Come cambiare contratto del gas
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14 Nov 2016
 
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Redazione
 


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Come cambiare contratto del gas

La procedura per cambiare la società del gas: la richiesta al nuovo fornitore e la disdetta del precedente contratto.

 

Al contrario di quanto potrebbe sembrare, disdire un contratto del gas e cambiare società fornitrice è davvero molto semplice. Potremmo dire che la procedura, ormai semplificata, si realizza senza bisogno di fare interminabili file in uffici o di scaricare moduli da siti internet, inviare fax, raccomandate o quant’altro. Se, infatti, l’utente ha individuato come più conveniente un nuovo fornitore del gas, potrà limitarsi – per come a breve spiegheremo – a sottoscrivere con questi un nuovo contratto, delegandolo poi a effettuare la disdetta del precedente rapporto. Ma prima di parlare di come cambiare il contratto del gas è opportuna una precisazione: con il mercato libero è cresciuto il numero delle truffe o delle semplici offerte commerciali comunicate con metodi non trasparenti. A conti fatti, chi viene a casa a proporvi un nuovo contratto e vi fa apparire l’operazione come estremamente vantaggiosa potrebbe non avervi detto tutto. Del resto, i dati ufficiali dicono che le società del gas che operano nel mercato libero sono ancora più costose del mercato protetto. Il suggerimento, quindi, è quello di non firmare immediatamente il nuovo contratto, ma di prendervi del tempo per riflettere. Durante questa pausa potrete:

  • consultare il vostro rivenditore per chiedere se ha proposte commerciali più vantaggiose di quella a cui già siete legati e se è davvero possibile che un’altra società garantisca i prezzi e le condizioni che vi sono state promesse;
  • telefonare all’ufficio clienti della nuova società per chiedere se le offerte che vi sono state mostrate dall’agente sono reali o non nascondano dell’altro.

 

Fatte queste preliminari verifiche siete pronti per cambiare il contratto del gas con una nuova società.

La prima cosa da fare per l’utente che intende cambiare fornitore è ovviamente sottoscrivere un nuovo contratto di fornitura chiudendo quello precedente esercitando il diritto di recesso. Come avviene questa procedura? Abbiamo detto che è molto semplice: una volta scelto il nuovo fornitore, è questo che provvede, per l’utente, ad inviare la richiesta di recesso del vecchio contratto.
Il recesso deve essere inviato entro il termine di preavviso previsto dal contratto, che non può essere maggiore di un mese. Pertanto il contratto con il vecchio fornitore si estingue il primo giorno del mese successivo a quello in cui questo ha ricevuto la comunicazione di recesso.

L’utente non ha ulteriori adempimenti, neppure verso l’impresa distributrice dell’energia, in quanto è il nuovo fornitore a dover sottoscrivere e gestire gli atti necessari per garantire il trasporto e la consegna dell’elettricità fino al contatore dell’utente.

 

 

Quanto tempo ci vuole a cambiare il contratto del gas?

Per cambiare la società fornitrice del gas e passare da quella vecchia a quella nuova, solitamente ci vogliono da uno a due mesi: la nuova fornitura comincia nel momento in cui il nuovo fornitore ha compiuto tutti gli atti necessari per gestire gli aspetti tecnici e commerciali del passaggio. Il fornitore deve comunicare all’utente la data prevista per l’effettiva attivazione, al momento della firma del contratto. Qualche giorno prima del passaggio effettivo, l’impresa distributrice effettua la lettura del contatore, per consentire al vecchio fornitore di emettere l’ultima bolletta con il conguaglio e comunicare al nuovo fornitore il punto di partenza per conteggiare i consumi ed emettere le proprie bollette.

 

 

Quanto costa cambiare il contratto del gas?

L’operazione di cambiare il contratto del gas non è, come probabilmente vi avranno detto, a costo zero. L’utente deve infatti sostenere alcuni costi per effettuare cambio di fornitore, in parte determinati dall’Aeeg.
Chi ha scelto un operatore nell’ambito della fornitura di maggior tutela deve versare al nuovo fornitore un contributo fisso e l’imposta di bollo. Può essere richiesto un deposito cauzionale o altra garanzia.
Chi invece ha scelto una società nell’ambito del libero mercato deve versare l’imposta di bollo e gli eventuali costi per la prestazione commerciale come indicato nei singoli contratti (si sommano eventualmente al contributo fisso applicato dal distributore locale, se non corrisposto al momento dell’allacciamento). Può essere richiesto un deposito cauzionale o altra garanzia.

 

Il deposito cauzionale non è dovuto dagli utenti che pagano tramite domiciliazione bancaria o postale o con carta di credito.


 


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Commenti
18 Nov 2016 Annalaura Biagiotti

Tutto dipende dall’assistenza clienti, io ad esempio sto con Edison e sono sempre molto disponibili.