Multe dal Comune: come presentare ricorso
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23 Nov 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Multe dal Comune: come presentare ricorso

Il cittadino ha tre possibilità per contestare una multa ricevuta dal Comune: l’autotutela, il Prefetto ed il Giudice di pace. Ma cosa bisogna fare?

 

Multa da Comune? Niente panico: c’è sempre la possibilità di presentare ricorso. Ammesso che la multa sia contestabile, ovviamente. Se l’infrazione è stata veramente commessa, non resta che abbassare le orecchie, imparare la lezione e pagare. Ma se c’è solo la minima ombra di dubbio sul concetto o sulla forma, nel caso si prenda una multa dal Comune, come presentare ricorso?

Cominciamo a vedere quando una multa presa dal Comune non deve essere pagata. Di solito, si fa ricorso per un vizio di forma. Contestare il concetto risulta più difficile: passavo davvero su quella strada a 62 km/h anziché a 50? E’ difficile per il conducente dimostrare il contrario. Più facile, invece, prendere il verbale, analizzarlo e vedere se ci sono tutte le informazioni richieste per dover pagare la multa presa dal Comune. La multa non deve essere pagata se sul verbale:

  • c’è un’indicazione errata circa le generalità del conducente, la data e l’ora in cui è stata commessa l’infrazione, il tipo di auto o la sua targa;
  • mancano l’esposizione dei fatti e l’indicazione dell’autorità competente per il ricorso (oppure quest’ultima è sbagliata);
  • c’è un errore sulla norma violata o sulla sanzione da pagare.

Attenzione, però. Perché non sempre si vince un ricorso appellandosi ad uno di questi elementi. Chi esaminerà la richiesta per non pagare la multa utilizzerà quasi sempre il buon senso. E quindi, se manca la data di nascita del conducente ma si può risalire alle sue complete generalità in altro modo (l’assicurazione dell’auto, il libretto di circolazione) è molto probabile che il trasgressore perda il ricorso e debba aprire il portafoglio.

Altro elemento importante: l’unico caso in cui mai sarà possibile presentare ricorso è contro la decurtazione dei punti della patente oppure contro la sospensione della patente, in quanto si tratta di una sanzione accessoria.

Detto questo, ci sono tre tipi di ricorsi da fare quando si prende una multa dal Comune. Vediamoli insieme.

 

 

Multa da Comune: come presentare ricorso tramite autotutela

Quando si prende una multa dal Comune ed è evidente che si tratta di una sanzione illegittima o sbagliata nella forma, il cittadino può presentare ricorso rivolgendosi al Comune stesso e presentando richiesta per autotutela. Consiste nel chiedere all’Ente locale di correggere o annullare la multa e tutti gli altri provvedimenti che risultino sbagliati o illegittimi per motivi come un errore di persona, una notifica al vecchio proprietario di un veicolo, un doppio verbale per la stessa infrazione o un errore nel riportare la targa dell’auto.

 

 

Multa da Comune: il ricorso al Prefetto

Chi si è visto recapitare una multa dal Comune e vuole contestarla può anche presentare ricorso al Prefetto della zona in cui è stata commessa la presunta infrazione. Il ricorso va presentato entro 60 giorni dalla data in cui è stata comunicata l’infrazione con lettera raccomandata a/r, alla quale vanno allegati i documenti ritenuti necessari per dimostrare l’infondatezza della multa ed un’eventuale richiesta di audizione. Il Prefetto inoltra il ricorso al comando o all’ufficio che ha fatto la multa insieme ai documenti allegati dal presunto trasgressore. Successivamente riceverà da quel comando o da quell’ufficio gli elementi utili per decidere se accogliere o respingere il ricorso. E’ importante precisare che il ricorso al Prefetto va presentato solo quando arriva a casa il verbale, non quando si ha in mano il solo avviso di infrazione (il solito pezzo di carta che troviamo sul parabrezza).

Se il Prefetto ritiene giusta la multa, entro 120 giorni emana un’ordinanza di pagamento non inferiore al doppio del minimo per ogni singola infrazione più le spese. L’ingiunzione di pagamento viene comunicata al trasgressore entro 150 giorni dalla data in cui è stata adottata. Il trasgressore dovrà effettuare il pagamento entro 30 giorni dalla notifica oppure, entro lo stesso termine, presentare ricorso al Giudice di pace.

Ma se il Prefetto ritiene che il cittadino ha ragione, sempre entro 120 giorni chiede al comando o all’ufficio che ha fatto la multa l’archiviazione della pratica.

 

 

Multe da Comune: il ricorso al Giudice di pace

Chi ha ricevuto una multa dal Comune può presentare ricorso al Giudice di pace purché non abbia già pagato la sanzione o non abbia già contestato la multa davanti al Prefetto. Il Giudice può accogliere i ricorsi contro una violazione al Codice della strada, contro una cartella esattoriale recapitata per il mancato pagamento di una multa che presenta errori materiali o vizi di notifica o contro l’ordinanza di un Prefetto che respinge il ricorso per una multa. Il ricorso al Giudice di pace va presentato presso la cancelleria o tramite raccomandata a/r entro 30 giorni dalla contestazione della multa o dalla notifica del Prefetto. In allegato, il ricorrente deve presentare:

  • l’originale e quattro fotocopie del ricorso e della cartella esattoriale o dell’ordinanza del Prefetto;
  • marche di contributo unificato e diritti di notifica (da pagare in posta, in banca con il modello F23 o in tabaccheria). La spesa è di 43 euro più marca da bollo da 23 euro per le multe fino a 1.100 euro.

Il ricorso va presentato sia contro la multa ricevuta sia contro eventuali sanzioni accessorie, come la sospensione della patente. Ma non solo sulla sanzione accessoria.

Il comando o l’ufficio che ha fatto la multa deve depositare in cancelleria dieci giorni prima dell’udienza copia del rapporto con tutti i relativi atti.

Il Giudice di pace può decidere di:

  • dichiarare inammissibile il ricorso;
  • convalidare la multa con ordinanza se chi ha fatto ricorso non si presenta in udienza senza un valido motivo, a meno che dalla documentazione allegata la multa risulti illegittima;
  • annullare in tutto o in parte la multa se accoglie l’opposizione del ricorrente;
  • rigettare il ricorso determinando a carico del ricorrente una sanzione di importo ricompreso tra il minimo e il massimo stabilito dalla legge per la violazione accertata. Il pagamento dovrà avvenire entro 30 giorni dalla notifica della sentenza, contro la quale, eventualmente, si potrà presentare appello in Tribunale.

 


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