La liquidazione di una banca
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18 Nov 2016
 
L'autore
Marco Borriello
 


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La liquidazione di una banca

Qual è la procedura. Che fine fanno i prestiti con la banca in liquidazione. I disagi per il correntista.

 

 

Come avviene la liquidazione di una banca?         

La liquidazione di una banca avviene attraverso una procedura, tecnicamente definita concorsuale, chiamata liquidazione coatta amministrativa. Essa è disciplinata dalla stessa legge fallimentare [1] ed è applicabile a quei soggetti, persone giuridiche, per cui non esiste altra procedura prevista: tra queste le banche [2].

 

Il presupposto della liquidazione coatta è lo stato d’insolvenza dell’istituto [3] oppure l’accertamento di gravi irregolarità gestionali da parte degli organismi di controllo e di vigilanza della banca. Lo stato d’insolvenza può essere eccepito sia dai creditori sia dall’autorità di vigilanza ed è disposto dal Tribunale territorialmente competente, cioè quello in cui la banca ha la sede principale.

Il Tribunale, accertato, ad esempio, lo squilibrio patrimoniale segnalato dai creditori, sentita altresì l’autorità di vigilanza, emana sentenza in merito, che, entro tre giorni, dovrà essere comunicata all’autorità amministrativa competente. Quest’ultima, quindi, disporrà la liquidazione della banca insolvente [4].

 

Il provvedimento di liquidazione, infatti, è un atto amministrativo a tutti gli effetti. Il procedimento si sviluppa dietro la guida di veri e propri organi amministrativi: con la liquidazione si persegue un interesse pubblico piuttosto che quello dei privati, che normalmente, invece, caratterizza la procedura fallimentare.

 

Al termine della liquidazione coatta amministrativa abbiamo o la liquidazione e la conseguente ripartizione dell’attivo, oppure un concordato, di caratteristiche simili a quello fallimentare.

 

Gli organi nominati per gestire la decritta procedura [5] sono il commissario liquidatore, che ha il compito di gestire la banca in liquidazione, il comitato di sorveglianza, composto da tre a cinque membri esperti in materia, ed infine l’autorità amministrativa che ordina la liquidazione coatta.

 

 

Devo restituire il prestito con una banca in liquidazione?

La liquidazione coatta amministrativa della banca che ha concesso il prestito non influisce sull’aspetto sostanziale del debito. Infatti, il debitore resterà tale rispetto alla somma ricevuta e dovrà restituirla ugualmente. Stesso discorso dicasi per le garanzie, eventualmente, concesse in merito.

Il debito, infatti, non rappresenta una passività della banca in liquidazione, ma semmai una voce attiva e quindi sarà ripartito come tutte le altre voci positive a favore dei creditori della banca stessa.

In buona sostanza il debito sarà probabilmente ceduto ad altro istituto o a favore di quello che subentrerà alla banca in liquidazione.

 

 

Cosa succede se ho un conto in una banca in liquidazione?

Nella pratica, i conti corrente delle banche in liquidazione vengono bloccati, con enorme disagio per i correntisti per prelevare quanto è di propria spettanza oppure nel pagamento di utenze, altri prestiti, mutui, ecc.

 

L’impossibilità di prelevare non è, quindi, il solo problema per il titolare del conto. Essendo, altresì, bloccati, anche gli addebiti delle bollette, egli diventa moroso con gli enti di riferimento o con l’altra banca cui deve restituire un altro prestito.

In attesa, quindi, che si sblocchi il tutto, magari con l’intervento del fondo interbancario, è opportuno aprire subito un altro conto altrove, onde spostare l’accredito dello stipendio e gli addebiti delle utenze o di quant’altro.


[1] Regio Decreto 267/1942.

[2] Art 194 Regio Decreto 267/1942.

[3] Art 195 Regio Decreto 267/1942.

[4] Art 199 Regio Decreto 267/1942.

[5] Art 198 Regio Decreto 267/1942.

 


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