Cronotachigrafo: le regole per l’autotrasporto
Lo sai che?
18 Nov 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Cronotachigrafo: le regole per l’autotrasporto

L’Europa impone nuove regole per le aziende di autotrasporto: la formazione dei dipendenti sul corretto uso dei tachigrafi diventa obbligatoria. Quali le novità?

 

Dallo scorso 2 marzo è entrato in vigore in tutti i suoi punti il regolamento europeo sui tachigrafi nel settore del trasporto su strada [1] che impone al datore di lavoro di garantire ai propri conducenti una formazione e un’istruzione adeguate per quanto riguarda il buon funzionamento dei tachigrafi, siano essi digitali o analogici. Non solo: si chiede alle stesse aziende di effettuare controlli periodici sul loro corretto utilizzo da parte degli stessi conducenti. In sostanza, la nuova normativa chiede conto alle aziende di autotrasporto delle modalità attraverso le quali esse si impegnano nella formazione dei conducenti.

 

 

Cronotachigrafo: cos’è?

Il tachigrafo digitale è una sorta di scatola nera progettata per autobus e mezzi pesanti che permette di tenere traccia delle ore di guida, riposo, lavoro e disponibilità dei conducenti. Si compone, infatti, di un orologio interno, che – tramite gli impulsi che gli arrivano da un sensore – è in grado di calcolare la distanza percorsa dal veicolo in un determinato periodo temporale, memorizzando, inoltre, le informazioni relative alla velocità, agli eventi, ai guasti e tutti i dati tecnici maggiormente rilevanti. Esse restano nella memoria interna del sistema per almeno un anno.

 

La legge prevede che debba essere obbligatoriamente installato su tutti gli autoveicoli adibiti al trasporto di cose, con massa complessiva superiore alle 3,5 tonnellate, e su tutti gli autobus con oltre 9 posti, conducente incluso, circolanti nell’area comunitaria europea.

 

 

Cronotachigrafo: cosa prevedono le nuove norme?

Con l’entrata in vigore del regolamento comunitario, la formazione diventa davvero obbligatoria: alle imprese si chiede conto della preparazione dei propri conducenti e, di conseguenza, aumenta la responsabilità del datore di lavoro sull’operato del proprio dipendente che – in questo modo – viene maggiormente tutelato. Addirittura, l’impresa è obbligata a fornire all’autista il materiale per tenere le registrazioni con un numero sufficiente di fogli di registrazione (dischi conformi al modello omologato) sulla base del lavoro da svolgere, ma anche della possibilità che qualcuno si danneggi oppure che venga ritirato per un controllo. Se il cronotachigrafo è digitale, l’impresa deve fornire sufficiente carta termica per la stampa dei dati durante i controlli su strada. Tali fogli dovranno essere conservati e riprodotti in copie da distribuire ai conducenti che lo richiedono. Nel caso di cronotachigrafi digitali, bisogna fornire agli autisti una stampa dei dati.

Ciascun conducente di un veicolo munito di tachigrafo analogico deve apportare sul foglio di registrazione le seguenti indicazioni:

  1. all’inizio dell’utilizzazione del foglio di registrazione, cognome e nome;
  2. data e luogo in cui hanno luogo l’inizio e la fine dell’utilizzazione del foglio;
  3. numero della targa del veicolo al quale è assegnato il conducente prima del primo viaggio registrato sul foglio di registrazione e, in seguito, in caso di cambiamento di veicolo, nel corso dell’utilizzazione del foglio di registrazione;
  4. la lettura del contachilometri:
  5. prima del primo viaggio registrato sul foglio di registrazione;
  6. alla fine dell’ultimo viaggio registrato sul foglio di registrazione;
  7. in caso di cambio di veicolo durante la giornata di servizio, la lettura effettuata sul primo veicolo al quale è stato assegnato e quella effettuata sul veicolo al quale è assegnato successivamente;
  8. se del caso, l’ora del cambio di veicolo.

 

Sono previste sanzioni in caso di:

– inserimento di fogli di registrazione del tipo non omologato;

– omessa compilazione dei dati da inserire manualmente sul foglio di registrazione (nome e cognome, data, chilometri iniziali, ecc..);

– utilizzazione di un foglio di registrazione deteriorato, illeggibile o sporco;

– irregolarità nella corrispondenza dell’ora effettiva con quella di registrazione (ad esempio, per ora legale o per distacco alimentazione a seguito di riparazione in officina);

– impossibilità di esibire i fogli di registrazione della settimana in corso e dell’ultimo giorno di guida della settimana precedente che ha lavorato;

– il permanere del foglio di registrazione oltre le 24 ore, purché la sovrapposizione dei tracciata sia chiaramente identificabile.

 

Più nel dettaglio, il regolamento [2] sancisce anche la responsabilità dell’impresa per le violazioni in materia di cronotachigrafo commesse dai propri autisti, lasciando tuttavia agli Stati membri la facoltà di limitare questa responsabilità ai casi in cui l’azienda:

  • non abbia formato gli autisti sul funzionamento del tachigrafo;
  • abbia retribuito i conducenti concedendo dei premi o maggiorazioni di salario in base alle distanze percorse e/o al volume delle merci trasportate, in modo tale da compromettere la sicurezza stradale. Stesso discorso per le aziende che organizzano l’attività dei conducenti non rispettando le norme sui tempi di guida e di riposo e sul tachigrafo o non fornendo agli autisti le opportune istruzioni per il rispetto della normativa.

 

L’impresa che, nell’esecuzione dei trasporti, non tiene i documenti prescritti o li tiene scaduti, incompleti o alterati, è soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 327 a euro 1.304 per ciascun dipendente cui la violazione si riferisce, fatta salva l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge penale se il fatto costituisca reato.

 

 

Cronotachigrafo: cosa fare ancora?

Queste, dunque, le linee guida dettate dall’Unione Europea. L’Italia, tuttavia, non ha ancora reso note le specifiche di attuazione. Restano, cioè, ancora senza risposta due interrogativi fondamentali:

  • chi può erogare i corsi di formazione che le aziende devono far seguire ai loro conducenti: enti accreditati, autoscuole, associazioni di autotrasporto?;
  • che modalità devono essere adottate per lo svolgimento dei corsi: quante ore di corso, su quali argomenti, chi sono i docenti abilitati, quali sono i luoghi in cui la formazione può essere impartita, serve un esame finale oppure no?

[1] Regolamento europeo 165/2014/UE.

[2] Art. 33, Regolamento europeo 165/2014/UE.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti