Posso piantare fiori sul terrazzo?
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15 Nov 2016
 
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Redazione
 


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Posso piantare fiori sul terrazzo?

La legge non vieta di piantare fiori sul balcone a condizione che l’acqua non scoli sul piano di sotto; tuttavia il regolamento di condominio può vietare tale attività se approvato all’unanimità.

 

Anche una attività in apparenza così innocua e, anzi, salubre come il giardinaggio può essere fonte di problemi legali: piantare fiori sul terrazzo, infatti, deve fare i conti con la legge. O meglio, con il regolamento di condominio. Regolamento che può imporre il divieto di tenere piante e vasi sul balcone solo se il “no” è stato approvato da tutti condomini. Difatti, posto che a casa propria ciascuno è libero di fare ciò che vuole, solo il regolamento votato all’unanimità può porre un limite all’uso della proprietà individuale. È quanto chiarito dalla Cassazione con una sentenza di poche ore fa [1].

 

Ma attenzione, il 100% dei voti a favore non è detto che si debba per forza raggiungere in assemblea con la normale votazione. Ben potrebbe essere che la clausola del regolamento di condominio che pone il divieto di piantare fiori sul terrazzo sia stata originariamente prevista dal costruttore dell’edificio e questi l’abbia poi fatta approvare ad ogni singolo acquirente, insieme al regolamento condominiale e all’atto di acquisto dell’appartamento, al momento del rogito notarile (è quello che, in gergo tecnico, viene chiamato regolamento contrattuale).

 

Che succede, poi, se uno dei proprietari vende il proprio appartamento? L’acquirente è tenuto a rispettare una tale clausola – che, per come appare di tutta evidenza, è assai limitativa – benché non l’abbia mai approvata? Secondo la Cassazione, il regolamento di condominio è opponibile al compratore anche se il regolamento non è trascritto nei pubblici registri o non è allegato per intero nell’atto di acquisto: è sufficiente che il rogito lo menzioni. In tal caso il regolamento è valido anche per il nuovo acquirente che, pertanto, sarà tenuto a non tenere vasi e piante sul balcone.

 

In ogni caso, attenti all’acqua di scolo. Innaffiare le proprie piante e non evitare che i residui vadano a finire sul terrazzo che sta al piano di sotto può integrare il reato di gettito di cose pericolose se la condotta è ripetuta nel tempo. Le molestie arrecate al vicino di casa, dunque, si pagano caro. Certo, il proprietario dell’appartamento potrà limitarsi a chiedervi solo il risarcimento del danno per il divanetto nuovo rovinato dal terriccio piovuto sulla sua proprietà o il disturbo semplice per dover pulire tutti i giorni, ma se volesse potrebbe anche denunciarvi. E in tal caso dovreste sopportare i costi di un processo penale.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 7 luglio – 14 novembre 2016, n. 23128
Presidente Bianchini – Relatore Scalisi

Svolgimento del processo

S.F. e P.G.L. , con atto di citazione notificato nel 1998 convenivano in giudizio davanti al Tribunale di Tempio Pausiana, C.G. e sul presupposto di essere proprietari di un appartamento situato in un Condominio (omissis) in località (omissis) confinante con quello del convenuto il quale aveva sistemato sul parapetto del proprio terrazzo un vaso di fiori parzialmente occlusivo della vista mare esercitabile da essi in violazione del regolamento condominiale contrattuale. Chiedevano la condanna del convenuto a rimuovere la fioriera e qualunque ingombro limitante la veduta degli attori.
Si costituiva C.G. , contestando entrambi i presupposti dell’azione intrapresa perché i terrazzi dei due appartamenti non erano realizzati a livello e, dunque, non poteva affermarsi l’esistenza di alcuna servitù reciproca di veduta(anche alla luce di ulteriori elementi costruttivi indicativi dell’inesistenza dell’invocata servitù); il regolamento non poteva esser considerato contrattuale in quanto predisposto successivamente all’acquisto da parte sua dell’unità immobiliare di cui si dice. Chiedeva che venisse dichiarata incidenter tantum l’inesistenza del

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[1] Cass. sent. n. 23128/16 del 14.11.2016.

 


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