Cosa fare quando il tuo avvocato ti dà consigli sbagliati
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16 Nov 2016
 
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Cosa fare quando il tuo avvocato ti dà consigli sbagliati

Come comportarsi per chiedere il risarcimento del danno a un avvocato che ha perso una causa o ha dato un parere o una consulenza errata al proprio cliente.

 

È vero, capire le leggi non è facile e anche internet a volte non riesce a spiegare le strategie processuali di una causa. Ma una cosa è certa: l’ordinamento giuridico italiano impone all’avvocato di essere trasparente, di non dare consigli sbagliati al proprio assistito e addirittura di dissuaderlo dall’intraprendere «cause perse». Insomma, il difensore non è solo un confessore, non deve solo capire il cliente, ma anche indirizzarlo correttamente. Deve essere, insomma, anche un buon consigliere che, prima di guardare al proprio portafogli, deve avere a cuore l’interesse del proprio cliente, anche a discapito del proprio. La violazione di tutte queste regole generali, che si possono sostanziare in una moltitudine di comportamenti scorretti o del tutto illeciti, dà luogo a una responsabilità professionale. Responsabilità che può essere passibile sia di un procedimento disciplinare che – a volte – di un risarcimento del danno.

 

 

L’avvocato deve informare il cliente

Il primo obbligo dell’avvocato è quello di trasparenza verso il proprio assistito. Deve cioè informarlo, prima dell’ufficiale conferimento dell’incarico, dei rischi connessi al giudizio e delle astratte possibilità di vittoria: dovrà così indicare se esistono, ad esempio, interpretazioni contrastanti di una norma da parte della giurisprudenza o eventuali tempi particolarmente dilatati che potrebbero pregiudicare il conseguimento di un risultato utile. Deve inoltre informarlo sulla possibilità (in alcuni casi, necessità) di tentare prima una mediazione. Non in ultimo la giurisprudenza ha esteso la responsabilità professionale dell’avvocato non solo alle cause in tribunale, ma anche alle consulenze e alle altre attività stragiudiziali (si pensi alla redazione di un contratto).

 

 

L’avvocato non deve dare consigli sbagliati al cliente

L’avvocato è responsabile della strategia processuale adottata. Quindi, tanto se intende seguire la linea indicata dal proprio cliente (che, inesperto di legge, potrebbe sbagliare), tanto se intende seguire una propria direzione in disaccordo con l’assistito o tenendolo all’oscuro di ciò e dei rischi conseguenti, è anche in questo caso responsabile. Ad esempio, secondo la Cassazione, l’avvocato che non informa per iscritto il cliente della fallacità della strategia processuale da quest’ultimo imposta è responsabile se poi perde la causa.

La cosa più opportuna che l’avvocato possa fare è condividere sempre, con il proprio assistito, un documento scritto in cui viene anticipato il tipo di attività che verrà svolta o quella suggerita come la più opportuna, indicando anche i costi presumibili che una causa può comportare. È chiaro che non rientra tra gli obblighi del legale quello di imporre la propria linea processuale.

 

Anche in caso di attività non processuale, il parere sbagliato dell’avvocato può portare il cliente a fare scelte sbagliate come, ad esempio, non contestare immediatamente il licenziamento subito o non rispondere a una diffida inviata dalla controparte; denunciare il furto di un assegno che non si vuol pagare o vendere la casa pur di non farla pignorare; costituire un fondo patrimoniale anche se si tratta di uno strumento che, ormai, non tutela più dai rischi dell’attività lavorativa o effettuare una separazione dal proprio coniuge solo per mettere al riparo i propri beni dai creditori. Gli espedienti che gli “azzeccagarbugli” hanno escogitato negli anni sono numerosi e non tutti utili, anzi a volte possono complicare la situazione e peggiorarla. Ad esempio: chi denuncia il furto di un assegno solo per non pagarlo si può vedere implicato in un processo penale per calunnia; chi dona una casa solo per non farla pignorare dall’Agente della riscossione può essere accusato del reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte; chi vende i propri beni per evitare un pignoramento o, per lo stesso scopo, si separa e poi lascia la casa alla moglie può essere oggetto di un’azione revocatoria. Così, il cliente mal consigliato si trova a pagare la parcella all’avvocato, spesso anche i costi del notaio mentre il problema è tutt’altro che risolto.

