Conto corrente pignorato posso aprirne un altro?
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13 Nov 2016
 
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Redazione
 


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Conto corrente pignorato posso aprirne un altro?

Un creditore mi ha pignorato il conto presso la mia banca; posso aprire un altro nello stesso o altro istituto di credito? Come funziona e cosa dice la legge?

 

È sicuramente consentito, al debitore contro cui sia stato avviato un pignoramento, aprire un nuovo conto corrente, non essendovi alcun divieto o interdizione di legge: il rischio però è che il pignoramento si estenda anche al nuovo rapporto bancario, consentendo così al creditore di apprendere anche le somme depositate in quest’ultimo.

 

Per stabilire se, in presenza di più rapporti di conto corrente, il pignoramento si estende a tutti questi oppure rimane ancorato al primo, bisogna procedere ad alcune distinzioni. La risposta è infatti diversa a seconda che il nuovo conto sia intrattenuto presso la stessa banca ove già vi è il conto “a rischio” pignoramento oppure presso un altro istituto di credito. In secondo luogo occorre individuare, con estrema precisione, il momento esatto in cui viene acceso il secondo conto corrente. Vediamo dunque tutte queste ipotesi.

 

 

Se il nuovo conto corrente è acceso presso la stessa banca

Se il debitore apre un nuovo conto corrente presso la stessa banca ove già si trova il conto corrente pignorato o in corso di pignoramento, bisogna distinguere tre ipotesi:

  • se il nuovo conto viene aperto prima dell’avvio del pignoramento, ma dopo la notifica dell’atto di precetto (l’avviso cioè ad adempiere entro 10 giorni), il pignoramento si estende a tutti i rapporti in essere con il medesimo istituto di credito e, quindi, anche ai successivi rapporti. Per esempio: il debitore, già titolare di un conto ove deposita lo stipendio, non appena riceve l’atto di precetto, decide di far confluire le successive mensilità della busta paga in un altro conto acceso presso la stessa banca; in tal caso il creditore potrà “prosciugare” entrambi i depositi. Difatti la banca, nel momento in cui fornisce al creditore la dichiarazione circa la presenza di somme di cui è debitrice verso il soggetto pignorato, non deve fare distinzione di conti e, quindi, è tenuta a “bloccare” tutti i depositi. Dette somme saranno poi assegnate al creditore procedere da parte del giudice, alla prima udienza del pignoramento (cosiddetto «pignoramento presso terzi»);
  • se il nuovo conto viene aperto dopo la notifica del pignoramento ma prima dell’udienza davanti al giudice varrà la regola appena enunciata: la banca è tenuta a informare il creditore di tutti i rapporti in essere e delle somme presso di sé depositate dal soggetto pignorato;
  • se il nuovo conto viene aperto dopo l’ordinanza del giudice con cui assegna le somme pignorate al creditore, il nuovo conto corrente non viene pignorato. Il creditore, se vorrà aggredire anche tali somme, dovrà avviare un nuovo pignoramento.

 

 

Se il nuovo conto corrente è acceso presso diversa banca

In tal caso, il pignoramento presso una banca non si estende anche alle altre, né queste ultime sono tenute a rilasciare dichiarazioni al creditore procedente o al giudice circa il proprio debito verso il soggetto pignorato. È chiaro però che prima dell’effettivo avvio del pignoramento, con la notifica dell’atto vero e proprio, il debitore che abbia più conti correnti in diverse banche non può avere certezza di quale sarà l’istituto di credito attaccato. Pertanto, meglio farebbe ad attendere che la procedura venga avviata per sapere presso quale banca avverrà l’esecuzione forzata.

Tutti i conti aperti presso altri istituti saranno comunque pignorabili, ma sarà necessaria una nuova procedura.

 

 

Come fa il creditore a sapere dove ho il conto corrente?

Con una recente modifica legislativa, ogni creditore può farsi autorizzare dal Presidente del Tribunale a verificare, all’interno di un apposita banca dati telematica (cosiddetta anagrafe dei conti correnti), in quale banca il debitore ha uno o più conti correnti. In tal modo, il creditore potrà andare a colpo sicuro. Con lo stesso procedimento egli potrà sapere anche se, in tempi successivi, il debitore ha acceso nuovi conti correnti presso altri istituti di credito.


 


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