Nuova tessera sanitaria: a che cosa serve e come si attiva
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15 Nov 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Nuova tessera sanitaria: a che cosa serve e come si attiva

La tessera blu è anche un codice fiscale e una carta dei servizi. Per comunicare online con la Pubblica amministrazione e accedere alle nostre informazioni.

 

Prima era gialla, adesso è blu. La tessera sanitaria ha cambiato solo colore oppure ha dato ai cittadini nuovi servizi? In sostanza, a che cosa serve la nuova tessera sanitaria?

La tessera serve ogni volta che si va dal medico, si ritira un medicinale in farmacia (presentandola si ottiene anche la detrazione fiscale sul costo del farmaco), si deve prenotare o fare una visita specialistica o un esame diagnostico in ospedale, si beneficia di una cura termale. Ma anche quando si deve certificare il proprio codice fiscale. O per accedere via Internet ai servizi della Pubblica amministrazione.

Ma in realtà la tessera serve anche a chiunque lavori nel settore della sanità (medici, farmacisti, strutture ospedaliere): grazie a questo documento, infatti, è possibile monitorare la spesa sanitaria di ogni Regione e distribuire meglio le risorse.

E sono proprio le Regioni, in quanto enti gestori della sanità pubblica, ad inviare ai cittadini la nuova tessera sanitaria in prossimità della scadenza di quella vecchia. Vediamo com’è fatta, a che cosa serve e come si attiva la nuova tessera.

 

 

Com’è fatta la tessera sanitaria?

La nuova tessera sanitaria contiene una serie di informazioni:

  • i dati anagrafici dell’assistito ed il suo codice fiscale;
  • la data di scadenza;
  • un’area destinata ad eventuali dati sanitari regionali e tre caratteri in codice Braille per i non vedenti;
  • il codice fiscale in formato codice a barre e banda magnetica.

Vediamola nel dettaglio.

 

tessera-sanitaria-fronte

Sulla parte anteriore, in alto a destra, si trova la data di scadenza. Di solito la tessera sanitaria è valida per sei anni, ma in casi particolari, come gli stranieri con permesso di soggiorno limitato, la validità è vincolata alla durata del permesso. In alto a sinistra, invece, si trova il codice fiscale “in chiaro”, cioè visibile. Sotto il codice fiscale, vengono riportati cognome, nome e sesso dell’assistito.

Accanto c’è anche un microchip dorato con i dati dell’assistito per entrare in contatto con la Pubblica amministrazione via Internet. Più avanti approfondiremo il suo utilizzo.

Spostandoci ancora in basso, troviamo il luogo di nascita (il Comune per gli assistiti italiani, il Paese estero per gli stranieri). Quindi, la sigla della provincia in cui è nato l’assistito, anche se poi ha cambiato residenza. I cittadini nati all’estero troveranno la sigla EE, in qualunque Stato siano venuti al mondo.

Nella parte inferiore, accanto alla data di nascita, si trovano le tre lettere in formato Braille standard a sei punti per i non vedenti, che rappresentano la combinazione di tre lettere del codice fiscale: le prime che identificano il nome e il sedicesimo carattere del codice fiscale.

Infine, un riquadro vuoto destinato ad eventuali dati sanitari regionali.

tessera-retro

 

Ed ecco la parte posteriore della tessera sanitaria. E’ quello che, formalmente, costituisce la tessera europea di assicurazione sanitaria e che permette al cittadino di ricevere assistenza in un Paese dell’Ue.

In alto si trova la banda magnetica con tutte le informazioni dell’assistito (dati anagrafici, residenza, eventuali prestazioni prenotate e ticket da pagare, ecc.). Subito sotto la banda, c’è il codice a barre che riporta il codice fiscale dell’assistito con accanto la sigla di identificazione del Paese che rilascia la tessera (IT nel nostro caso). Poi, in chiaro, cognome, nome e data di nascita, i numeri di identificazione personale, del servizio sanitario di competenza e della tessera ed, infine, la data di scadenza.

 

 

A che cosa serve e come si attiva la nuova tessera sanitaria

Con la tessera sanitaria non solo si può prenotare una visita, fare un esame o comprare un farmaco. A che cosa serve la nuova tessera sanitaria, allora? Serve anche per accedere ai servizi in rete offerti dalla Pubblica amministrazione, in totale sicurezza.

Se per le prestazioni sanitarie o per il suo utilizzo come codice fiscale non è necessario fare nulla, per usarla come Carta Nazionale dei Servizi è necessaria la sua attivazione. A questo punto, come attivare la nuova tessera sanitaria per accedere ai servizi pubblici online?

Per attivare la tessera bisogna recarsi presso uno degli sportelli autorizzati della propria regione di appartenenza e presentare la nuova tessera sanitaria ed un documento di identità. Allo sportello, la tessera verrà attivata ed il cittadino riceverà i codici di accesso Pin e Puk oltre al codice di identificazione Cip (opzionale a seconda delle regioni). Tuttavia, per poter accedere ai servizi pubblici online, il cittadino dovrà procurarsi un lettore di smart card ed il relativo software di gestione. Quest’ultimo è scaricabile dal sito ufficiale relativo alla tessera sanitaria (sistemats1.sanita.finanze.it), dov’è anche possibile trovare la guida per l’installazione del software e del driver per poter utilizzare la tessera. I lettori, invece, si devono acquistare. In alcune regioni, si trovano a nemmeno 5 euro. Ci sono, ovviamente quelli più avanzati. Come in tutte le cose, dipende da quello che si vuole e dall’utilizzo che se ne farà.

Grazie alla nuova tessera sanitaria, ma solo se la struttura che ha erogato una prestazione ha aderito al sistema informativo socio-sanitario, è possibile consultare e stampare i propri referti online, senza doversi recare in ospedale a ritirarli. Ma anche accedere alla propria storia sanitaria: visite fatte in passato, ricoveri, vaccinazioni, eventi di pronto soccorso, ecc.

Inoltre, sulla tessera sanitaria figura la prenotazione di un esame o di una visita. E’, dunque, possibile, in quelle strutture che ne sono dotate, pagare il ticket in una cassa automatica abilitata senza fare code allo sportello: la cassa leggerà dalla tessera la prestazione prenotata e darà la possibilità di fare il pagamento rilasciando l’opportuna ricevuta.

 


 


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