Se ti va di divertirti ma anche di leggere qualche consiglio utile a riguardo ti consigliamo di leggere l’articolo Non ti fidare se un avvocato ti dice che…

 

 

L’avvocato deve dissuadere il cliente da cause perse

Le cause perse in partenza non vanno affrontate: l’avvocato deve cercare, per quanto possibile, di far desistere il proprio assistito dall’intraprendere giudizi «temerari», che cioè portano a una sconfitta certa. È chiaro che l’avvocato non potrà imporsi fisicamente, per cui potrà mettersi al riparo da eventuali contestazioni lasciando al cliente un foglio scritto in cui si esonera da ogni responsabilità per una causa che ritiene già di esito scontato e sfavorevole. Insomma, se il tuo legale di fiducia ti ha sempre firmare una liberatoria dovrebbe essere al sicuro da eventuali contestazioni successive.

 

 

Se l’avvocato si mette d’accordo con l’avversario

Il comportamento del legale che riveli alla controparte la propria strategia o si metta d’accordo ai danni del proprio cliente risulta illecito, sia dal punto di vista civile che dal punto di vista penale, nonchè deontologico. Si parla, a riguardo, di patrocinio infedele. Da qui sorge quindi la responsabilità nei confronti del cliente, che potrà agire per ottenere il risarcimento del danno subito, ma anche una responsabilità penale per violazione del segreto d’ufficio, nonchè una responsabilità dei confronti in generale della “fede pubblica” per violazione del codice deontologico.

 

 

Che fare se l’avvocato dà consigli sbagliati?

Quando un avvocato viola le norme di correttezza e buona fede è sempre passibile di una denuncia al consiglio dell’ordine degli avvocati che avvierà un procedimento disciplinare nei confronti dell’iscritto all’albo per inottemperanza alla deontologia, deontologia che gli impone – tra le tante cose – probità e decoro, nonché l’obbligo della fedeltà al cliente, cui occorre garantire un’attività a tutela del suo interesse.

Le sanzioni irrogabili all’avvocato potranno essere, in ordine di gravità: l’avvertimento, la censura, la sospensione dall’esercizio della professione, la radiazione dall’albo per le violazioni più gravi che impediscono il permanere dell’avvocato nell’albo.

Come evidente, con il procedimento disciplinare il cliente non ottiene alcun vantaggio se non la soddisfazione morale di vedere l’ex difensore punito per la scorrettezza commessa. La punizione, peraltro, non è mai «esemplare», sicché, salvo non si tratti di reati particolarmente gravi, l’avvocato ritornerà quasi subito alle proprie carte.

 

La vera possibilità di riscatto per il cliente mal consigliato è quella di chiedere il risarcimento del danno. Ma, come dice la parola stessa, per ottenere il risarcimento è necessario il danno. E il danno non può essere presunto, ma va dimostrato concretamente. Questo significa che, se l’avvocato ha sbagliato qualche strategia in una causa che, comunque, era persa in partenza, l’assistito non ha conseguito un danno reale (poiché l’esito del giudizio non sarebbe stato differente se anche il professionista si fosse comportato in modo diligente).

L’avvocato non è responsabile per il solo fatto di aver commesso un errore o un’omissione nello svolgimento del suo incarico. Per accertare la responsabilità professionale, infatti, è necessario che il cliente, dopo aver mosso specifiche censure, dimostri la ragionevole probabilità di un diverso e più favorevole esito in assenza della condotta asseritamente dannosa.

