Assegni bancari, importo massimo
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20 Nov 2016
 
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Assegni bancari, importo massimo

Vorrei sapere se esiste un limite massimo di importo per l’emissione di un assegno bancario e da quale importo deve essere non trasferibile.

 

Non esiste alcun limite di importo per l’emissione di assegni bancari: trattandosi di un mezzo di pagamento «tracciabile» – che consente, cioè, in qualsiasi momento, la possibilità di verificare il passaggio di denaro tra il soggetto cedente e il beneficiario, grazie agli estratti conto bancari – esso non desta alcun sospetto nell’ordinamento. Si tratta, insomma, di un trasferimento di soldi che avviene alla luce del sole e che, quindi, non è soggetto a limiti di importo massimo.

In definitiva, se ti stai chiedendo, fino a quale importo puoi emettere un assegno, sappi che non esiste alcuna legge che impone tetti e vincoli.

Per come vedremo qui di seguito, l’unico vincolo imposto dalla legge all’emissione di assegni è quello della clausola «non trasferibile» per importi superiori a 1.000 euro.

 

 

Da quale importo l’assegno deve essere «non trasferibile»?

L’assegno si dice non trasferibile quando non può essere girato a nessun altro soggetto. In questo modo, l’assegno nasce e muore solo tra i due soggetti originari: il titolare del carnet che rilascia l’assegno al creditore, e quest’ultimo (il cosiddetto prenditore). Una volta ricevuto l’assegno in pagamento di un proprio credito, se vi è la clausola «non trasferibile», il prenditore non può girarlo a un altro soggetto per pagare, a sua volta, un proprio debito. Ebbene, a seguito di una legge del 2011 [1], tutti gli assegni di importo superiore a 1.000 euro (mille euro) devono essere muniti della clausola di non trasferibilità.

 

Facciamo un esempio. Tizio deve pagare a Caio una fornitura per 500 euro e, pertanto, gli rilascia un assegno con tale importo. Caio, però, invece di incassarlo, preferisce girarlo a Sempronio, al quale – coincidenza vuole – deve pagare 500 euro per un vecchio debito. In tal caso, Caio fa la cosiddetta «girata», ossia indica il nome di Sempronio sull’assegno. Sempronio, se vorrà, potrà incassare l’assegno in banca o potrà, a sua volta, girarlo a un altro soggetto. E così via.

Ciò è possibile perché l’assegno non supera 999,99 euro. Ma se fosse stato di 1.000 euro o una somma superiore, Caio non avrebbe mai potuto girare l’assegno a Sempronio perché, oltre tale tetto, gli assegni non sono trasferibili.

La nuova normativa anticiriciclaggio prevede che tutti gli assegni bancari e circolari siano già consegnati dalla banca con su di essi la stampa della la clausola «non trasferibile». Il cliente però ha diritto di richiedere, al proprio istituto di credito presso cui ha il conto corrente, il rilascio di un carnet di assegni privo della clausola «non trasferibile». Egli però deve sapere che potrà utilizzare tali assegni solo per importi inferiori a 1.000 euro; dovrà inoltre pagare l’imposta di bollo, pari a euro 1,50 per ciascun assegno circolare o modulo di assegno bancario in forma libera, ossia non munito della clausola «non trasferibile». Chiaramente, il cliente che utilizza un assegno libero (ossia senza la dicitura «non trasferibile») per importi pari o superiori a mille euro sarà passibile di sanzioni amministrative pecuniarie determinate in misura percentuale rispetto all’importo dell’assegno.

 

 

Prelievo contante, limiti massimi

Non esistono neanche limiti massimi al prelievo di contanti dallo sportello della banca, che può essere di qualsiasi importo. Il divieto di utilizzo del contante, che attualmente è di 3.000 euro, riguarda solo i trasferimenti di denaro tra soggetti diversi mentre, invece, nel caso di prelievi o versamenti in banca, il denaro non cambia titolarità (che resta sempre del correntista), ma solo la custodia. Quindi, è possibile prelevare o versare dal/sul proprio conto corrente somme anche superiori a 3.000 euro.

 

 

Libretti di deposito al portatore, limiti massimi

La legge di Stabilità 2016 ha posto dei limiti alla circolazione e scambio di titoli al portatore e libretti di deposito al portatore: questi non possono essere liberamente trasferiti, tra soggetti diversi, se il loro importo è pari o superiore a 3.000 euro. Sotto questo limite, invece, il trasferimento è libero.

 

Sussiste inoltre il divieto, per i libretti di deposito bancari o postali al portatore, di contenere un saldo pari o superiore a euro mille.

 

Quindi è lecito trasferire due o più libretti di deposito al portatore, a condizione che l’importo complessivo non superi il nuovo limite di 2.999,99. In ogni caso il saldo di ciascun libretto non deve comunque superare la soglia di 999,99 euro.


[1] L. n.214/2011.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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