Isolamento acustico: la tua casa è protetta dai rumori?
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14 Nov 2016
 
L'autore
Luigi Molezzi
 


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Isolamento acustico: la tua casa è protetta dai rumori?

Il comfort acustico aumenta il valore dell’immobile. Cinque cose da sapere per valutare la protezione dal rumore della propria abitazione e per sfruttare gli incentivi fiscali.

 

 

In Italia, moltissimi sono gli immobili con problemi derivanti da rumori, riverberi e più in generale da scarse prestazioni acustiche. Il fenomeno è molto diffuso per un buco normativo della legge edilizia colmato solo negli ultimi venti anni, da quando l’inquinamento acustico indoor è stato considerato a tutti gli effetti un fattore di rischio per la salute dei cittadini.

Oggi, il mercato di riferimento è cresciuto notevolmente. Le aziende di settore propongono svariati rimedi atti a  ridurre la trasmissione diretta e indiretta dei suoni all’interno delle abitazioni e fino 31/12/2017 gli interventi migliorativi sull’isolamento acustico, sono deducibili con i bonus fiscali.

 

 

Propagazione del suono, ecco i punti deboli dell’edificio

Il rumore tende a propagarsi nelle abitazioni attraverso i muri perimetrali e penetra con grande facilità attraverso le pareti realizzate con spessori ridotti e materiali fonoassorbenti inadeguati. Un’altra via di ingresso prioritaria per ogni tipo di rumore è rappresentato da finestre, porte e avvolgibili.

Più in generale le onde sonore si propagano con facilità attraverso:

  1. i muri interni ed esterni (quando lo spessore degli stessi è molto esiguo e l’isolante utilizzato è inefficace o montato in modo errato);
  2. le porte, le finestre e gli avvolgibili (soprattutto se non sono di ultima generazione);
  3. le zone dell’edificio che ospitano impianti (condizionamento, riscaldamento, ascensori, tubature dell’acqua, etc.).

 

 

Cosa fare quando si manifesta il problema?

Se i cittadini percepiscono, abitualmente, dei rumori all’interno della propria abitazione, le azioni da attuare variano in funzione della tipologia del rumore. Nello specifico:

  • se il rumore proviene dall’esterno: è necessario un esposto o una segnalazione, per inquinamento acustico, al proprio comune di appartenenza (normalmente le segnalazioni riguardano l’ufficio ambiente). Il comune dovrà poi effettuare le opportune attività di verifica e controllo tramite l’Arpa di zona;
  • se il problema proviene dall’interno dell’edificio: è necessario contattare un tecnico abilitato che effettuerà delle rilevazioni fono-acustiche atte a verificare che siano rispettati i limiti imposti dalla legge quadro [1].

Importante: in caso di contenziosi con i vicini di casa, dovuti a disturbi da rumore, fare sempre riferimento al codice civile [2].

 

 

Cosa fare quando si acquista una casa di nuova costruzione?

Quando si acquista una casa di nuova costruzione le caratteristiche tecnico prestazionali sono molto più alte rispetto a quelle di un immobile esistente. Dal 2010, infatti, è in vigore la Norma uni 11367 che regola la classificazione acustica in edilizia. Pertanto, all’atto d’acquisto dell’immobile agli acquirenti potrà essere consegnato un documento che certifichi la classe di rumore dell’edificio.

Importante: la classificazione acustica dell’unità immobiliare prevista dalla norma è obbligatoria solo nei comuni che hanno imposto la verifica acustica come requisito per la concessione dell’agibilità. In tutti gli altri casi la valutazione è facoltativa.

Il consiglio che ci sentiamo di dare al cittadino è di chiedere sempre al costruttore la certificazione acustica, anche se facoltativa. Infatti, il documento attesta le reali performance acustiche dell’abitazione e tutela l’acquirente in caso di contenzioso.

 

 

Cos’è la certificazione acustica dell’edificio

La certificazione acustica è un documento facoltativo che attesta – tramite prove svolte in tutte le stanze dell’unità immobiliare – la classe acustica dell’abitazione. È bene ricordare che più è alto il confort acustico tanto più aumenta il valore economico dell’immobile.

Le classi acustiche sono quattro:

la classe 1 indica il livello migliore (certifica che l’unità immobiliare è ben coibentata dai rumori quindi è molto silenziosa);

la  classe 4 identifica il livello peggiore (l’abitazione presenta delle fragilità di tipo acustico). Importante: se le costruzioni sono state realizzate o ristrutturate dopo il 1997, l’isolamento acustico deve rispettare le prestazioni minime previste dalla legge [3]. In tal caso, la classe 4 garantisce comunque determinati standard prestazionali prestabiliti per legge.

 

 

Quali parametri devono rispettare le abitazioni realizzate o ristrutturate dopo il 1997?

Nel 1997 è stato varato un decreto [3] con l’obiettivo di fornire al progettista indicazioni precise sulle prestazioni che devono possedere gli edifici.

I requisiti acustici per ogni abitazione riguardano:

  • l’isolamento acustico interno tra gli alloggi per cui non si ammettono valori con indici superiori a 50 decibel;
  • l’isolamento acustico dell’involucro perimetrale esterno per cui non si ammettono valori con indici superiori a 40 decibel;
  • l’isolamento per il rumore da calpestio per cui non si ammettono valori con indici superiori a 63 decibel.

Inoltre, devono essere sempre rispettati i valori normativi per quanto riguarda:

  • l’indice del rumore di impianti a funzionamento discontinuo (ascensori, bagni, scarichi idrici);
  • l’indice del rumore di impianti a funzionamento continuo (riscaldamento e impianti di condizionamento).

 

 

 


[1] N.447 del 1995

[2] All’art. 844 cod. civ.

[3] DPCM del 5.12.1997.

 


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