L’articolo 1 della Costituzione: il principio democratico
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18 Nov 2016
 
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L’articolo 1 della Costituzione: il principio democratico

La costituzione italiana e la sovranità popolare: il fondamento sociale e democratico dello Stato italiano.

 

 

La Costituzione italiana

La Costituzione italiana si apre con un gruppo di 12 articoli in cui sono enunciati i fondamenti dell’ordinamento repubblicano.

 

A differenza di quanto avvenuto per altre Costituzioni straniere, il Costituente ha preferito inserire i principi fondamentali direttamente nel testo della Carta fondamentale, senza relegarli in un preambolo separato di cui sarebbero stati messi in dubbio l’efficacia, il vigore e l’immediata applicabilità.

In questo modo tali principi non solo si configurano come criteri guida cui i pubblici poteri devono conformarsi, ma costituiscono norme cogenti che vincolano l’interprete ad una lettura delle leggi conforme alla Costituzione.

Le statuizioni contenute nei principi fondamentali, in quanto rappresentano valori inderogabili dell’ordinamento, non possono in nessun caso essere oggetto di modifica o revisione costituzionale.

 

Ciò spiega perché, come affermato dalla Corte costituzionale con sent. 1146 del 1988, la Costituzione italiana contiene alcuni principi supremi che non possono essere sovvertiti o modificati nel loro contenuto essenziale neppure da leggi di revisione costituzionale o da altre leggi costituzionali.

Tali sono tanto i principi che la stessa Costituzione esplicitamente prevede come limiti assoluti al potere di revisione costituzionale, quale la forma repubblicana (art. 139 Cost.), quanto quelli che, pur non essendo espressamente menzionati, costituiscono l’essenza dei valori supremi sui quali si fonda la Costituzione italiana.

 

Tali principi esprimono la volontà del Costituente di prendere le distanze non solo dal regime fascista, ma anche dal precedente modello di Stato liberale, le cui contraddizioni e incertezze avevano consentito l’instaurazione del ventennio di dittatura nel nostro paese.

Viene, così, delineata l’organizzazione di una forma di Stato sociale di diritto che, per garantire eguali libertà e dignità a tutti i cittadini, si fa carico di intervenire in prima perso- na a tutela dei principi fondamentali.

 

 

Il principio democratico

La disposizione di apertura della Costituzione italiana esprime l’essenza stessa della Repubblica e, affermando il principio democratico, sancisce il riconoscimento e l’acquisizione del risultato della consultazione popolare tenutasi il 2 giugno del 1946 (referendum istituzionale), con cui gli italiani hanno cancellato la forma di Stato monarchica e scelto quella repubblicana.

La Repubblica italiana si fonda sul consenso dei governati, ciascuno dei quali ha il diritto di prendere parte, in condizioni di parità, alla vita politica del Paese.

Ciò presuppone il riconoscimento di un’ampia autonomia personale, necessaria alla formazione di un libero convincimento individuale intorno alle modalità di soddisfare il bene comune per il raggiungimento del consenso collettivo intorno ai valori fondanti dell’ordinamento repubblicano.

Primario principio sancito dal Costituente è il riconoscimento del valore del lavoro, inteso come fondamento dello Stato ed importante strumento democratico di sviluppo della personalità umana, nonché «mezzo» per stimolare e far crescere il progresso materiale e spirituale della società.

 

 

La sovranità popolare

L’art. 1 della Costituzione italiana stabilisce che la sovranità appartiene al popolo: sono, dunque, i cittadini gli esclusivi detentori del potere politico, anche se l’esercizio della sovranità si svolge prevalentemente secondo modalità e con l’ausilio di soggetti diversi da essi (cd. democrazia indiretta).

 

La Repubblica si basa, dunque, unicamente sul consenso popolare e non riconosce più alcun valore ai titoli nobiliari, al censo (ossia al possesso di ricchezze), o ai privilegi di nascita, ma stimola e favorisce tutte le iniziative necessarie per garantire l’eguale dignità sociale e sancire il diritto al lavoro per tutti.

In questo senso, la dichiarazione prevista dall’art. 1 della Costituzione italiana prende le distanze dallo Statuto Albertino ed enuncia il fondamento sociale e democratico della Repubblica, nonché la sua ideologia universale che mette in primo piano la «dignità» dell’essere umano. Mentre nella legge fondamentale tedesca la «dignità umana» è sancita solennemente come valore assoluto ed è posta in primo piano dal legislatore (art. 1), il nostro Costituente non ne esplicita la stessa valenza prioritaria. Dalla Costituzione, comunque, si evince una «dignità» astratta con una generica valenza sociale, non politico-giuridica. La Costituzione, dunque, rappresenta il «manifesto» dei principi e diritti fondamentali.

 

manuale diritto costituzionale 2016


 


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