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Lo sai che? Pubblicato il 10 dicembre 2016

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Lo sai che? Lsu, i periodi lavorati valgono per la pensione?

> Lo sai che? Pubblicato il 10 dicembre 2016

Lavori socialmente utili e diritto alla pensione: i periodi di Lsu sono riconosciuti dall’Inps?

Per i periodi di Lsu sono riconosciuti dall’Inps i contributi figurativi, che valgono, però, per il solo diritto alla pensione e non per la misura dell’assegno: in pratica, i periodi di lavori socialmente utili svolti contano per maturare l’anzianità contributiva necessaria alla pensione, ma non aumentano l’ammontare della prestazione, a meno che non siano riscattati, con un costo, però, non indifferente.

Peraltro, sino a poco tempo fa, il diritto ai contributi figurativi non era riconosciuto a tutti, ma solo a coloro che avevano prestato la propria attività presso un ente in regime di convenzione con l’Inps. Ma procediamo per ordine e cerchiamo di capire come funziona l’accredito dei contributi figurativi per Lsu e se è conveniente, o meno, riscattarli.

Lsu: che cosa sono

I lavori socialmente utili (Lsu) sono delle attività istituite per offrire una tutela ai lavoratori cosiddetti sospesi (in cassa integrazione straordinaria); negli anni, i lavori socialmente utili sono stati estesi anche ai lavoratori in mobilità, ai disoccupati da oltre 24 mesi, ai percettori di prestazioni previdenziali, agli inoccupati in cerca di prima occupazione ed ai disoccupati del settore edile.

Visto l’elevato numero degli impiegati nei lavori socialmente utili ed i notevoli costi a carico della collettività, dal 2000 in poi [1] si è deciso di bloccare i nuovi accessi a questo tipo di tutela e di stabilizzare chi era già stato inserito nei progetti di LSU.

Lsu: contributi figurativi

Per quanto concerne i contributi figurativi accreditati in qualità di lavoratore socialmente utile, questi, relativamente ai periodi sino al 31 luglio 1995, sono utili per il diritto e per la misura di tutte le pensioni, senza alcuna eccezione. Dal 1° agosto 1995, sono utili per il diritto a tutte le pensioni, ma non sono conteggiati per aumentare la misura dell’assegno.

Lsu: riscatto contributi figurativi

I contributi figurativi accreditati in qualità di Lsu non devono essere obbligatoriamente riscattati, né deve essere fatta alcuna domanda per ottenerli, in quanto l’accredito avviene d’ufficio: lo ha confermato l’Inps in una recente circolare [2] nella quale ha chiarito che, nonostante la revisione, nel 2000, della precedente normativa sui lavori socialmente utili, i contributi figurativi devono essere accreditati d’ufficio anche per i periodi successivi. Il diritto all’accredito d’ufficio dei contributi figurativi sussiste sia se le attività sono svolte presso enti in regime di convenzione con l’Inps, sia se svolti presso regioni o enti locali non in regime di convenzione con l’istituto.

Pertanto, in tutti questi casi, i contributi sono automaticamente accreditati e valgono per raggiungere i requisiti contributivi utili alla pensione. Si possono, comunque, riscattare per aumentare la misura dell’assegno di pensione.

Lsu: costo del riscatto

Il costo del riscatto dei contributi figurativi è diverso, a seconda del periodo in cui si colloca l’attività di Lsu: se i periodi rientrano nel calcolo retributivo, il costo dipende da diverse variabili, tra cui l’età, il sesso e l’anzianità contributiva.

Se i periodi da riscattare sono soggetti al calcolo contributivo, la determinazione del costo del riscatto è più semplice. Bisogna infatti:

  • prendere come riferimento la retribuzione pensionabile degli ultimi 12 mesi;
  • moltiplicare la retribuzione per gli anni da ricongiungere e per l’aliquota contributiva (32,95% per l’Inpdap, 33% per l’Inps Fondo pensioni lavoratori dipendenti).

Il calcolo è:

  • retributivo, per i periodi sino al 31 dicembre 2011, se si possiedono almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • retributivo, per i periodi sino al 31 dicembre 1995, se si possiedono meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • contributivo, negli altri casi.

note

[1] D.lgs. n. 81/2000.

[2] Inps Circ. n.188/2016.

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