È lecito tutto quello che non è vietato per legge?
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19 Nov 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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È lecito tutto quello che non è vietato per legge?

La Costituzione garantisce i princìpi di legalità e di irretroattività: è permesso fare ciò che non è vietato, non si è puniti per ciò che sarà vietato domani.

 

Il principio è fin troppo ampio. E, forse per questo, trova applicazione in molti settori: è lecito tutto quello che non è vietato per legge? Verrebbe da porre la domanda in altri termini: quale valore hanno il buon senso o la buona fede se ci si attiene a ciò che dice ogni singola virgola di una legge? Nessuno, si potrebbe rispondere. Perché è la legge che governa ogni azione in qualsiasi settore di un Paese. Ciò che la legge vieta non si può fare. Ciò che non è vietato per legge è permesso. Quindi è lecito.

 

 

Il principio di legalità ed il principio di libertà

Nel settore imprenditoriale, ad esempio, la modifica all’articolo 41 della Costituzione sancisce che «l’attività economica privata è libera ed è permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale, con gli altri principi fondamentali della Costituzione o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana» [1]. Quindi, nell’ordinamento giuridico italiano, a partire dalla Costituzione e come ribadito dalla Corte Costituzionale [2], prevale il principio secondo cui, in ambito economico, «è permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge».

Questo principio viene applicato anche in ambito amministrativo. Leggendo l’articolo 23 della Costituzione, si impara che «nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge». Significa che nulla è obbligatorio e nemmeno vietato se non espressamente indicato da qualche normativa.

La sentenza della Corte Costituzionale afferma, dunque, la libertà dei singoli e della comunità quale principio supremo dello Stato di diritto. Inoltre, conferma la dottrina basata sul principio di libertà per i singoli ed il principio di legalità per l’amministrazione. Per quanto riguarda i cittadini, «tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge è implicitamente permesso», mentre per l’amministrazione vale il principio opposto: «Tutto ciò che non è espressamente autorizzato è dalla legge implicitamente vietato».

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Il principio di irretroattività

C’è un altro principio che viaggia a braccetto con quelli della legalità e della libertà per rispondere alla domanda di partenza: è lecito tutto ciò che non è vietato per legge? E’ il principio di irretroattività. Rappresenta uno dei punti fermi del garantismo istituzionale, espresso anche dall’articolo 25 della Costituzione, secondo cui «nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso». Per fare un esempio banale ma comprensibile: se la legge vieta di avere dei serpenti a casa, non vuol dire che vieta di avere ogni tipo di rettile. Quindi per il mio coccodrillo non avrò trasgredito alcuna norma. Semmai mi sarò scavato da solo la fossa. Se ne parlerà quando la legge vieterà di avere i coccodrilli in casa. Ma, probabilmente, non potrò più rispondere al citofono quando verranno a contestarmi l’illecito.


[1] Dl 132/2011.

[2] Sent. Corte Cost. 200/2012.

 


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