Il principio autonomista e l’articolo 5 Costituzione
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19 Nov 2016
 
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Il principio autonomista e l’articolo 5 Costituzione

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.

 

Contrapponendosi all’ordinamento fascista, in cui le istanze pluralistiche ed autonomistiche erano state cancellate, la Costituzione italiana sancisce il principio del pluralismo territoriale, il riconoscimento, cioè, di centri di potere politico autonomi, diversi dallo Stato ma più vicini ai cittadini.

 

Nell’art. 5 della Costituzione viene affermato, in subordine all’intangibile principio di unità ed indivisibilità della Repubblica, sia il principio del decentramento dei poteri che quello della promozione e del riconoscimento delle autonomie locali (Regioni, Comuni etc.).

Dall’esame della norma si ricavano, dunque quattro principi fondamentali:

  • l’unità e l’indivisibilità della Repubblica, intese come limiti invalicabili dell’esistenza dello Stato persona;
  • il parallelo riconoscimento e la promozione delle autonomie locali;
  • l’attuazione da parte dello Stato del più ampio decentramento amministrativo soprattutto nell’erogazione dei propri servizi;
  • l’adeguamento della legislazione dello Stato alle esigenze dell’autonomia e del de- centramento, attraverso il riconoscimento e la creazione di nuovi enti territoriali espressioni dello Stato comunità (in particolare le Regioni che, al contrario di Province e Comuni, non erano presenti nell’ordinamento).

È significativo notare che il Costituente utilizza, a proposito delle autonomie locali, due diverse parole con diversa valenza: «riconosce e promuove» il che lascia intendere, da un lato, che lo Stato identifica le autonomie locali in «realtà preesistenti al suo strutturarsi in ordinamento della Repubblica» come i Comuni, dall’altro, che si impegna a potenziare attraverso le istituende Regioni (ordinarie) la «pluridimensionalità del cittadino» (PIZZETTI).

«Decentramento» e «autonomia», pur non essendo sinonimi, sono, tuttavia, collegati perché rispondono ad esigenze in parte coincidenti: lo sviluppo delle autonomie territoriali, infatti, garantisce anche un significativo decentramento di funzioni, mentre l’attuazione di un più ampio decentramento amministrativo consente di avvicinare ai destinatari i servizi e le funzioni che dipendono dallo Stato: i cittadini e gli utenti finali dislocati sul territorio nazionale.

Nonostante il riconoscimento e la promozione delle autonomie locali, lo Stato, in ossequio al principio di unitindivisibilità, deve considerarsi, comunque, l’Ente sovrano primario tanto che la riforma del Titolo V del 2001 ha lasciato immutato il disposto di cui all’art. 5, che enuncia i principi posti a salvaguardia dell’unità della Repubblica.

 

manuale diritto costituzionale 2016


 


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