Bolletta acqua: errore per colpa del contatore o delle perdite?
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15 Nov 2016
 
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Bolletta acqua: errore per colpa del contatore o delle perdite?

Se la bolletta dell’acqua è troppo alta rispetto ai consumi e risulta eccessiva anche in base a quanto pagato in passato, si potrebbe trattare di una perdita all’impianto idrico e non di un guasto del contatore.

 

Prima di contestare davanti al giudice una bolletta dell’acqua sproporzionata accertarti che il tuo impianto idrico non presenti perdite: difatti, l’eccesso di consumi può dipendere non necessariamente da un guasto del contatore o da un errore di fatturazione della società idrica. Se, per esempio, la tubatura che fornisce il tuo appartamento è vecchia e non sottoposta a manutenzione, il problema potrebbe dipendere da te. La conseguenza è che, in questi casi, la bolletta, per quanto esosa e spropositata rispetto ai consumi, va pagata. È quanto chiarisce una recente sentenza del tribunale di Pescara [1].

 

Gran parte dei regolamenti sull’utenza dell’acqua stabiliscono che «l’utente ha il diritto dovere di controllare i consumi attraverso l’autolettura periodica del contatore; quindi di norma nessun abbuono è ammesso per eventuali dispersioni o perdite di acqua degli impianti stessi dopo il contatore da qualunque causa prodotte, né la società può direttamente o indirettamente essere chiamata a rispondere dei danni che potessero derivare da guasti negli impianti idrici privati». L’utente deve porre la massima cura nella ricerca e nella immediata eliminazione di guasti nel proprio impianto interno che potessero provocare dispersioni di acqua. Le società idriche non si assumono alcun obbligo di richiamare l’attenzione dell’utente su eventuali aumenti di consumo anche sproporzionati che in conseguenza ne derivassero.

L’utente è  pertanto tenuto, in ogni caso, a pagare integralmente l’acqua misurata dal contatore.

Insomma, le perdite post contatore sono di norma a carico dell’utente.

 

Quando il guasto a valle del contatore non sia individuabile con la normale cura del buon padre di famiglia si parla di perdita occulta: anche in questo caso, però, l’utente ha il diritto-dovere di verificare periodicamente il contatore allo scopo di individuare eventuali anomalie e, in particolare, per intervenire direttamente e con la massima sollecitudine in caso di consumi eccessivi d’acqua dovuti a perdite occulte a valle del misuratore stesso.

 

Quindi, l’utente che non faccia periodicamente l’autolettura può essere ritenuto responsabile anche delle perdite occulte, quelle cioè non facilmente individuabili con l’ordinaria diligenza.

 

Dalla sentenza in commento risultano due principi fondamentali:

  • l’utente ha innanzitutto l’obbligo di tenere in buon stato di manutenzione la tubatura idrica del proprio appartamento che porta l’acqua nei vari rubinetti: diversamente non può dolersi delle perdite dopo il contatore che abbiano comportato dei consumi esagerati e una bolletta sproporzionata;
  • l’utente ha comunque l’obbligo di effettuare periodicamente l’autolettura del contatore anche al fine di verificare che tutto sia in regola e non risultino registrazioni di consumi eccessivi e sospetti. Se non agisce in questo modo egli risponde anche delle perdite occulte, ossia di quelle non facilmente individuabili con l’ordinaria diligenza. La lettura del contatore, infatti, può dare un immediato riscontro di eventuali anomalie e consente ai tecnici di intervenire per tempo, evitando dispendiose dispersioni di acqua.

[1] Trib. Pescara, sent. del 14.06.2016.

[1] Art. 26 comma 2 del Regolamento utenza idrica.

 


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