Se l’azienda non paga le somme concordate in conciliazione
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20 Nov 2016
 
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Redazione
 


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Se l’azienda non paga le somme concordate in conciliazione

L’azienda dove lavoravo non mi ha pagato il Tfr. Il mio avvocato mi ha consigliato di accordarmi con il mio datore di lavoro con una conciliazione monocratica davanti all’ispettore del lavoro: secondo gli accordi l’azienda mi doveva pagare in tre trance, ma dopo la prima ha smesso. Mi dicono che abbia chiuso definitivamente. Che posso fare per recuperare le somme?

 

L’accordo raggiunto in sede di «conciliazione monocratica» costituisce titolo esecutivo, ossia legittima il creditore – nel nostro caso il lavoratore dipendente – ad agire direttamente in esecuzione forzata. In questo caso, però, è verosimile che il pignoramento avrà esito negativo in quanto l’azienda, avendo chiuso, avrà anche provveduto a liquidare i beni o a venderli. Fermo restando che, in sede giudiziaria, si potrebbe anche agire con un’azione revocatoria di tutte le vendite preordinate a frodare i creditori, la cosa più semplice da fare per il lavoratore, in questo caso, è chiedere l’intervento dell’Inps. Secondo infatti il costante orientamento della Cassazione, il Fondo di Garanzia presso l’Inps copre il mancato pagamento del Tfr (trattamento di fine rapporto) non solo nel caso in cui il datore di lavoro sia fallito, ma anche quando sia insolvente, ossia quando il pignoramento sia stato infruttuoso. In questo modo il lavoratore potrà stare tranquillo di recuperare in ogni caso le somme accreditate e non pagate (leggi anche Come recuperare il Tfr).

 

Quindi, nel caso del dipendente che prima abbia firmato l’accordo in sede di conciliazione e poi non sia riuscito a recuperare le rate concordate di Tfr, la procedura – che richiederà circa 8/10 mesi ed è completamente esente da bolli o altre spese – dovrà essere la seguente. Innanzitutto l’avvocato dovrà procedere a un tentativo di pignoramento tramite l’ufficiale giudiziario. Quest’ultimo concorderà una data per l’accesso presso i locali dell’azienda datrice di lavoro e, in quella sede, redigerà un verbale di pignoramento “negativo”, dando cioè atto che il pignoramento non è potuto avvenire per chiusura dei locali.

A questo punto, il lavoratore dovrà presentare la copia del suddetto pignoramento, del titolo esecutivo (l’accordo di conciliazione) e una apposita istanza (scaricabile online) all’Inps, per via telematica. In essa egli deve chiedere l’intervento del Fondo di Garanzia, per il pagamento del Tfr (leggi anche Fondo di Garanzia Inps, come dimostrare l’insolvenza del datore di lavoro).

 

Purtroppo si registrano casi in cui l’Inps neghi il pagamento del Tfr sostenendo che sia necessario ottenere prima una sentenza che dichiari il fallimento dell’azienda. Non è così e lo ha chiarito più volte la stessa Cassazione [1]. Tuttavia, dinanzi al diniego dell’Inps non resterà che avviare una causa contro quest’ultimo e chiedere che il giudice condanni l’amministrazione a pagare il dipendente. Sul punto, però, sono necessari alcuni chiarimenti che abbiamo evidenziato nell’articolo Se l’Inps non vuole pagare il Tfr.


[1] Cass. sent. n. 10824/2015Cass. sent. n. 7877/2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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