Agenzia Entrate, notifiche solo con posta certificata
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13 Nov 2016
 
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Agenzia Entrate, notifiche solo con posta certificata

Accertamenti fiscali notificati unicamente tramite posta elettronica certificata (Pec) a partire dal 1° luglio 2017.

 

Non solo le cartelle di pagamento, ma ora anche gli avvisi di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate verranno notificati con posta elettronica certificata (Pec). Ma se per le cartelle la novità è già in vigore (almeno per i soggetti tenuti ad avere la Pec, ossia professionisti, società, ditte), per gli atti fiscali delle Entrate bisognerà aspettare il 1° luglio 2017. Ma che succede se il contribuente riceve la mail ma non apre la casella di posta elettronica? La notifica si considera regolarmente effettuata, né questi potrà lamentare il fatto di aver perso la password o di non aver saputo gestire il proprio account a propria giustificazione. Sarà opportuno che il download dei messaggi in entrata avvenga giornalmente per evitare conseguenze pregiudizievoli.

La conseguenza di questa novità tecnologica è abbastanza chiara: chi è poco pratico di tecnologia dovrà fare un corso di aggiornamento se non vorrà farsi scadere, tra le mani, i termini per impugnare un eventuale accertamento fiscale.

 

L’obbligo di notificare anche gli accertamenti fiscali tramite Pec è contenuto nel recente decreto fiscale che, come noto, contiene l’addio a Equitalia, la rottamazione delle cartelle di pagamento, ma anche alcune semplificazioni. In particolare il testo di legge stabilisce che la consegna ai contribuente (cosiddetta notifica) degli avvisi di pagamento e di tutti gli altri atti di natura fiscale potrà essere effettuata direttamente dal competente ufficio, a mezzo Pec, all’indirizzo del destinatario risultante dall’indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (Ini-Pec). Ovviamente la novità vale solo per chi è tenuto ad avere un indirizzo Pec secondo l’attuale normativa ossia: imprese individuali, società e professionisti iscritti in albi o elenchi istituiti con legge dello Stato.

 

Che succede se il contribuente non scarica la posta da molto tempo e la casella è piena? In tal caso l’Agenzia delle Entrate, vedendosi tornare indietro il messaggio di posta elettronica certificata con la comunicazione che il destinatario ha “saturato” lo spazio disponibile di giga, dovrà attendere sette giorni al termine dei quali effettuare un secondo tentativo di invio della Pec. Se anche questa volta la notifica non va a buon fine la notificazione si esegue mediante deposito telematico dell’atto (ossia upload sul sito internet) nell’area riservata del sito informatico di Infocamere e pubblicazione, entro il secondo giorno successivo a quello di deposito, del relativo avviso sullo stesso sito, per la durata di 15 giorni. Inoltre, l’ufficio dà notizia al destinatario dell’avvenuta notifica dell’atto a mezzo di lettera raccomandata.

 

Che succede invece se il contribuente non ha provveduto a rinnovare la propria pec e questa è scaduta? Anche in questo caso, qualora l’Agenzia delle Entrate dovesse rilevare che l’indirizzo Pec del destinatario non è valido o attivo, provvederà a notificare l’atto depositandolo in modalità telematica nell’area riservata del sito informatico di Infocamere; entro il secondo giorno successivo a quello di deposito, si dovrà anche qui pubblicare il relativo avviso sullo stesso sito, per la durata di 15 giorni. Inoltre, l’ufficio dà notizia al destinatario dell’avvenuta notifica dell’atto a mezzo di lettera raccomandata.

 

 

Quando si considera notificato l’accertamento con Pec?

Come noto, dal momento della conoscenza dell’atto decorrono i termini per presentare ricorso. Determinare questo momento è quindi fondamentale perché, anche per un solo giorno di ritardo, potrebbe derivare il rigetto dell’opposizione. Ebbene, se con la notifica mediante raccomandate era molto facile stabilire la data di consegna – valeva il timbro del postino al momento della materiale consegna della busta nelle mani del destinatario – con la Pec si considera:

  • per il mittente, la data in cui questi riceve, dal gestore del servizio di posta certificata, la prima delle due mail con cui gli comunica di aver preso in gestione l’incarico della spedizione della mail nella casella di posta del destinatario (questo messaggio viene spedito in modo automatico; ne segue un secondo con cui gli comunica se la consegna è andata a buon fine o meno);
  • per il destinatario i termini iniziano a decorrere da quando questi, aprendo la propria casella Pec, è in grado di scaricare il messaggio (a prescindere dal fatto che lo faccia o meno). Nel caso di casella di posta elettronica satura, oppure di indirizzo di posta elettronica del destinatario non valido o attivo, la notifica si considera conclusa nel quindicesimo giorno successivo a quello della pubblicazione dell’avviso nel sito informatico di Infocamere.

 

 

Qualsiasi contribuente potrà ricevere gli atti sulla Pec

Non solo professionisti, ditte e società potranno ricevere gli atti dell’Agenzia delle Entrate sulla propria Pec, ma chiunque ne faccia richiesta e, ovviamente, si doti di una casella di posta elettronica certificata. Questo garantirà, ad esempio, a chi è sempre in movimento e non ha la possibilità di controllare la propria cassetta di posta, di verificare in tempo reale eventuali notifiche importanti nei suoi confronti. Insomma, chiunque ne faccia richiesta potrà ottenere la notifica all’indirizzo di posta elettronica di cui sono intestatari, all’indirizzo di posta elettronica certificata dei difensori abilitati all’assistenza tecnica per il contenzioso tributario (ad esempio, avvocati, dottori commercialisti, ragionieri e consulenti del lavoro), o del coniuge, di un parente o affine entro il quarto grado, specificamente incaricati a ricevere le notifiche per conto degli interessati, secondo le modalità che saranno stabilite con provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate. L’indirizzo dichiarato nella richiesta ha effetto, ai fini delle notificazioni, dal quinto giorno libero successivo a quello in cui l’ufficio attesta la ricezione della richiesta stessa.

Anche in questo caso dopo due tentativi senza successo si applicano le disposizioni in materia di notifica degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati al contribuente.


 


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