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Lo sai che? Pubblicato il 3 dicembre 2016

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Lo sai che? Sterilizzazione di un cane adottato: è obbligatoria?

> Lo sai che? Pubblicato il 3 dicembre 2016

Sterilizzare i nostri amici a quattro zampe è importante non solo per controllare la popolazione canina ma anche per limitare il randagismo e il pericolo di malattie.

In Italia, la legge prevede l’obbligo di sterilizzazione per cani randagi: l’obiettivo di tale scelta è quello di facilitare il controllo della popolazione canina mediante la limitazione delle nascite. In quest’ottica, la Finanziaria 2007 ha stabilito che le Regioni e le Province, nell’ambito della programmazione regionale, devono dare priorità ai piani di controllo delle nascite destinando una quota non inferiore al 60% delle risorse stanziate per la lotta al randagismo alle sterilizzazioni.

Proprio il randagismo e l’abbandono degli animali è un problema particolarmente sentito nel nostro Paese, dove si stima che ogni anno vengano abbandonati 150 mila cani e 450 mila gatti, molti dei quali nati da animali di proprietà che non sono stati sterilizzati. Una situazione grave, nei cui confronti neppure la legge è riuscita a fare molto: ricordiamo, a tal proposito, che abbandonare un animale domestico è un reato punibile con l’arresto fino a un anno o un’ammenda da 1.000 a 10.000 Euro; si prevede, inoltre, che ognuno ha il dovere di denunciare alle Forze dell’Ordine chi abbandona un animale [1].

Sterilizzazione cani: perché?

Per capire effettivamente il problema in tutte le sue sfaccettature, è importante dare qualche numero: facciamo l’esempio di una cagna che partorisce una sola cucciolata di 6 cuccioli in un anno. Supponendo che la metà dei cuccioli siano femmine, e che anch’esse partoriscano 3 maschi e 3 femmine all’anno, si può calcolare facilmente che nel giro di un decennio la cifra totale degli animali generati diventa di quasi cinquecento cani. Non va affatto meglio per i gatti: le femmine vanno in calore 2 volte all’anno e possono partorire fino a 5-6 gattini per cucciolata, moltiplicando in pochi anni di centinaia e centinaia di volte il numero iniziale di animali.

“Ma ci sono i canili!” – si potrebbe replicare. È vero… fino a un certo punto: non è un mistero che il numero e la capienza di queste strutture, il più delle volte gestite da volontari e senza contributi economici, sono estremamente limitati e le condizioni igieniche sono precarie. Le conseguenze di tutto questo non sono solo una situazione di generale sovraffollamento delle gabbie ma anche e soprattutto la diffusione di malattie infettive e parassitarie. Si comprende, quindi, che canili e gattili non devono essere considerati destinazione definitiva per animali abbandonati, ma solo luoghi di accoglienza temporanea per far fronte a situazioni di emergenza.

Sterilizzazione cani: è obbligatoria?

Per rispondere a tale domanda, occorre fare riferimento alla già menzionata Legge Finanziaria 2008 [2], la quale stabilisce che i Comuni, singoli o associati, e le comunità montane devono provvedere ad attuare piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione. Dunque, sono gli enti locali a stabilire le regole e le modalità delle procedure da seguire nella prevenzione al randagismo, dettando norme e politiche in tal senso sia per le strutture che si occupano dell’accoglienza e della cura degli animali sia per la gestione dell’intero territorio. In tal senso, nella maggior parte dei Comuni italiani sussiste l’obbligo di sterilizzazione dei cani randagi, in virtù di una politica di controllo delle nascite, al fine di ridurre il fenomeno del randagismo e il sovraffollamento nei canili. Non solo: l’intervento in questione mira anche a prevenire neoplasie e altre malattie dell’apparato genitale (ad esempio, tumore mammario, tumore testicolare, prostatite, carcinoma alla prostata, endometrite, piometra, carcinoma ovarico, pseudo gravidanza, mastiti). Per chi non lo sapesse, infatti, durante il calore, si sviluppano grandi quantità di ormoni nell’organismo di cagne e gatte; il continuo alternarsi di ormoni con azione opposta (estrogeni e progesterone) provoca spesso patologie oncologiche ma anche patologie comuni, come le endometriti e la gravidanza isterica, che a sua volta può provocare il tumore. Nei maschi, gli ormoni possono provocare prostatiti e ipertrofia prostatica, causando nel cane adulto dolore e difficoltà a urinare.

In quest’ottica, i canili sottopongono a chi intenda adottare un animale la documentazione necessaria da firmare e che prevede l’obbligo di sterilizzazione.

 

Sterilizzazione cani: in cosa consiste?

La sterilizzazione è un intervento chirurgico di routine, che viene effettuato in anestesia totale: vengono adottati degli accorgimenti per il controllo del dolore in modo tale che l’animale possa avere un totale recupero in breve tempo. Gli interventi per sterilizzare un animale sono diversi e sarà il veterinario a scegliere quello più adeguato a seconda della situazione. Nel dettaglio:

  • per le femmine, si procede alla ovarioisterectomia – cioè all’asportazione chirurgica delle ovaie e dell’utero – o alla ovariectomia, l’asportazione chirurgica solo delle ovaie;
  • nei maschi, si procede alla orchiectomia che consiste nell’asportazione chirurgica dei testicoli.

La convalescenza nella femmina dura un paio di giorni, mentre il maschio tornerà normale una volta terminato l’effetto dell’anestesia.

Sterilizzazione cani: ci sono alternative?

L’unica alternativa alla sterilizzazione chirurgica è la sterilizzazione farmacologica che consiste nella somministrazione di farmaci che inducono nell’animale una sterilità temporanea e reversibile: la pillola, però, può avere effetti negativi sulla salute, predisponendo a infezioni e, perfino, a tumori. Tra l’altro, se non viene somministrata nei tempi giusti può non evitare la gravidanza e provocare malformazioni nei cuccioli. Ecco perché, questa soluzione andrebbe riservata solo a particolari casi in cui non si possa intervenire con la sterilizzazione.

 

Sterilizzazione cani: quanto costa?

I costi dell’intervento variano molto a seconda del veterinario a cui ci si rivolge e della città: indicativamente, per i cani il costo può variare anche in base alla taglia, dai 180 ai 250 euro. Molti comuni, nell’ambito di campagne di sensibilizzazione, promuovono delle iniziative gratuite per le famiglie meno abbienti o degli interventi volti a ridurre la spesa con l’ausilio di veterinari o associazioni di volontariato.

note

[1] L. n. 189 del 20.07.2004 (Legge sul maltrattamento degli animali).

[2], Art. 2, co. 370, l. n. 244 del 24.12.2007.

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