Cartelle: maxi poteri di riscossione anche senza competenze
Editoriali
17 Nov 2016
 
L'autore
Angelo Greco
 


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Cartelle: maxi poteri di riscossione anche senza competenze

Viene eliminata la prova selettiva per l’ex personale di Equitalia che passa all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

 

Sorpresa: ora non ci sarà neanche la prova selettiva di verifica prima del passaggio dell’ex personale di Equitalia al nuovo agente della riscossione. Con la conseguenza che i nuovi poteri di indagine e riscossione, previsti dal decreto fiscale, saranno attribuiti a soggetti la cui assunzione è avvenuta senza alcuna verifica o pubblico concorso.

 

Al male non c’è mai fine. Avevamo già anticipato, in un precedente articolo, quale sia la principale differenza tra Equitalia e Agenzia delle Entrate-Riscossione: quest’ultima potrà accedere, in virtù dei poteri espressamente conferitigli dal nuovo decreto fiscale, a tutte le banche dati delle pubbliche amministrazioni per verificare l’esistenza di beni e redditi intestati ai contribuenti e, dopo averli scovati, attingerli direttamente senza una procedura di pignoramento tradizionale in tribunale (ad esempio, nel pignoramento presso terzi, l’ordine di bonificare al fisco le somme dal contribuente depositate sul proprio conto viene dato direttamente da Equitalia e non da un giudice).

In buona sostanza, a chi prima era dietro lo sportello di Equitalia vengono oggi attribuiti gli stessi poteri dell’Agenzia delle Entrate. L’articolo 3 del decreto fiscale è infatti espressamente rubricato “Potenziamento della riscossione” ed ivi si legge che il nuovo ente pubblico può «utilizzare le banche dati e le informazioni alle quali è autorizzato ad accedere sulla base di specifiche disposizioni di legge, anche ai fini dell’esercizio delle funzioni relative alla riscossione nazionale (…);…può acquisire le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego, accedendo direttamente, in via telematica, alle specifiche banche dati dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (…)».

 

Ebbene, questi maxi poteri di indagine e riscossione vengono ora estesi anche agli ex dipendenti di Equitalia (in passaggio al nuovo ente pubblico) nonostante non vi sia alcuna garanzia circa criteri e modalità delle loro assunzioni. Insomma, non solo niente pubblico concorso (come invece avviene per l’Agenzia delle Entrate), ma neanche la prova selettiva che, inizialmente, era stata prevista (e che, comunque, come avevamo detto, creava seri problemi di legittimità costituzionale).

 

Inefficienza e, a volte, incompetenza: queste le principali critiche sino ad oggi rivolte, da gran parte dei contribuenti, ai dipendenti di Equitalia. Ma anche mancanza di collaborazione e di dialogo con il cittadino. Caratteristiche che, in un moderno Paese democratico, suggerirebbero un filtro più attento nella selezione del personale. Non in Italia dove, evidentemente, vengono considerati delle doti. Tant’è che, nell’ultima versione del decreto fiscale approvato ieri dalla Camera e ora in passaggio “blindato” al senato, viene eliminato anche l’esame per il passaggio di personale.

 

Dicevamo, nel passaggio alla Camera del decreto fiscale è stata cancellata del tutto la prova di selezione per il passaggio del personale di Equitalia al nuovo ente pubblico economico «Agenzia delle Entrate – Riscossione» che debutterà a partire dal 1° luglio 2017. Ora viene prevista una «ricognizione delle competenze possedute, ai fini di una collocazione organizzativa coerente e funzionale alle esigenze» del nuovo soggetto.

 

Se i nuovi contratti saranno di diritto privato e non di diritto pubblico, il Governo avrà superato il rischio di nomine incostituzionali perché senza concorso, ma non avrà eliminato il problema di fondo di questa nuova obbrobriosa creatura: il rapporto con il contribuente.


Autore immagine: 123rf com

 


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