Se vomito l’alcoltest è valido?
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15 Nov 2016
 
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Se vomito l’alcoltest è valido?

I reflussi esofagei sono sufficienti a rendere nullo l’esame con l’etilometro ai fini della multa per guida in stato di ebbrezza?

 

Secondo qualche giudice, chi ha da poco vomitato può contestare la multa con l’alcoltest perché il reflusso di acido gastrico nelle pareti dell’esofago implica lo sprigionarsi, tra le varie sostanze, anche di alcol e, pertanto, è suscettibile di falsare l’esame ai fini della guida in stato di ebbrezza. Lo hanno chiarito, ad esempio, i giudici di pace di Messina e di Bari.

 

La prima delle due sentenze stabilisce quando segue: «Qualora il soggetto, poco tempo prima di sottoporsi al test dell’alcol, abbia rigurgitato quanto ingerito, le misurazioni effettuate per rilevare lo stato di ebbrezza possono ritenersi fallaci, perché il reflusso di aria e liquidi gastrici contengono alcool in quantità maggiore a quella realmente presente in circolo».

 

La seconda pronuncia invece ricorda che la rilevazione effettuata tramite etilometro può non essere attendibile o quantomeno messa in dubbio quando il soggetto, poco tempo prima di sottoporsi all’esame, abbia rigurgitato quanto ingerito; tale circostanza è infatti in grado di fornire misurazioni sbagliate, perché il reflusso di aria e liquidi gastrici contengono alcol in quantità maggiore a quella realmente presente nel circolo.

 

Tuttavia la Cassazione non è di questo avviso e di recente ha sposato una tesi diametralmente opposta [3]. Secondo i supremi giudici, in tema di guida in stato di ebbrezza il reflusso gastroesofageo non salva dalla condanna l’automobilista sorpreso alla guida con un tasso alcolemico superiore al limite consentito dalla legge. Vero è – si legge in sentenza – che il reflusso comporta una maggiore difficoltà e lentezza nella digestione, e quindi nello smaltimento di alcool, ma è pur vero che per effetto di tale lentezza i gas e i vapori dell’alcool possono permanere sì più a lungo nel cavo orale e nel tratto esofageo ma non possono essere alterati. Infatti nel giro di qualche decina di minuti la situazione si normalizza. Il controllo, nel caso in esame, era avvenuto a diverse ore dalla cena e quindi in alcun modo la patologia ha potuto influire sul controllo.


[1] G.d.P. Messina, sent. n. 3514 del 13.07.2011.

[2] G.d.P. Bari sent. n. 3258 del 27.04.2009.

[3] Cass. sent. n. 29638/16.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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