Affitto, obbligatorio rilasciare la ricevuta per quietanza?
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21 Nov 2016
 
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Redazione
 


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Affitto, obbligatorio rilasciare la ricevuta per quietanza?

Mensilmente pago il canone di affitto con bonifico, ma per comodità nella verifica degli arretrati ho chiesto al padrone di casa di rilasciarmi le quietanze. Secondo lui invece è obbligatorio solo se pago in contanti. Chi ha ragione?

 

La legge impone al padrone di casa di rilasciare, a richiesta dell’inquilino, la quietanza relativa al pagamento del canone di locazione non solo se il versamento avviene in contanti, ma anche con bonifico bancario o con assegno non trasferibile. Dunque, il conduttore ha diritto a pretendere una dichiarazione scritta da parte del locatore, con cui questi dichiara «di non aver più nulla a che pretendere per il mese appena trascorso e i precedenti», anche se il pagamento è avvenuto mediante sistemi tracciabili (assegno, bonifico) e nonostante il fatto che, grazie a un comune estratto conto, è sempre possibile risalire all’avvenuto adempimento ed averne prova.

 

In ogni caso, l’affittuario che abbia pagato il canone con un bonifico bancario dispone di una prova che dovrebbe metterlo al sicuro da eventuali contestazioni da parte del padrone di casa. Se quest’ultimo dovesse sostenere che il versamento accreditato sul suo conto è avvenuto a titolo differente rispetto al canone (ad esempio, per rimborso spese da lui anticipate a titolo di manutenzione ordinaria, di norma a carico dell’inquilino) deve anche dimostrarlo. Insomma, non basta sostenere che l’importo accreditato non sia stato corrisposto a titolo di canone di locazione: va anche data la prova del diverso credito (nell’esempio di poc’anzi, il padrone di casa dovrebbe produrre le fatture da cui risulta il suo anticipo di spesa per la manutenzione ordinaria).

 

Del resto, la perfetta coincidenza dell’importo bonificato con i precedenti accrediti sullo stesso conto del locatore può determinare nel giudice il convincimento che il titolo del pagamento sia proprio il canone.

 

Ad ogni modo, onde evitare qualsiasi tipo di problema, l’inquilino può sempre chiedere una quietanza liberatoria, sia al versamento di ogni mese o per periodi più lunghi (ad esempio, ogni semestre) con cui il padrone di casa dichiara che non risultato arretrati.

 

Il fac-simile di una possibile liberatoria potrebbe avere la seguente forma:

 

«Io sottoscritto sig. ……, in qualità di locatore relativamente al contratto del ……, registrato in data ……, dichiaro di aver ricevuto, in data ……, dal conduttore sig. ……, la somma di euro ……, a completo adempimento di quanto dovutomi per la/e seguente mensilità …… La presente, pertanto, vale a titolo di quietanza liberatoria».

 

Circa la modalità con cui la quietanza deve essere rilasciata, si deve trattare di un documento necessariamente scritto (anche al computer e stampato) con firma autografa. Non ha valore di prova documentale la quietanza rilasciata per email, poiché può essere oggetto di facile contestazione. Ben farà, allora, il conduttore a chiedere al padrone di rilasciargli una quietanza redatta su un foglio di carta o (qualora entrambi i soggetti dispongano di un indirizzo di posta elettronica certificata) tramite Pec. Se i soggetti vivono in luoghi diversi, la quietanza può essere spedita con posta ordinaria.


 


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