Ape, niente tredicesima per i pensionati
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21 Nov 2016
 
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Noemi Secci
 


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Ape, niente tredicesima per i pensionati

Niente tredicesima per chi usufruirà dell’Ape volontaria e dell’Ape sociale: il trattamento sarà erogato per sole 12 mensilità.

 

Niente tredicesima per chi usufruisce dell’anticipo pensionistico, noto a tutti come Ape, sia che lo richieda volontariamente, sia che fruisca dell’Ape sociale come lavoratore svantaggiato: è quanto emerge dalla lettura dell’attuale testo della Legge di bilancio 2017.

Sia per l’Ape volontaria, sia per l’Ape agevolata, difatti, la norma indica chiaramente che il trattamento è erogato per 12 mensilità: un aspetto non di poco conto, da tenere in considerazione per effettuare le opportune valutazioni sull’opportunità di avvalersi o meno dell’anticipo pensionistico.

Ma facciamo un salto indietro e cerchiamo di capire come funziona l’Ape e se conviene richiederla o attendere che maturino i requisiti per la pensione di vecchiaia.

 

 

Ape volontaria: come funziona

L’Ape volontaria consiste nella possibilità di uscire dal lavoro con un minimo di 63 anni di età e 20 anni di contributi, se si possiede una pensione pari ad almeno 1,4 volte il trattamento minimo, cioè a circa 702 euro.

L’Ape non è una pensione anticipata, ma un trattamento che viene erogato da una banca convenzionata, per 12 mensilità, sino a che il lavoratore non raggiunge l’età per la pensione di vecchiaia:

  • 66 anni e 7 mesi, per gli uomini e le lavoratrici pubbliche;
  • 66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome;
  • 65 anni e 7 mesi per le dipendenti del settore privato.

Dal 2018 i requisiti saranno uguali per tutti e pari a 66 anni e 7 mesi.

Il trattamento erogato dalla banca non è a fondo perduto, ma è un prestito, che deve essere restituito  in 20 anni con gli interessi ed è soggetto ad un’assicurazione obbligatoria contro il rischio di premorienza del pensionato. La penalizzazione media della pensione, corrispondente alle rate del finanziamento da restituire, dovrebbe essere del 4,7% per ogni anno di anticipo: in base alle stime effettuate, il pensionato, oltre a restituire il capitale e l’importo anticipato, pagherà alla banca e all’assicurazione da un minimo di 1000 euro (per le pensioni più basse e un anticipo di soli 6 mesi) a un massimo di 21.000 euro (in caso di anticipo pari a 3 anni e 7 mesi e di pensione pari a 3.000 euro mensili), cifra che potrebbe essere anche più elevata, nel caso in cui non ci sia un tetto massimo di ammissione all’Ape volontaria.

La tredicesima, dunque, è stata “cancellata” per evitare che gli importi da restituire risultino troppo elevati per il pensionato: ad ogni modo, sarà prevista una detrazione del 50% sugli interessi e sui costi per l’assicurazione; ulteriori dettagli saranno noti nel testo definitivo della Legge di bilancio 2017 e nel Dpcm che dovrà essere adottato entro marzo 2017.

 

 

Ape sociale: come funziona

L’Ape sociale sarà riservata a determinate categorie di lavoratori svantaggiati:

  • disoccupati (che non percepiscono l’indennità di disoccupazione da almeno 3 mesi) a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per:
    • licenziamento, anche collettivo;
    • dimissioni per giusta causa;
    • risoluzione consensuale nell’ambito di una procedura di conciliazione;
  • lavoratori che assistono, da almeno 6 mesi al momento della domanda di pensione, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave ai sensi della Legge 104 [1] (vedi tutte le agevolazioni spettanti ai beneficiari della Legge 104);
  • lavoratori con invalidità, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%;
  • lavoratori che svolgono, al momento del pensionamento, da almeno sei anni in via continuativa lavori usuranti [2], oppure attività lavorative particolarmente difficoltose e rischiose:
    • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
    • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
    • conciatori di pelli e di pellicce;
    • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
    • conduttori di mezzi pesanti e camion;
    • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
    • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
    • professori di scuola pre-primaria;
    • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
    • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
    • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Al contrario dell’Ape volontaria, l’Ape sociale non dovrà essere restituita, in quanto non è un prestito ma viene erogata dallo Stato: tuttavia, la tredicesima è cancellata anche in questo caso, per limitare i costi in termini di risorse pubbliche ed ammettere più beneficiari. Indennità più bassa, dunque, ma per tutti? Probabilmente la risposta sarà comunque negativa, anche se ancora non si conosce con esattezza la platea dei potenziali interessati alla misura.

Le risorse, in effetti, sono limitate e nella Legge di bilancio è scritto esplicitamente che non tutti avranno accesso al beneficio, in caso di scostamento tra il numero di domande e le risorse disponibili, ma sarà assegnata la priorità in base ai requisiti posseduti e all’ordine cronologico di presentazione delle domande.

 


[1] L. 104/1992.

[2] D.lgs. 67/2011.

 


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