Quali sono i casi di remissione di querela
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19 Nov 2016
 
L'autore
Sabina Coppola
 


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Quali sono i casi di remissione di querela

La remissione di querela è ammessa solo per alcuni reati e può essere espressa o tacita, processuale o extraprocessuale.

 

Se hai querelato una persona e te ne sei pentito, per cui ti stai chiedendo cosa puoi fare per evitare che sia processata, sappi che, in molti casi, puoi rimettere la querela. Ma andiamo per ordine.

 

 

Cos’è la remissione di querela?

La remissione di querela consiste in una dichiarazione con la quale la persona offesa di un reato (la querelante) rinuncia all’azione penale promossa mediante l’atto di querela che ha sporto.

La remissione di querela può essere fatta personalmente o tramite il proprio difensore (purché munito di procura speciale) e non può essere sottoposta a termini o a condizioni.

Il divieto di condizionare la remissione comporta che:

  • non si può subordinare la remissione di querela al pagamento di una somma di denaro concordata a titolo di risarcimento del danno;
  • ma, viceversa, la remissione può contenere una rinuncia alle restituzioni e al risarcimento del danno.

E’ possibile rimettere la querela solo fino a quando non è intervenuta una sentenza di condanna [1].

 

 

Quando è possibile la remissione?

La remissione di querela è possibile solo per i reati meno gravi, per i quali la legge subordina la punibilità alla espressa richiesta di punizione (querela) da parte della vittima del reato o persona da esso danneggiata.

 

 

Quali sono i tipi di remissione di querela?

La remissione di querela può essere:

  • processuale, ovvero deve essere fatta in udienza o dinanzi ad un ufficiale di PG (e deve essere espressa);
  • extraprocessuale, ovvero può essere resa al di fuori del processo (e può essere sia espressa che tacita);
  • espressa, quando deriva da un atto esplicito e formale (ad esempio una dichiarazione scritta);
  • tacita, quando si desume da comportamenti univoci ed inequivocabili del querelante, sostanzialmente inconciliabili con la richiesta di punizione [2].

La remissione:

  • è processuale (ad esempio) per il reato di stalking;
  • è tacita (ad esempio) in caso di mancata comparizione all’udienza da parte del querelante qualora il giudice indichi precisamente nella sua citazione che non comparendo la sua assenza sarà considerata come fatto incompatibile con la volontà di persistere nella querela.

 

 

Quando la remissione è efficace?

La remissione di querela deve essere sempre accettata dal querelato ed, infatti, diventa efficace dalla data dell’accettazione (che può essere espressa o manifestata attraverso il compimento di fatti da cui tale intenzione può essere desunta).

Il querelato può sempre rifiutare la remissione di querela, nel caso in cui abbia interesse a dimostrare la propria innocenza rispetto ai fatti a lui contestati [3].


[1] Art. 152 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 31660 del 23.6.2016

[3] Art. 155 cod. pen.

 


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