 

Diverso il caso in cui il danno per il cliente si concretizzi non in una attività di tipo processuale, ma in una stragiudiziale, ossia in un consiglio sbagliato che abbia portato il cittadino a svolgere un’attività rischiosa o che lo ha messo ancor più nei guai. Gli esempi che abbiamo fatto poc’anzi potrebbero essere sufficienti, ma ne vogliamo indicare di altri. Si pensi all’avvocato che consigli all’imprenditore, quando già sia conclamato il suo stato di insolvenza, di disperdere i documenti contabili per evitare incriminazioni o di trasferire la sede all’estero per scongiurare il rischio di una dichiarazione di fallimento; o al caso di chi suggerisca all’ex marito di dimettersi dal lavoro per evitare di pagare il mantenimento alla moglie, circostanza che, come noto, non esclude affatto la responsabilità penale; o ancora a chi insinui il dubbio che non aprire la porta all’ufficiale giudiziario sia un comportamento utile o non costituirsi in una causa possa essere più vantaggioso da un punto di vista processuale. Ed ancora numerosi sono i casi di avvocati che consigliano al proprio cliente, solo per un tornaconto personale, di opporsi a un decreto ingiuntivo o a una cartella esattoriale al fine di «allungare i tempi».

Ebbene, in tutti questi casi, siamo di fronte a un danno quantificabile, non fosse altro in termini di costi processuali, di atti notarili o di condanne alle spese processuali a favore della controparte.

 

Cosa fare in questi casi, dunque? Bisogna far causa al proprio avvocato o sperare che questi attivi la propria copertura assicurativa. Nel primo caso sempre meglio rivolgersi a un difensore di un altro foro onde scongiurare il rischio di “imbarazzanti” situazioni tra colleghi dello stesso tribunale, che spesso sono tra loro amici o conoscenti.

 

 

Responsabilità penale dell’avvocato?

In alcuni casi, puoi anche denunciare il tuo avvocato che si sia macchiato di colpe particolarmente gravi. Ad esempio il nostro codice penale prevede il reato di patrocinio o consulenza infedele [1] per chi si rende infedele ai propri obblighi professionali e procura un danno al proprio cliente.

C’è poi il reato di rivelazione di segreto professionale per chi comunica alla controparte le proprie strategie e documenti.

In questi casi, il cliente che intenda procedere ad ottenere la punizione del professionista, deve denunciarlo alla Procura della Repubblica. Ne possono derivare sanzioni, sia detentive che pecuniarie, a conclusione di un processo in cui avrà rilevanza anche la violazione dei doveri deontologici. Il reato di patrocinio infedele, per esempio, dà rilevanza anche penale al comportamento di “infedeltà” del legale, già rilevante, come abbiamo sopra vista, da un punto di vista deontologico.

 


[1] Art. 380 cod. pen.

[2] Art. 622 cod. pen.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
17 Nov 2016 roberto algeri

ottimo articolo

 
17 Nov 2016 Sandro Bedessi

E cosa fare nel caso come il mio specifico in cui un avvocato mi ha ingiunto di pagare quasi 3.000 euro per un servizio mai avuto dal suo cliente e che io ho contestato fin dall inizio ma tant’è che h fatto un D.I. e quindi sono stato obbligato a pagare..ma ecco ho dato a lui 2.800 euro e non mi è stata rilasciata alcuna ricevuta?? Io ho denunciato il caso all ‘Ordine ma non è successo nulla…a me è sembrata un a bella truffa..

 
17 Nov 2016 Failli viviane

Ho attaccato il mio avvocato per negligenza perché mi ha fatto perdere un processo che mi costa 74000 euros perché è stato negligente , poi il giudice gli ha trovato delle scuse accettando la testimonianza della collega, amica e socia poi ha fatto delle suposizione per darli ragione non ho potuto fare appello perché non ho i soldi. tutti gli avvocati che avevo visto erano convinti che avrei dovuto vincere. Per una visita non fatta dopo diversi anni consecutivi a un gravissimo incidente di macchina ( un camion ci ha investito, l’autista si era addormentato) l’avvocato non ci ha mai spiegato cos’era il CTU vivevamo in Francia all’epoca poi ci ha scritto che era una visita importante ma che capiva la nostra difficoltà a venire in Italia. Ha fatto altri sbagli. Abbiamo le prove tutti i mails
Cosa possiamo fare. Gracie mille

