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Lo sai che? Pubblicato il 12 dicembre 2016

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Lo sai che? Cos’è la reversibilità

> Lo sai che? Pubblicato il 12 dicembre 2016

Pensione di reversibilità: che cos’è, chi ne ha diritto, come si richiede.

La pensione di reversibilità, o pensione ai superstiti, è una prestazione che viene riconosciuta ai familiari dell’assicurato deceduto, che può essere lavoratore o pensionato: in particolare, parliamo di pensione di reversibilità se l’assicurato era già pensionato e di pensione indiretta se l’assicurato lavorava ancora.

Pensione di reversibilità: chi ne ha diritto

Il trattamento spetta al coniuge, fino a un determinato limite di reddito, ai figli (sino a 26 anni se studenti universitari, sino a 21 anni, se studenti delle superiori, altrimenti sino alla maggiore età), o senza limiti se inabili, e in mancanza, ai genitori over 65 senza pensione o ai fratelli ed alle sorelle inabili.

Perché possa essere erogata la reversibilità, è necessaria la vivenza a carico del defunto: la vivenza a carico è presunta per i figli minori, mentre deve essere provata per gli altri familiari.

Regole particolari valgono per i separati e i divorziati (per approfondimenti, si veda: Reversibilità separati e divorziati, a chi spetta).

Pensione di reversibilità: a quanto ammonta

La pensione di reversibilità, per le gestioni facenti capo all’Inps, è liquidata in base a determinate percentuali applicate alla pensione spettante all’assicurato:

  • coniuge solo: 60%;
  • coniuge ed un figlio: 80%;
  • coniuge e due o più figli: 100%;
  • un figlio: 70%;
  • due figli: 80%;
  • tre o più figli: 100%;
  • un genitore: 15%;
  • due genitori: 30%;
  • un fratello o una sorella: 15%;
  • due fratelli o sorelle: 30%;
  • tre fratelli o sorelle: 45%;
  • quattro fratelli o sorelle: 60%;
  • cinque fratelli o sorelle: 75%;
  • sei fratelli o sorelle: 90%;
  • sette o più fratelli o sorelle: 100%.

La pensione, poi, può essere ridotta se il beneficiario supera determinati limiti di reddito:

  • reddito superiore a 3 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (Fpld), calcolato in misura pari a 13 volte l’importo in vigore al primo gennaio: in questo caso, la percentuale di cumulabilità del trattamento di reversibilità è pari al 75%;
  • reddito superiore a 4 volte il trattamento minimo annuo Fpld: in questo caso, la percentuale di cumulabilità del trattamento di reversibilità è pari al 60%;
  • reddito superiore a 5 volte il trattamento minimo annuo Fpld: in questo caso, la percentuale di cumulabilità del trattamento di reversibilità è pari al 50%.

In pratica, la pensione è ridotta, rispettivamente, del 25%, del 40%, o del 50%, se il reddito del beneficiario supera, rispettivamente, 19.573,71 euro, 26.098,28 euro, 32.622,85 euro, per l’anno 2016.

I limiti al cumulo dei redditi non devono essere applicati se chi percepisce la pensione fa parte di un nucleo familiare con figli minori, studenti o inabili. Inoltre, il trattamento proveniente dal cumulo dei redditi con la pensione ridotta non può essere inferiore a quello spettante, se il reddito risulta pari al limite massimo della fascia precedente a quella in cui si colloca il reddito posseduto.

Bisogna ricordare, poi, che la pensione di reversibilità è integrabile al minimo, sussistendo i limiti di reddito (per conoscerei limiti di reddito: Integrazione al minimo, quando non è dovuta?).

Pensione di reversibilità: come si richiede

Se la gestione presso cui il pensionato era assicurato fa capo all’Inps (ad esempio fondo pensione lavoratore dipendenti, gestione artigiani o commercianti, gestione separata), è possibile inviare la domanda tramite il sito dell’Inps, attraverso la pagina servizi per il cittadino, sezione “domanda di prestazioni previdenziali: pensione, ricostituzione, ratei maturati”. Attraverso questa funzione, tra l’altro, si possono richiedere anche i ratei di pensione maturati e non riscossi dal defunto.

Per compilare la domanda di reversibilità online, è necessario essere in possesso del codice pin dell’Inps o dell’identità unica digitale Spid. In caso contrario, ci si può rivolgere a un patronato.

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