Posso fare ricorso in ritardo contro la multa?
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15 Nov 2016
 
L'autore
Marco Borriello
 


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Posso fare ricorso in ritardo contro la multa?

Cos’è il verbale e quando impugnarlo. La tardività del ricorso e l’inammissibilità.

 

Che cos’è il verbale di sanzione amministrativa

Quando infrangiamo il Codice della Strada, è elevato a nostro carico un documento, chiamato verbale, redatto dal pubblico ufficiale di turno, detto anche agente accertatore.

Questi, rilevando la predetta violazione, sancisce il verificarsi dell’illecito amministrativo a nostro carico, compilando opportunamente il conseguente documento.

In buona sostanza, all’interno del verbale, troviamo indicati:

  • ora, giorno e luogo dell’infrazione;
  • descrizione del fatto da cui è scaturita l’infrazione al Codice della Strada;
  • chi è l’agente accertatore e a quale corpo e comando appartiene;
  • l’informativa della norma violata;
  • qual è il veicolo coinvolto e la targa del medesimo;
  • le generalità complete del trasgressore, con l’indicazione della patente, e dell’eventuale proprietario del mezzo obbligato in solido con il trasgressore stesso;
  • se è ammesso per quell’infrazione il pagamento in misura ridotta;
  • l’ammontare della sanzione e le modalità per il pagamento della stessa;
  • le eventuali sanzioni accessorie;
  • eventuali dichiarazioni del trasgressore.

 

Il verbale, infine, indica l’autorità competente cui rivolgersi per proporre ricorso e i termini entro cui farlo.

 

 

Che cos’è il ricorso contro la multa

Com’è noto, la multa viene contestata al trasgressore in due modi: immediatamente, ove possibile, oppure tramite invio postale. In entrambi i casi, il termine per ricorrere avverso la sanzione amministrativa ricevuta è di trenta giorni.

Tale termine decorre, nel caso di contestazione immediata, dalla data del verbale. Nel secondo caso, invece, dal giorno in cui abbiamo ricevuto la multa tramite la raccomandata inviataci.

 

Il ricorso si propone dinanzi al Giudice di Pace territorialmente competente, cioè quello del luogo in cui è stata commessa e rilevata l’infrazione al codice della strada.

Scaduto il predetto termine, il ricorso diventa inammissibile. In altri termini, non è possibile fare ricorso oltre i trenta giorni dal ricevimento della multa.

In tal caso, il provvedimento amministrativo emesso, diventa definitivo ed incontestabile (tecnicamente si dice che è diventato inoppugnabile).

 

L’unica ipotesi in cui è possibile ricorrere avverso un verbale amministrativo oltre i trenta giorni è quello della mancata valida notifica dello stesso: ad esempio, quando, non si è mai ricevuta la raccomandata a casa, nonostante non ci sia stata alcuna contestazione immediata dell’infrazione oppure nell’ipotesi di deposito del plico presso la casa comunale, senza che il destinatario sia stato formalmente avvisato di tale deposito.

 

Al di là di queste ipotesi particolari, trascorso il termine di legge, il ricorso non è più possibile.

 

 

Per una multa pagata due anni fa, posso fare ricorso?

Purtroppo, nel caso oggetto della domanda, non è più possibile fare ricorso né per ottenere ragione in merito alla presunta illegittimità delle infrazioni contestate né per ottenere l’annullamento delle sanzioni accessorie già comminate (ad esempio, la decurtazione dei punti).

 

Anche se la multa o i verbali in questione erano contestabili per le ragioni esposte in una sentenza letta o pubblicata successivamente alla multa, sono ormai inesorabilmente trascorsi i termini per fare qualsiasi ricorso e pertanto i provvedimenti emessi, compresa la sanzione accessoria della perdita dei punti, sono diventati definitivi.


 


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