 
18 Nov 2016 CECILIA LOLIVA PINTO

QUALE’ IL CIVILE,UMANO,E’ NORMALE PERCORSO PER FAR VALERE I MIEI SACRO SANTI DIRITTI PER RECUPERARE L’ESOSO “MALTOLTO” DA PARTE DI PERSONE DI MALAFFARE DACCORDO TRA DI LORO, POICHE’ AVEVANO TRAMATO E’ MESSO IN ATTO ESTORSIONI;(GIA’ ACCLARATE DALLE AUTORITA’ ART.629 C.P. ),TRAMITE AMICIZIE DEI PADRONI DEL VECCHIO LOCALE VARIE FAMIGLIE AMICHE CONSIMILI E’ ALCUNI DIPENDENTI DELL’ENEL CHE PER SVARIATI ANNI MI INVIAVANO ESOSE BOLLETTE CHE VARI MESI SUPERAVANO LA SOMMA DELLA MIA PENSIONE;E’ NONOSTANTE LE NETTISSIME,CHIARE E’ TRASPARENTI EVIDENZE,L’AVVOCATO AVVERSARIO,TRAMITE SVARIATE “STRATEGIE” CON ATTI E FIRME FALSIFICATE HA TRATTO IN INGANNO ALCUNI GIUDICI PRESTANTE SERVIZIO PRESSO IL TRIBUNALE DI FOGGIA;DIFATTI ANZICCHE’ OTTENERE IL MALTOLTO,(POICHE’ IO FACENDO DETTAGLIATE INDAGINI ACCLARAI E’ CONSTATAI PERSONALMENTE CHE LE FAMIGLIE AMICHE DELLE PROPRIETARIE NON AVEVANO NEANCHE I CONTATORI SIA IDRICO E’ SIA DELLA FORNITURA DELL’ ENERGIA ELETTRICA,PERO’ ESPLETARONO SVARIATI LAVORI TRAMITE FORZA MOTRICE,ED IN SEGUITO QUASI TUTTE LE SERE FINO A NOTTE FONDA FACEVANO BALDORIE,FESTE,SCIAMAZZI DI VARIO GENERE,ECC., ECC.,FACENDOMI PAGERE I LORO VARI CONSUMI PER CUI MI HANNO FATTO INDEBITARE DI PARECCHIO;(AGGIUNGO DA CIRCA DUE ANNI CHE HO LASCIATO SPONANEA QUEL MALEDETTO LOCALE,NON FANNO PIU’ FESTE,NON C’E’ PIU’ ILLUMINAZIONE IN QUI LOCALI, ECC.,ECC.
RIBADISCO,NONOSTANTE LE NETTISSIME EVIDENZE E’ AVENDO DATO ALLE “DUE” GIUDICI IN VISIONE TUTTO IL CARTEGGIO DA CUI SI EVINCONO LE MIE SACRO SANE RAGIONI,PER CUI AVEVO E’ HO DIRITTO DI DIFENDERMI DALLA GENTAGLIA,LA SECONDA GIUDICE A SCRITTO CHE LE “OPPOSIZIONI” APPAIONO PRIVI DI FONDAMENTO;ADDIRITTURA IGNORANDO ANCHE IL RAPPORTO DI STUDENTE DETECTIVE E’ IL RAPPORTO STILATO DAI BRAVI CARABINIERI;INOLTRE E’ NON DA MENO,ADDIRITTURA TRAMITE PERFIDE AMICIZIE L’AVVOCATO AVVERSARIO HA PRODOTTO GLI INDIRIZZI DEI MIEI NIPOTINI;(MENTRE I BRAVI FUNZIONARI DELLE POSTE INTERPELLATE SCOPRENDO IL “FALSO” SI SONO SEMPRE ASTENUTI),PIGNORANDO I POCHI BUONI FRUTTIFERI DI € 5000(CINQUANTA),E’ POCHI BUONI DEI MIEI FIGLI DI POCHI €URO RISPARMIATI TRAMITE ENORMI SACRIFICI SERIE E’ ONESTE FATICHEPER CUI,LE PERSONE PREDETTE,ANZICCHE’ RIMBORSARMI TUTTO IL MALTOLTO CHE MINIMO EQUIVALE HA CIRCA € 30.000.00 (TRENTAMILA),PUO’ DARSI ANCHE DI PIU’ POICHE’ TRA OLTRE € DIECILA DI ENERGIA ELETTRICA,SPESE VARIE,E’ SVARIATI DANNI SUBITI LA SOMMA POTREBBE ESSERE MOLTO NUMEROSA;MENTRE L’AVVOCATO E’ LA SECONDA GIUDICE PRETENDONO ANCHE LA META’DEI BUONI DEI MIEI NIPOTINI EQIVALENTI HA “VENTICINQUE EURO”. PER CUI,VISTO SVARIATE SENTENZE AL COMPLETO ROVESCIO,IN TANTI CI CHIEDIMO,”MA LA LEGGE ESISTE ? PER MEGLIO DIRE LA LOGICA,HO MEGLIO ANCORA SI LEGGONO I DOCUMENTI LOGICI” ? ALCUNI CHE AMMINISTRANO LA LEGGE AL ROVESCIO DANNO IL NALLAOSTA DEL LIETO PROSEGUO AI CITTADINI SENZA SCRUPOLI. COME USCIRNE DALL’ATTUALE GINEPRAIO ? NON POSSO E’ NON DEBBO FALSIFICARE ATTI E’ FIRME COME LA PARTE AVVERSARIA POICHE’ “IO” PER QUALUNQUE CIRCOSTANZA HO SEMPRE ESIBITO TUTTO IL CARTACEO “REALE”. CHE FARE ?
RINGRAZIO IN FEDE
PRESIDENTE ASSOCIAZIONE A.N.I.O.P.A. CECILIA LOLIVA PINTO

