In Italia ci si sposa di più e si divorzia di meno
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14 Nov 2016
 
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In Italia ci si sposa di più e si divorzia di meno

In calo separazione e divorzi, cresce invece il numero dei matrimoni: la famiglia tradizionale attrae ancora le coppie.

 

Diciamoci la verità, in un’Italia dove i giudici non hanno la mano leggera quando si tratta di assegno di mantenimento all’ex coniuge ci saremmo aspettati che il numero dei matrimoni diminuisse in poco tempo. Invece, a sorpresa, i dati Istat rappresentano un’Italia dove ci si sposa di più e si divorzia sempre di meno. Un ritorno ai vecchi valori della famiglia? Ci si può credere o meno, ma i dati parlano chiaro. La separazione interviene, di norma, quando l’uomo ha 48 anni. Cresce di oltre la metà il numero dei casi in cui l’abitazione viene assegnata alla moglie.

  2008
2010
2012
2014
2015
Matrimoni totali (valori assoluti)

246.613

217.700

207.138

189.765

194.377

Primi matrimoni di sposi  (valori assoluti)

185.749

168.610

153.311

142.754

144.819

Primi matrimoni con rito civile di sposi entrambi italiani (per 100 primi matrimoni)

20

22,1

24,5

28,1

30,2

Matrimoni con almeno uno sposo straniero (valori assoluti)

36.918

25.082

30.724

24.230

24.018

Tassi di primo nuzialità totale maschile (per 1.000 uomini)

536,2

482,9

463,5

421,1

429,5

Tassi di primo nuzialità totale femminile (per 1.000 donne)

594,3

532,9

510,6

463,4

474,6

Matrimoni con rito civile (per 100 matrimoni)

36,8

36,5

41

43,1

45,3

Separazioni(valori assoluti)

84.165

88.191

88.288

89.303

91.706

Separazioni totali (per 1.000 matrimoni)

286,2

307,1

310,6

319,5

339,8

Separazioni con figli minori (%)

52,3

49,4

48,7

52,8

53,6

Divorzi (valori assoluti)

54.351

54.160

51.319

52.355

82.469

Divorzi totali(per 1.000 matrimoni)

178,8

181,7

173,5

180,1

297,3

Divorzi con figli minori (%)

37,4

33,1

33,1

32,6

40,5

 

Nel 2015 sono stati celebrati in Italia 194.377 matrimoni, circa 4.600 in più rispetto all’anno precedente. Si tratta dell’aumento annuo più consistente dal 2008. Nel periodo 2008-2014, i matrimoni sono diminuiti in media al ritmo di quasi 10.000 all’anno.

La lieve ripresa dei matrimoni riguarda, in parte, le prime nozze tra sposi di cittadinanza italiana: 144.819 celebrazioni nel 2015 (circa 2.000 in più del 2014), mentre dal 2008 al 2014 erano diminuite di oltre 40.000 (il 76% del calo complessivo delle nozze). Aumenta anche la propensione alle prime nozze: 429 per 1.000 uomini e 474 per 1.000 donne. I valori sono comunque inferiori del 20% rispetto al 2008. Gli sposi celibi hanno in media 35 anni e le spose nubili 32 (entrambi quasi due anni in più rispetto al 2008).

 

Le seconde nozze, o successive, sono state 33.579 sempre nel 2015 quasi 3.000 in più rispetto al 2014 (+9%). La incidenza sul totale dei matrimoni raggiunge il 17%.

 

Prosegue anche nel 2015 l’aumento dei matrimoni celebrati con rito civile. Sono stati 88.000 – l’8% in più rispetto al 2014 – e rappresentano ormai il 45,3% del totale dei matrimoni. Gran parte di questo aumento è dovuto alle seconde nozze, ma il rito civile è sempre più scelto anche nei primi matrimoni di coppie italiane.

 

I matrimoni in cui almeno uno dei due sposi è di cittadinanza straniera sono circa 24.000 (12,4% delle nozze celebrate nel 2015), in calo di circa 200 unità rispetto al 2014.

 

Per l’instabilità coniugale, i dati del 2015 risentono degli effetti delle recenti variazioni normative. In particolare l’introduzione del “divorzio breve” fa registrare un consistente aumento del numero di divorzi, che ammontano a 82.469 (+57% sul 2014). Più contenuto è l’aumento delle separazioni, pari a 91.706 (+2,7% rispetto al 2014).

 

A seguito dell’introduzione della normativa sugli accordi extragiudiziali in tema di separazione e divorzio, sono stati definiti presso gli Uffici di stato civile 27.040 divorzi (pari al 32,8% dei divorzi del 2015) e 17.668 separazioni (19,3% delle separazioni).

La durata media del matrimonio al momento della separazione è di circa 17 anni. Negli ultimi vent’anni è raddoppiata la quota delle separazioni dei matrimoni di lunga durata, passando dall’11,3% del 1995 al 23,5%.

 

All’atto della separazione i mariti hanno mediamente 48 anni e le mogli 45 anni. La classe più numerosa è quella tra 40 e 44 anni per le mogli (18.631 separazioni, il 20,3% del totale), tra 45 e 49 anni per i mariti (18.055, il 19,7%).

 

La propensione a separarsi è più bassa e stabile nel tempo nei matrimoni celebrati con il rito religioso. A distanza di 10 anni dalle nozze i matrimoni sopravviventi sono praticamente gli stessi per le coorti di matrimonio del 1995 e del 2005 (rispettivamente 911 e 914 su 1.000). I matrimoni civili sopravviventi scendono a 861 per la coorte del 1995 e a 841 per quella del 2005.

 

Nel 2015 le separazioni con figli in affido condiviso sono circa l’89% di tutte le separazioni con affido. Solo l’8,9% dei figli è affidato esclusivamente alla madre. E’ questo l’unico risultato evidente dell’applicazione della Legge 54/2006 sull’affido condiviso.

 

La quota di separazioni in cui la casa coniugale è assegnata alle mogli aumenta dal 57,4% del 2005 al 60% del 2015 e arriva al 69% per le madri con almeno un figlio minorenne.

 

Si mantiene stabile anche la quota di separazioni con assegno di mantenimento corrisposto dal padre (94% del totale delle separazioni con assegno nel 2015).


 


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