Addio mobilità, Naspi per tutti dal 2017
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21 Nov 2016
 
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Noemi Secci
 


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Addio mobilità, Naspi per tutti dal 2017

Dal prossimo anno non potrà più essere richiesta l’indennità di mobilità, ma si potrà beneficiare soltanto dell’indennità di disoccupazione.

 

Addio alla mobilità: da gennaio 2017 quest’indennità, dovuta ai lavoratori per i licenziamenti collettivi, sarà sostituita dall’ordinaria indennità di disoccupazione, la Naspi. Con una differenza di trattamento che non sarà, purtroppo, trascurabile, considerando che la mobilità è pari alla cassa integrazione straordinaria, mentre la Naspi è pari al 75% dell’imponibile medio degli ultimi 4 anni, con un tetto massimo di 1.300 euro e viene ridotta ogni mese. Anche la durata della prestazione, nella maggioranza dei casi, sarà notevolmente più breve.

Ma procediamo per ordine e cerchiamo di capire che cosa devono aspettarsi, dal 2017, i lavoratori che avrebbero beneficiato della mobilità.

 

 

Mobilità: a chi spetta e a quanto ammonta?

Giova, innanzitutto, ricordare chi sono, di preciso, i beneficiari dell’indennità di mobilità: si tratta dei lavoratori il cui contratto è terminato a seguito di un licenziamento collettivo. Possono essere coinvolti, dunque, i lavoratori delle aziende con oltre 15 dipendenti (i dipendenti di aziende minori potevano beneficiare, in determinati casi, della mobilità in deroga, ma anche questa è stata abolita).

L’indennità di mobilità ammonta al 100% del trattamento di cassa integrazione straordinaria, che, come tutte le prestazioni di integrazione salariale, è pari all’80% della normale retribuzione (nel caso in cui l’attività sia totalmente sospesa, diversamente l’ammontare dell’80% si riferisce alle ore non lavorate).

Dopo i primi 12 mesi, il trattamento si abbassa all’80% dell’indennità di Cigs, ossia al 64% della retribuzione. La durata minima della mobilità è pari a 12 mesi, mentre la durata massima ammonta a 48 mesi: la durata dipende dalla regione in cui si trova l’azienda e dall’età del lavoratore.

Chi ha ottenuto l’indennità di mobilità nel 2016, nonostante l’abolizione della prestazione, può continuarla a percepire anche nel 2017 e oltre, fino al termine del periodo autorizzato.

 

 

Naspi: a chi spetta e a quanto ammonta?

La Naspi, dal 2017, spetterà indistintamente a tutti i lavoratori subordinati, per la perdita involontaria dell’impiego (i dipendenti, cioè, non devono cioè aver presentato le dimissioni o aver accettato la risoluzione consensuale, escluse le procedure di conciliazione), se in possesso dei seguenti requisiti:

  • almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni;
  • almeno 30 giornate di effettivo lavoro nell’anno.

La durata massima della Naspi è pari a 24 mesi: l’indennità spetta, precisamente, per la metà delle settimane contribuite negli ultimi 4 anni.

L’ammontare della Naspi è pari al 75% dell’imponibile medio mensile(imponibile Inps, il più delle volte coincidente con lo stipendio lordo) degli ultimi 4 anni, se questo non supera 1.195 euro. Se l’imponibile medio supera i 1.195 euro mensili (rivalutati annualmente), l’indennità è aumentata del 25% della quota eccedente il tetto, sino a un limite massimo di 1.300 euro. Per la Naspi è prevista una decurtazione del 3% a partire dal 4°mese di percezione del sussidio.

 

 

Naspi e mobilità: quale conviene di più?

Generalmente, l’indennità più “conveniente”, per il lavoratore, è la mobilità, non solo perché l’importo della prestazione è più alto, ma soprattutto in relazione alla sua durata.

Ci sono dei casi, però, in cui la durata della Naspi è più lunga; prendiamo come esempio un lavoratore della regione Lombardia, con 5 anni ininterrotti di servizio, con meno di 50 anni, disoccupato a seguito di licenziamento collettivo:

  • fruendo della mobilità nel 2016 riceve l’indennità sino a un massimo di 18 mesi;
  • se invece il licenziamento collettivo si verifica nel 2017, avrà diritto alla Naspi per 24 mesi.

Per avere più chiara la durata delle due prestazioni, si veda la seguente tabella:

 

Dal 1/1/2016 al 31/12/2016
Dal 1/1/2017

In poi
Tipo di indennità dovuta ai destinatari di licenziamento collettivo:

Mobilità
Tipo di indennità dovuta ai destinatari di licenziamento collettivo:

Naspi
Età lavoratore
Durata in mesi
Durata in mesi
Sino a 39 anni 12 La metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni
Da 40 a 49 anni 18 La metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni
Oltre 50 anni 24 La metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni
Sino a 39 anni
Mezzogiorno
12 La metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni
Da 40 a 49 anni
Mezzogiorno
24 La metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni
Oltre 50 anni
Mezzogiorno
36 La metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni

 

 

Altre indennità dopo la Naspi

Ad ogni modo, determinate categorie di lavoratori hanno diritto a ulteriori sussidi, una volta terminata di percepire la Naspi. Si tratta:

  • dell’Asdi, l’assegno di disoccupazione, che è pari al 75% della Naspi e ha una durata di 6 mesi;
  • della prestazione di ricollocazione, che è un voucher spendibile dal lavoratore presso i centri per l’impiego e le agenzie per il lavoro, al fine di trovare una nuova occupazione.

 


 


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