Noemi Secci
Noemi Secci
18 Nov 2016
 
Le Rubriche di LLpT


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Pensione 40 anni di contributi, che cosa ottengo?

Trattamenti che è possibile ottenere con 40 anni di contributi: pensione in salvaguardia, totalizzazione, pensione anticipata, Ape.

 

40 anni di contributi, sino a pochi anni fa, erano la soglia utile per accedere alla pensione di anzianità senza limiti di età: con l’entrata in vigore della Legge Fornero, purtroppo, questa soglia è stata innalzata a 42 anni e 10 mesi per gli uomini ed a 41 anni e 10 mesi per le donne e può ulteriormente salire, con l’aumento della speranza di vita.

Ancora oggi sopravvivono, però, delle agevolazioni pensionistiche che consentono l’uscita dal lavoro con 40 anni di contribuzione e poco più: non sono rivolte a tutti i lavoratori, ma soltanto a chi si trova in particolari situazioni. Vediamo insieme tutti i casi con cui si può ottenere la pensione senza rispettare i requisiti previsti dalla Fornero in merito all’anzianità contributiva.

 

 

Ottava salvaguardia

I 40 anni di contributi, anche se aumentati dagli adeguamenti alla speranza di vita, restano in piedi per i lavoratori cosiddetti salvaguardati, cioè per chi è ammesso alla pensione con i requisiti precedenti alla Legge Fornero: si tratta di lavoratori collocati in mobilità, ammessi ai contributi volontari, cessati dal servizio e in congedo per l’assistenza di figli disabili.

Per loro, oltre alle vecchie “quote” (somma di età e contributi), resta la possibilità di pensionarsi anche con 40 anni di contributi a prescindere dall’età, ma si deve attendere un periodo di finestra pari a 15 mesi, dalla maturazione dei requisiti alla liquidazione della pensione. Per approfondimenti, si veda : Ottava salvaguardia 2017, nuovi posti, requisiti e decorrenze.

 

 

Totalizzazione

Per ottenere la pensione di anzianità con la totalizzazione, cioè sommando i contributi presenti in gestioni diverse, il requisito è sempre pari a 40 anni: deve essere aumentato, però, di 7 mesi, in base agli incrementi della speranza di vita. Inoltre, si deve attendere un periodo di finestra pari a 21 mesi, dalla maturazione dei requisiti alla liquidazione della pensione.

La totalizzazione è gratuita, ma la pensione è calcolata, per ogni quota, col metodo interamente contributivo (salvo il raggiungimento di un autonomo diritto a pensione, per le sole gestioni Inps).

 

 

Pensione con 41 anni di contributi

Chi ha 40 anni di contribuzione, con l’aggiunta di un solo anno e senza l’attesa di finestre può ottenere la nuova pensione anticipata. Per questo trattamento, infatti, sono necessari soltanto  41 anni di contributi, se possiedono almeno 12 mesi di contributi di effettivo lavoro versati prima del compimento del 19° anno di età  e si rientra in una delle seguenti categorie:

disoccupati (che non ricevono l’indennità di disoccupazione da almeno 3 mesi) a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per:

  • licenziamento, anche collettivo;
  • dimissioni per giusta causa;
  • risoluzione consensuale nell’ambito di una procedura di conciliazione;

– lavoratori che assistono, da almeno 6 mesi al momento della domanda di pensione, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave ai sensi della Legge 104;

– lavoratori con invalidità, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%;

– lavoratori dipendenti che svolgono, al momento del pensionamento, da almeno sei anni in via continuativa lavori usuranti [1], oppure attività lavorative particolarmente difficoltose e rischiose:

– operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;

– conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;

– conciatori di pelli e di pellicce;

– conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;

– conduttori di mezzi pesanti e camion;

– professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;

– addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;

– professori di scuola pre-primaria;

– facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;

– personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;

– operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

 

 

Ape sociale

Chi non possiede almeno 12 mesi di contributi effettivi da lavoro versati prima del 19° anno di età, potrebbe comunque ottenere, rientrando in una delle categorie elencate, l’anticipo pensionistico agevolato, o Ape sociale, al compimento dei 63 anni di età.

Sono necessari 30 anni di contributi, fatta eccezione per gli addetti ai lavori usuranti e gravosi, per cui sono necessari 36 anni di contributi.

L’assegno, in questo caso, non può superare i 1.500 euro fino alla maturazione della pensione di vecchiaia, a 66 anni e 7 mesi di età (salvo eventuali incrementi dei requisiti legati alla speranza di vita).

 

 

Ape volontaria

Chi non rientra in alcuna di queste categorie può fruire dell’Ape volontaria per anticipare la pensione di vecchiaia: si tratta, però, non di una prestazione di assistenza, come l’Ape sociale, ma della possibilità di uscire dal lavoro, a 63 anni di età e con un minimo di 20 anni di contributi, grazie a un prestito bancario. Questo prestito ha un ammortamento ventennale e richiede un’assicurazione obbligatoria contro il rischio di premorienza, perciò dovrebbe determinare una penalizzazione media della pensione del 4,7% per ogni anno di anticipo.

 

 

Pensione anticipata e di vecchiaia

Chi non può avvalersi di alcun beneficio, tra quelli elencati, deve attendere:

  • il raggiungimento di 42 anni e 10 mesi di contributi (salvo successivi aumenti del requisito), per ottenere la pensione anticipata (41 anni e 10 mesi se donna);
  • il raggiungimento di 66 anni e 7 mesi di età (salvo aumenti, anche in questo caso) per ottenere la pensione di vecchiaia, se uomo o lavoratrice pubblica; per le dipendenti del settore privato, il requisito è pari a 65 anni e 7 mesi di età ed a 66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome.

[1] Dlgs 67/2011.

 


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