Il meccanico non pagato può tenersi la mia auto?
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16 Nov 2016
 
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Il meccanico non pagato può tenersi la mia auto?

Chi non viene pagato dal proprio cliente può tenersi l’oggetto di proprietà di quest’ultimo che gli aveva dato per la riparazione, non configurandosi in questo caso il reato di appropriazione indebita.

 

Mettiamo di portare la nostra auto in officina e che lì ci dicano che c’è bisogno di sostituire alcuni pezzi della carrozzeria, dell’impianto dei freni e di quello elettrico, alcuni componenti di cui neanche comprendiamo la funzione, ma che alla fine accettiamo il preventivo e lasciamo la macchina per la riparazione. Se, all’esito dei lavori, ci rechiamo dal meccanico e, pur non avendo i soldi per pagarlo, pretendiamo comunque la restituzione del nostro mezzo, quest’ultimo può invece rifiutarsi di ridarcelo. Nulla potremo fare a nostra tutela, né potremo denunciarlo. Difatti, in questi casi, non si configura alcun reato di appropriazione indebita. È quanto chiarito ieri dalla Cassazione [1].

 

Chi vanta un diritto di credito per alcuni lavori eseguiti su determinati beni di proprietà di un altro soggetto, può trattenere per sé tali oggetti – purché non li usi – come garanzia per il futuro pagamento di quanto a lui dovuto. Non c’è alcun reato nel custodire, presso di sé, l’altrui proprietà solo allo scopo di farsi dare i soldi che spettano per l’attività lavorativa. E ciò anche se il titolare ha inviato una diffida con raccomandata a.r. chiedendone espressamente la restituzione.

 

Per non far scattare l’appropriazione indebita da parte di chi detiene un nostro bene in ragione di un proprio credito sono necessari tre presupposti:

  • che la detenzione sia legittima: deve essere stato il proprietario a consegnare spontaneamente la propria auto al creditore, nel nostro caso il titolare dell’officina;
  • che il credito sia certo nell’ammontare e immediatamente esigibile (un credito da riscuotere in futuro, infatti, non consente di trattenere il bene altrui);
  • che il creditore non utilizzi tale oggetto come se fosse proprio, magari tentando così di acquisirlo con usucapione.

 

Dunque, nel caso di specie, il meccanico, proprietario dell’officina, ben può rifiutarsi di consegnarci la nostra auto finché non gli pagheremo il prezzo per le riparazioni, senza perciò commettere alcun reato.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza 23 ottobre – 15 novembre 2016, n. 48251
Presidente Cammino – Relatore Filippini

Ritenuto in fatto

1. Con sentenza in data 30.6.2014, la Corte d’Appello di L’Aquila confermava la sentenza del Tribunale di Teramo del 17.9.2010 con la quale C.A. e D.C.S. sono stati condannati alla pena ritenuta di giustizia in relazione al reato di appropriazione indebita di due automezzi da loro detenuti in custodia. Fatti accertati il […].
1.1. La Corte d’Appello di Salerno respingeva le censure mosse con gli atti d’appello ed in particolare quella relativa alla sussistenza del reato nonostante la esistenza di preteso esercizio di diritto di ritenzione fondato su di una controversia civilistica inerente le pretese del depositante rispetto al corrispettivo dovuto.
2. Avverso tale sentenza propongono ricorso gli imputati, sollevando i seguenti motivi di gravame:
– violazione di legge in relazione all’art. 646 cod.pen. in quanto nella fattispecie sussiste la scriminante dell’esercizio del diritto, difetta l’elemento soggettivo (avendo l’indagato sin da tempo comunicato la propria intenzione di avvalersi del vantato diritto di ritenzione), come pure quello oggettivo perché non sono stati compiuti atti di disposizione sul bene diversi dalla

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[1] Cass. sent. n. 48251/16 del 15.11.2016.

 


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