunché e, pertanto, in tali casi, nell’attestazione di conformità è opportuno che chi effettua la attestazione di conformità vada a specificare il proprio ruolo.

Ed ancora. Come abbiamo già detto sopra, le attestazioni di conformità del titolo esecutivo, del verbale di pignoramento e dell’atto di precetto sono finalizzate alla mera iscrizione a ruolo del pignoramento e possono essere compiute solo dall’avvocato del creditore procedente.

 

Insomma, non è possibile indicare un contenuto o una formula unica per tutte le attestazioni di conformità.

In tal senso, pertanto rinviamo ai singoli paragrafi ed alle singole fattispecie l’analisi di quello che potrebbe costituire il contenuto minimo di una attestazione di conformità.

Se, da un lato, il contenuto delle attestazioni di conformità può variare da caso a caso, dall’altro, è pregevole l’intento del Legislatore di uniformare le modalità con cui devono essere effettuate le attestazioni di conformità.

 

Un’altra norma che sicuramente interessa le procedure esecutive è l’art. 16undecies del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, conv. in L. 17 dicembre 2012, n. 221.

Tale articolo, nel disciplinare le modalità di attestazione della conformità, stabilisce che “Quando l’attestazione di conformità prevista dalle disposizioni della presente sezione, dal codice di procedura civile e dall’articolo 3bis, comma 2 della legge 21 gennaio 1994, n. 53, si riferisce ad una copia analogica, l’attestazione stessa è apposta in calce o a margine della copia o su foglio separato, che sia però congiunto materialmente alla medesima.

 

Quando l’attestazione di conformità si riferisce ad una copia informatica, l’attestazione stessa è apposta nel medesimo documento informatico. Nel caso previsto dal comma 2, l’attestazione di conformità può alternativamente essere apposta su un documento informatico separato e l’individuazione della copia cui si riferisce ha luogo esclusivamente secondo le modalità stabilite nelle specifiche tecniche stabilite dal responsabile per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia e contenente l’indicazione dei dati essenziali per individuare univocamente la copia a cui si riferisce; il predetto documento è allegato al messaggio di  posta elettronica certificata mediante il quale la copia stessa è depositata telematicamente. Se la copia informatica è destinata alla notifica, l’attestazione di conformità è inserita nella relazione di notificazione”.

 

È agevole rilevare come il Legislatore ha dedicato uno specifico articolo alle modalità di attestazione della conformità ampliandone la applicabilità non solo alle disposizioni inerenti le attestazioni di conformità presenti nel D.L. 179/2012, conv. in L. 221/2012, ma anche a quelle contenute nel codice di procedura civile ed a quelle di cui all’art. 3bis della legge n. 53 del 1994.

 

Un’ulteriore interessante novità è la distinzione tra la copia analogica e la copia informatica. L’articolo 16undecies del D.L. 179/2012, conv. in L. 221/2012, nel disciplinare le modalità di attestazione della conformità, distingue le ipotesi della copia analogica e della copia informatica.

 

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