Voucher, multa sino a 2400 euro anche se invii la mail in ritardo
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2 Dic 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Voucher, multa sino a 2400 euro anche se invii la mail in ritardo

Sanzioni elevate anche per chi invia la comunicazione di lavoro occasionale accessorio in ritardo o per chi non comunica le variazioni.

 

Invio della mail all’Ispettorato del lavoro con almeno 60 minuti di anticipo, prima che il lavoratore retribuito con i voucher inizi la prestazione: se il termine per l’invio della comunicazione non è rispettato perentoriamente, è applicata una multa che va da un minimo di 400 euro a un massimo di 2.400 euro, in ragione dei lavoratori coinvolti.

Maxi-sanzione per il lavoro nero, invece, se, oltre alla mail all’Ispettorato, ci si dimentica anche di comunicare l’attivazione del voucher all’Inps: è questo il nuovo apparato sanzionatorio definito dal Decreto correttivo del Jobs Act [1], che ha lo scopo di evitare gli abusi nell’utilizzo dei buoni lavoro.

L’obbligo d’invio della mail con 60 minuti di anticipo, peraltro, non vale solo per comunicare l’inizio della prestazione con i voucher, ma anche per comunicare qualsiasi variazione, come il posticipo dell’orario lavorativo o il cambio della sede di lavoro. Per chi dimentica di inviare le variazioni, sono previste le stesse multe irrogate per il mancato invio della comunicazione d’inizio attività.

Ma procediamo per ordine e cerchiamo di fare chiarezza sui nuovi obblighi previsti per chi utilizza i buoni lavoro.

 

 

Buoni lavoro: chi può utilizzarli

Ricordiamo, in primo luogo, che può utilizzare i buoni lavoro, per retribuire una o più prestazioni, sia il privato cittadino che l’imprenditore o il professionista: sono incluse le società, le associazioni e gli enti di vario genere.

Così come non ci sono limiti per i committenti che vogliono utilizzare i voucher, non ci sono limiti nemmeno per i prestatori di lavoro (eccetto alcune regole particolari che devono essere rispettate nel settore agricolo).

Esistono, però, delle soglie di retribuzione da rispettare. In particolare:

  • il lavoratore non può percepire, con i voucher, più di 000 euro netti all’anno;
  • se il committente è un professionista o un’impresa, il lavoratore non può ricevere più di 020 euro netti all’anno da ciascun committente;
  • inoltre i buoni sono completamente cumulabili con un ammortizzatore sociale (come la Naspi) solo sino a 000 euro netti all’anno.

Ogni voucher ha un valore pari a 10 euro, che corrisponde a 1 ora di lavoro, di cui:

  • 7,50 euro vanno al lavoratore;
  • 1,30 euro vanno all’Inps Gestione Separata, come contributi previdenziali per la sola pensione;
  • 70 centesimi vanno all’Inail, per l’assicurazione sugli infortuni;
  • 50 centesimi vanno all’Inps, come corrispettivo del servizio gestione voucher.

 

 

Registrazione e attivazione dei buoni lavoro

I vecchi obblighi già previsti precedentemente in merito ai voucher restano in piedi. Pertanto è necessario:

  • che il committente si registri all’Inps;
  • che il lavoratore si registri all’Inps;
  • che il committente acquisti i voucher attraverso:
    • il sito web dell’Inps [2], versando l’importo tramite modello F24;
    • i tabaccai aderenti alla convenzione Inps- Fit;
    • il servizio internet Banking Intesa Sanpaolo;
    • le banche popolari abilitate;
  • che il committente attivi i voucher, tramite il sito dell’Inps o telefonando al contact center dell’istituto.

Se il committente non attiva i voucher, segnalando all’Inps l’arco di tempo in cui deve avvenire la prestazione, si applica la maxi-sanzione per il lavoro nero.

Per maggiori dettagli sulla procedura di attivazione, si veda: Come attivare i voucher dell’Inps.

 

 

Voucher: sanzioni per comunicazione avvio attività irregolare

Una volta attivati i voucher, il committente (impresa o professionista) deve inviare all’Ispettorato del lavoro (sede locale) una email per comunicare ogni singola prestazione da effettuare.

La mail, che deve riportare, tra gli altri dati, la data e l’ora d’inizio e di fine della prestazione, deve essere inviata almeno 60 minuti prima che inizi l’attività.

Se viene variato l’orario o il luogo di lavoro, va inviata una nuova comunicazione, entro lo stesso termine, cioè 60 minuti prima che l’interessato inizi, effettivamente, a lavorare.

Se il lavoratore termina di lavorare più tardi rispetto a quanto indicato nella mail, bisogna inviare una nuova mail prima dell’inizio dell’attività ulteriore.

Se il lavoratore termina di lavorare prima, bisogna inviare una mail ulteriore entro i 60 minuti successivi alla conclusione del lavoro.

Se il lavoratore non si presenta, va inviata una nuova mail entro i 60 minuti successivi all’ora di inizio della prestazione.

In tutti questi casi, se la mail è inviata in ritardo o non è inviata, o se manca la comunicazione integrativa, per le variazioni, si applica una sanzione amministrativa da 400 a 2.400 euro, per ciascun lavoratore a cui la comunicazione si riferisce.

Se manca anche  l’attivazione presso l’Inps, cioè se non è stata presentata la dichiarazione di inizio attività all’Inps, si applica, come abbiamo detto, la maxi-sanzione per lavoro nero.

 


[1] D.lgs 185/2016.

[2] Inps Circ n. 149/2015.

 


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