 
21 Nov 2016 Andrea Tilotta

Buonasera.
Mi permetto di commentare la lettera del sig. Bedessi e della sua esperienza.
Le confermo che a nulla, proprio a nulla serve rivolgersi ai Consigli dell’Ordine.
Sono avvocato da 26 anni e le assicuro che i criteri con i quali vengono giudicati gli illeciti professionali degli avvocati sono imponderabili e spesso arbitrari.
La mia esperienza mi fa dire che ciò che conta sono le appartenenze massoniche.
Se sei il più onesto avvocato del mondo, il più coraggioso e il più dignitoso, è certo che sarai massacrato se non hai appartenenze massoniche.
Se sei massone è esattamente il contrario: potrai commettere le più grandi nefandezze e puoi stare certo che nulla ti succederà, per la semplice ragione che i Consigli sono cricche massoniche.
Il che vuol dire che il principio di uguaglianza previsto dall’art. 3 della Costituzione viene sistematicamente violato.
ll bello è che con la creazione dei Consigli distrettuali di disciplina non è cambiato nulla. Ma proprio nulla.
Le appartenenze massoniche valevano prima, le appartenenze massoniche valgono adesso.
Io come avvocato che “non appartiene” mi vergogno di questo stato di cose.
La saluto.

Andrea Tilotta
Avvocato del foro di Trapani

 
25 Nov 2016 Viviane failli

Buonasera avvocato Andrea Tilotta
Sono d’accordo con lei è difficile lottare contro questa gente perché si proteggono fra di loro. Avvocati, giudici e assicurazione degli avvocati si mettono d’accordo e te non puoi fare niente per difenderti. Per me è peggio della mafia. ci vorrebbe più gente come lei perché fa onore al suo mestiere. Io e mio marito abbiamo insegnato a i nostri figli a essere onesti in modo da potersi guardare nello specchio ma purtroppo c’è chi non fa così
La saluto Viviane Failli

