Concorso in polizia, valgono i limiti di età?
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16 Nov 2016
 
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Concorso in polizia, valgono i limiti di età?

Per la Corte di Giustizia è vero che i limiti di età nei bandi pubblici costituiscono delle ingiuste restrizioni, ma in alcuni casi possono essere giustificati dalle particolari funzioni e attività richieste.

 

È legittimo un concorso in polizia che fissi un limite massimo di età nei confronti dei candidati partecipanti al bando? Sì, secondo la Corte di Giustizia Europea [1]: è vero infatti che, a seguito della direttiva comunitaria sulla parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro (recepita in Italia con il decreto legislativo del 2003 [2]), sono divenute illegittime le discriminazioni in base all’età dei candidati; ma è anche vero che, per alcune attività, possono essere richieste caratteristiche essenziali per le funzioni che un candidato è poi chiamato a svolgere. È proprio questo il caso dell’agente di polizia: è innegabile che l’attività di quest’ultimo, quando non riguardi compiti amministrativi, ma esecutivi (di protezione delle collettività), sia strettamente legata a un’attitudine fisica e, quindi, indirettamente anche all’età. L’età quindi risulta essenziale proprio per l’esercizio della funzione pubblica rivolta a tutelare le persone e i beni, assicurare l’esercizio dei diritti e delle libertà individuali e garantire la sicurezza dei cittadini.

 

La sentenza della Corte di Giustizia arriva a pochi mesi da quella del nostro Consiglio di Stato [3] che aveva dichiarato l’illegittimità dei limiti di altezza nei concorsi pubblici per esercito, polizia e carabinieri, sentenza che, evidentemente, non viene scalfita dalla pronuncia dei giudici comunitari i quali, invece, fanno salvi solo i limiti di età degli aspiranti alle forze dell’ordine. Limiti di età che, pertanto, non potranno più essere contestati, almeno nei concorsi per l’accesso alle attività operative nella polizia, in quanto considerati compatibili con il diritto dell’Unione Europea. In verità, a leggere bene la sentenza, questa fa una tacita distinzione a seconda delle funzioni che i candidati siano chiamati a svolgere e il tetto di anzianità si giustifica solo laddove la prestanza fisica possa essere condizione per il buon svolgimento degli incarichi assegnati. In buona sostanza questo significa, sul piano pratico, che:

  • i limiti di età sono legittimi se si tratta di un bando per lo svolgimento di attività esecutive, compiti sicuramente più gravosi dal punto di vista fisico e che di certo un’età avanzata potrebbe compromettere sul piano dei risultati;
  • il tetto di età invece risulta abusivo se le mansioni richieste ai candidati sono solo “amministrative”, ossia da scrivania. In tal caso continuerebbe a sussistere il contrasto con la direttiva Ue sul divieto di discriminazioni sul lavoro.

 


La sentenza

SENTENZA DELLA CORTE (Grande Sezione)

 

15 novembre 2016 (*)

 

«Rinvio pregiudiziale – Parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro – Direttiva 2000/78/CE – Articolo 2, paragrafo 2, e articolo 4, paragrafo 1 – Discriminazione basata sull’età – Limitazione dell’assunzione degli agenti della polizia della Comunità autonoma dei Paesi Baschi ai candidati che non abbiano compiuto 35 anni di età – Nozione di “requisito essenziale e determinante per lo svolgimento dell’attività lavorativa” – Obiettivo perseguito – Proporzionalità»

 

Nella causa C‑258/15,

 

avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dal Tribunal Superior de Justicia de la Comunidad Autónoma del País Vasco (Corte Superiore di giustizia della Comunità autonoma dei Paesi Baschi, Spagna), con decisione del 20 maggio 2015, pervenuta in cancelleria il 1° giugno 2015, nel procedimento

 

Gorka Salaberria Sorondo

 

contro

 

Academia Vasca de Policìa y Emergencias,

 

LA CORTE (Grande Sezione),

 

composta da K. Lenaerts, presidente, A. Tizzano, vicepresidente, L. Bay Larsen, J.L. da Cruz Vilaça

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[1] C. Giust. Ue, sent. C-258/15 del 15.11.2016.

[2] Dlgs n. 216/2003.

[3] Cons. St. sent. n. 855/16.

 

Autore immagine: Pixabay.com

 


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