Ogni quanto va tarato un autovelox?
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16 Nov 2016
 
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Ogni quanto va tarato un autovelox?

L’autovelox deve essere sottoposto a revisione almeno una volta all’anno: senza il relativo certificato la multa è nulla.

 

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale dell’anno scorso [1], è guerra aperta alle multe con autovelox: i Comuni non si sono ancora adeguati al comando della Consulta e stanno utilizzando i vecchi apparecchi senza sottoporli a periodica taratura. Le multe per eccesso di velocità sono quindi tutte nulle. Questo perché i giudici costituzionali hanno chiarito che gli autovelox, per essere impiegati in modo corretto, devono essere periodicamente “tarati”, soggetti cioè a una revisione che ne attesti il regolare funzionamento. Quindi, in questo momento, tutte le multe sono nulle se l’autorità che ha contestato l’infrazione non dimostra che:

  • esiste un certificato di collaudo iniziale dell’autovelox;
  • esiste un certificato di periodica taratura.

Di questi documenti l’automobilista può prendere visione attraverso un’istanza di accesso agli atti amministrativi. Prudenza vorrebbe che tale verifica venisse fatta prima di proporre ricorso al giudice per impugnare la multa: qualora infatti l’amministrazione dovesse essere in possesso dei suddetti documenti, il verbale sarebbe valido e il cittadino si troverebbe peraltro a pagare le spese processuali.

 

 

Ma dopo quanto tempo l’autovelox va sottoposto a taratura?

La Corte costituzionale non ha chiarito ogni quanto va tarato l’autovelox. La sentenza parla di taratura periodica proprio per garantire un corretto funzionamento, così come del resto avviene per le bilance del mercato rionale che, trasportate di luogo in luogo, sono normalmente soggette a degli sfasamenti. La revisione, quindi, serve proprio a garantire che uno strumento di precisione come l’autovelox non possa sbagliare. In assenza di specifiche indicazioni su dopo quanto tempo vada tarato l’autovelox, si ritiene corretto parlare di verifica da effettuarsi almeno una volta all’anno, poichè tale è il periodo in vigore per gli altri strumenti analoghi.

Di recente una sentenza del giudice di Pace di Benevento [2] ha chiarito che la revisione deve essere annuale. Dunque l’autovelox va sottoposto al checkup una volta all’anno; diversamente la multa è nulla. L’automobilista, come detto, potrà prendere visione di ciò. Se però i tempi non dovessero consentirlo, essendo in scadenza i 30 giorni per proporre ricorso al giudice di pace, il multato potrà limitarsi a depositare il ricorso eccependo il difetto di taratura. Sarà, a questo punto, l’amministrazione resistente a dover dimostrare il contrario, producendo i relativi documenti in originale o copia autentica. La copia fotostatica, invece, non ha alcun valore.

 

 

Ricorso contro l’autovelox

Il ricorso contro l’autovelox può essere – in alternativa al giudice di pace – anche presentato al Prefetto, entro 60 giorni. Anche in questo caso non è necessario il patrocinio di un avvocato. Ma, in caso di rigetto, il Prefetto condanna l’automobilista a pagare la multa in misura integrale (difatti il verbale iniziale che arriva a casa contiene la sanzione in misura ridotta che, peraltro, può essere decurtata di un ulteriore 30% se pagata nei primi 5 giorni dalla notifica). Contro il rigetto del Prefetto è sempre possibile presentare ricorso al giudice di pace nei successivi 30 giorni.

 


[1] C. Cost. sent. n. 113/2015.

[2] Trib. Benevento sent. n. 154/16 del 24.06.2016.

 


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