 
26 Nov 2016 CECILIA LOLIVA PINTO

AGGIUNGO AL MIO PRIMO COMMENTO STILATOIL 18/11/2016; PROSEGUO DELLA CRUDELE VICENDA,DIFATTI,PER ELIMINARE ALTRE ANOMALIE,PERDITE DI DANARO,PERDITA DI TEMPO PER ME PREZIOSO,ALTRE IRREGOLARITA’,E’ QUANT’ALTRO RELATIVO ALLA DISUMANA INCIVILTA’,ED ONDE EVITARE LITIGI,PERDITA DI TEMPO, DISGUSTOSE E’ FALSE APPROVAZIONI DA VARIA GENTAGLIA ASSIEME A UNO DEI MIEI FIGLICIRCA DUE ANNI FA MI RECAI NELLO STUDIO DELL’AVVOCATO CHE AVEVA INIZATO A SCRIVERE DELLE ILLEGALITA’ E’ ANOMALIE A DANNO MIO ED IN FAVORE DELLE PERSONE SENZA SCRUPOLI CHE MI HANNO FATTA BEN BENE INDEBITARE;(PER I MOTIVI AFFERMATI NEL MIO PRIMO COMMENTO),PER CUI,COME PREDETTO,CON €4.800,00 (QUATTROMILA800)COMPRESO SEI MESI DI ANTICIPO PIGIONE; PUR SE SI TRATTAVA DI APPENA € 2,085;00, DENARO TRATTENUTO SULLA PIGIONE POICHE’ MI RESI CONTO CHE PER LENUMEROSE ESOSE BOLLETTE IDRICHE E ELETTRICHE SI TRATTAVA DI ACCORDI PRESI TRA LE PROPRIETARIE,LE FAMIGLIE AMICHE E’ QUALCUNO DELL’ENEL;PER CUI,CON UNO DEI MIEI FIGLI,CON TRA LE MANI LA SOMMA DI DENARO PREDETTA, MI RECAI NELLO STUDO DELL’AVV. AVVERSARIO;NON VOLLE ACCETTARE TALE DENARO;PER MEGLIO DIRE SI’ VOLEVA TALE DENARO PERO’ SI RIFIUTAVA FIRMARE UNA REGOLARE RICEVUTA, DICENDO DOMANI MATTINA RECATI IN BANCA E FAI UN ASSEGNO NON TRAFERIBILE INTESTATO ALLE SORELLE PROPRIETARIE DEL LOCALE FITTATOMI OLTRE DICIOTTO ANNI FA’;(” IN NERO PERO'”ED HO SCOPERTO CHE IL CONTRATTO DI LOCAZIONE RISULTA RIGISTRATO FUORI PROVINCIA DOPO LA DATA PREDETTA),E’ TALE ASSEGNO CONSEGNARLO A LUI, PERO’ “RIFIUTANDOSI” DI RILASCIARMI LA REGOLARE RICEVUTA, TROVANDO LA SCUSA CHE LUI NON POTEVA SCRIVERE NULLA E’ NON ERA SICURO SE LE PROPRIETARIE RILASCIAVANO LA RICEVUTA DA CUI SI POTEVA EVINCERE CHE ACCETTANDO TALE SOMMA DOVEVO STARE TRANQUILLA NEL LORO LOCALE FINO ALLA FINE DI SETTEMBRE 2015. NON FU VERSO DI FARLI RAGIONARE DA ESSERI CIVILI,PER CUI MI RESI CONTO DELL’ENNESIMA CRUDELTA’,CATTIVERIA,PERFIDIA,TANTATA ESTORSIONE,ECC.,ECC.,E’ LASCIAI “SPONTANEA” IL VECCHIO E’ MALCONCIO LOCALE,HO FATTO ENORMI DEBITI,E’ MI SONO COPERTA LE SPALLE PRENDENDO UN ALTRO “DECENTE” LOCALE,ALMENTO,PUR SE ALLA VENERANDA ETA’ DI ULTRASETTANTADUENNE, SONO COSTRATTA PAGARE € 350,00 (TRECENTO50),MENSILI DI MUTUO ALMENO IN SEGUITO L’ABITAZIONE E’ MIA,E NON COME E AVVENUTO PER CIRCA DICIANNOVE ANNI CHE TRAMITE SVARIATE ILLEGALITA’, ANOMALIE E VIA DICENDO,ESTORCEVANO DANARO PER I LORO “COMODI”,ED ATTUALMENTE SIAMO IN CAUSA E’ STANNO ANCORA FALSIFICANDO ATTI E’ FIRME COINVOLGENDO ANCHE DUE GIUDICI. CHIEDO SCUSA DEGLI EVENTUALI ERRORI GRAMMATICALI E ORTOGRAFICI POICHE’ O FREQUENTATO SOLO LA IV E. PER CRUDELTA’ E IGNOBILTA’ DI TERZI. OSSEQUI.
IN FEDE PRESIDENTE ASSOCIAZIONE A.N.I.O.P.A.